Minoranze Attive

democrazia-diretta

La storia dei popoli e delle civiltà ci insegna quanto sia stato importante il ruolo delle minoranze attive durante il corso della storia. Le rivoluzioni, le innovazioni, le lotte per la conquista dei diritti nascono sempre dall’attivismo di specifici gruppi che desiderano cambiare lo stato delle cose che li circonda e li svantaggia, nel tentativo di raggiungere un benessere di vita migliore, andando contro agli interessi della maggioranza che vorrebbe lasciare lo stato di cose eternamente invariato, conservando il potere e controllando i diritti delle persone.

Il rapporto che lega la maggioranza alla minoranza è indissolubile, perché l’esistenza stessa di una maggioranza presuppone la presenza di una minoranza che ne legittima l’entità. Il concetto di maggioranza e minoranza non è da intendersi solo come espressione di un rapporto numerico, ma anche in termini di status sociale e potere. La parola minoranza si riferisce quindi a tutti quei gruppi che, a prescindere dal loro numero di persone da cui sono composti, si trovano in una posizione di svantaggio sociale e dei diritti. Le donne possono considerarsi come una minoranza in termini di status e diritti, pur essendo nel mondo circa sette volte più numerose degli uomini.

Fatta questa precisazione, si può facilmente intuire l’ importanza che hanno le minoranze attive sia in merito all’introduzione di novità, in quanto sono loro che  portano il rinnovamento e il cambiamento interpretando lo spirito del tempo, sia in merito al ruolo di tenere sotto controllo, per quanto possibile, l’ operato della maggioranza che di natura è conservatrice, evidenziando quali possano essere i margini di miglioramento attraverso una sana critica costruttiva dall’interno. Da una parte le minoranze attive contrastano l’egemonia conservatrice delle maggioranze costringendole al rinnovamento come nel caso del Femminismo, che portò al raggiungimento dei diritti quali l’ aborto e le pari opportunità rinnovando la società ai tempi moderni, dall’altra contribuisce al miglioramento di qualsiasi gruppo dall’interno, offrendo punti di vista alternativi che aumentano la qualità e l’equità delle decisioni nel rispetto di tutti.

Ogni gruppo, movimento, partito deve avere la maturità di saper ascoltare le minoranze interne, perché proprio da loro può partire quel rinnovamento che determina la longevità del gruppo o partito stesso. Gli attivisti sono coloro che sollevano questioni cruciali che spesso provengono dalle minoranze interne, non sono solo quelli che lavorano per le maggioranze divulgando i contenuti e le ideologie, distribuendo volantini e facendo opinione in giro per le piazze.

Il coraggio di sfidare le maggioranze e il loro carattere conservatore, ha permesso il raggiungimento dei nostri diritti nel corso dei secoli (vedi democrazia), ma il conformismo e l’ attivismo acritico, occupato freneticamente solo a divulgare verso l’esterno senza farsi domande e critiche dall’interno, ha solo portato schiavitù intellettuale e disparità sociali (e non solo intellettuale, vedi deportazione degli africani e degli ebrei), caratterizzando le società moderne e contemporanee.

conformistascritto da piosky83

 

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