La Casa Brucia

Italia-brucia

di Matteo De Vita.

In questi giorni continua questo teatro politico fatto di partiti che continuano a palleggiarsi dichiarazioni che riguardano le responsabilità. Dopo circa 40 giorni dal voto possiamo tranquillamente dichiarare che l’Italia continua il suo percorso di distruzione di massa, dove continuano a chiudere imprese, in media 45 al giorno, e dove si continua a parlare di chi deve o non deve governare. Voglio ricordare a tutti i signori politici che parlare a tutte le televisioni del “senso di responsabilità” non significa mandare un messaggio ad altri partiti che faccia capire che il metodo migliore sia un governo fatto di un solo partito che governi, e non un governo di coalizione. Il senso di responsabilità cari signori è quello di riaccendere immediatamente la macchina economica per il bene democratico della nostra nazione. Mentre Berlusconi parla di eventuale governo di intese, Bersani continua le sue prese di posizione, generalizzando sempre i punti del programma del PD e non parlando minimamente di manovre economiche che dovrebbero risollevare il paese. Il M5S continua ulteriormente la sua presa di posizione non appoggiando nessun partito (è nel non statuto) ma credo che questa non sia la migliore soluzione. Il movimento ha intrapreso un percorso politico in un momento economico disastroso e, proprio facendo appello al grado di responsabilità dovrebbe capire che ogni minuto, ogni giorno, ogni settimana che passa significa ottenere chiusure di partite i.v.a., processo di deindustrializzazione, diminuzione del gettito fiscale, polverizzazione di posti di lavoro. Tutto quello che vediamo in questi giorni non è che lo scenario politico visto nelle precedenti legislature, dove ognuno cerca di far valere il proprio ideale andando sempre a caccia di poltrone. L’immagine di questo articolo non è scelta a caso, difatti mi piacerebbe sapere da tutti (5 stelle compresi) cosa farebbero nel caso in cui la loro casa bruci, dato che mentre a Roma continua questo gioco delle parti, le tensioni sociali aumentano, i reati lo stesso, avvicinando sempre di più il paese alla realtà greca dove i cittadini entrano nei supermercati, rubano cibo e lo distribuiscono alla popolazione. Dopo un mese di totale fermezza politico istituzionale riesco a capire che, se nei prossimi 90 giorni non si attueranno manovre che ridiano credito alle imprese, che riportino all’accesso al credito anche gli imprenditori che hanno chiuso causa pressione fiscale, inizieranno le rivolte di strada, ed allora si che non ci sarà più nulla da fare per uscirne in modo democratico ma, tutta la classe politica ne pagherà le conseguenze in modo disastroso.

Qualcuno all’interno del parlamento con grande senso di responsabilità nei confronti dei cittadini dovrebbe urlare nelle aule istituzionali in modo fortissimo: A fuoco, a fuoco!

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