l43-emiliano-bari-130305184725_medium
di Matteo De Vita
Per capire cosa succede allo stabilimento bridgestone di bari dobbiamo fare un passo indietro negli anni, ma non di molto, basta tornare indietro al 2008, quando la crisi economica iniziò la sua distruzione di massa.
Nel 2008 il mercato del pneumatico era abbastanza forte e l’utente, non facendo troppe distinzioni nell’acquisto delle 4 gomme per la propria automobile, preferiva andare direttamente ad una marca conosciuta ed affidabile come in questo caso lo e’ bridgestone.
La bridgestone come marchio di qualita’ produce pneumatici cosiddetti di “primo impianto” cioe’ pneumatici per catene di montaggio destinati ad auto nuove e naturalmente pneumatici da sostituzione per il cliente finale.
20.000 pneumatici circa al giorno sono una bella fetta di mercato al soddisfacimento della propria clientela sparsa in tutta europa.
Purtroppo la grande invasione (sottovalutata da bridgestone e da istat in termini macroeconomici) dal principio della crisi economica, di marche tecnicamente conosciute come “seconda fascia” in arrivo dai paesi orientali, hanno letteralmente rovinato il mercato perche’ hanno prezzi nettamente piu’ competitivi ed interessanti. Cito alcune marche più conosciute: sailun, minerva, roadstone, linglong, rockstone, wanli.
Queste marche offrono una qualita’ mediocre a prezzi 3 volte piu’ bassi.
Sicuramente la qualita’ del pneumatico è nettamente piu’ scadente ma il mercato come ben sappiamo non perdona, ed in periodi di crisi economica, acquistare 4 pneumatici di una marca secondaria per il prezzo di 200 euro, e’ sicuramente piu’ vantaggioso che acquistare 4 bridgestone al prezzo di 550 euro.
La competitivita’ dello stabilimento bridgestone di bari ha iniziato a perdere colpi negli ultimi 3 anni semplicemente perche’ la crisi ha creato troppi disequilibri nell’acquisto anche dei pneumatici da parte dell’utente finale, ma il secondo dato che le televisioni trascurano e’ il non rinnovo dei contratti sul primo impianto che lo stabilimento non otterra’ nei prossimi anni perche’ le aziende stesse, produttrici del nuovo, stanno preferendo, per fronteggiare i costi, aziende produttrici di pneumatici che anche se sono poco conosciute gli portino degli investimenti nettamente inferiori ed anche di marche conosciute che, avendo un costo del lavoro minore del nostro, possono trattare con più facilità nei confronti delle aziende richiedenti.
Gli operai della Bridgestone di Bari devono capire che la colpa è del Governo, che non mette gli imprenditori in condizioni di poter reinvestire in questo paese. L’operaio muore perchè l’imprenditore non è tutelato dal governo e, data l’attuale pressione fiscale, mi meraviglia come i vertici bridgestone abbiano mantenuto lo stabilimento aperto anche dopo l’avvio della crisi economica. Capite bene quindi che il giocattolo prima o poi doveva rompersi. 
Da qui partono le notizie di cronaca sulla eventuale chiusura, nel primo semestre 2014, dello stabilimento e del licenziamento degli oltre 1000 operai. Purtroppo mi spiace per loro le cose non cambieranno per un motivo molto semplice: costi del lavoro + costi materia prima + costi logistici + costi gestionali non permetteranno allo stabilimento di essere competitivo nei prossimi anni e fortunatamente, nel caso dei giapponesi, faccio i complimenti ai loro contabili che lo hanno previsto con largo anticipo, quindi mi dispiace per gli amici baresi, lo stabilimento chiudera’. Gli operai della bridgestone di bari devono sapere che la campagna produzione dei pneumatici viene programmata con largo anticipo, anche in anni. Adesso questa certezza la bridgestone purtroppo, per la situazione economica degenerativa, non puo’ piu’ garantirla ai propri operai e nello stesso tempo non vuole più rischiare che si arrivi a pareggi o addirittura perdite di bilancio.
L’Italia e’ il paese piu’ caro per i costi del lavoro, come potete mai pensare che la bridgestone, dopo il disastro sulla pressione fiscale che ha creato il sign. Mario Monti, puo’ continuare il suo ciclo produttivo in italia?
Lo stabilimento di bari, il piu’ tecnologico, il piu’ affidabile, il piu’ produttivo, potrebbe possedere tutte le potenzialita’ che volete, ma sapete, per farvi un esempio, quanto costa solamente la sua posizione logistica? 
Vi rispondo in modo semplice: negli ultimi 3 anni circa il 30% in piu’ solo per i costi di gestione logistica dovuti agli aumenti di costo del greggio.
Tutti questi costi si devono obbligatoriamente spalmare a danno dell’acquirente finale che, se deve scegliere in termini di costi, prende decisamente un pneumatico ad un costo piu’ basso a danno della qualita’ e dell’affidabilita’.
L’imprenditore conosce solo una parola nella sua bibbia e cioe’ l’utile di bilancio. Uno stabilimento di quelle dimensioni che nel 2011 ha portato solamente 6 milioni di utile, e’ per gli operai un dato ottimale, ma a mio avviso un dato preoccupante, semplicemente perche’ la pressione fiscale e tutte le componenti sopra descritte, porteranno ancora negativita’ agli utili di bilancio, quindi, meglio prevenire che curare essendo trasparenti con i propri dipendenti, anche se ammettiamolo, lo stabilimento di bari ha potenzialita’ almeno per 40 milioni di utile d’azienda.
Gli operai della Bridgestone di bari non sanno che in belgio esistono 4 distributori che, acquistando direttamente pneumatici dal produttore orientale, sono in questo momento i piu’ competitivi in europa. Ogni giorno arrivano in Italia in media 5.000 metri cubi di pneumatici di marche scadenti come quelle sopra citate, vendute a prezzi molto bassi, e di solito, riuscendo ad eludere anche il pagamento delle tasse statali con societa’ che importano i pneumatici, non pagano tutta l’i.v.a. dovuta, e dopo qualche mese vengono dichiarate fallite. Quindi prezzo basso + evasione = ottimi prezzi sul mercato al cliente finale. Tenete presente che questo giochetto funziona alla grande da più di 12 anni, l’esempio classico è quello della fornitura di pneumatici per i mezzi statali, dove gli appalti, nella maggior parte dei casi, venivano presi da imprese cosiddette ad orologeria.
Bridgestone bari purtroppo non puo’ piu’ garantire l’utile di bilancio se lavora solo per le forniture ad auto di primo impianto ed eccovi spiegato il segreto.
Scusate se mi sono divulgato nella descrizione ma adesso quali manovre andrebbero eseguite immediatamente per salvare gli oltre 1000 operai?
– abbassamento del costo di produzione;
– riduzione del costo del lavoro;
– riduzione dei costi logistici;
– invogliare nuove campagne di produzione a prezzi piu’ vantaggiosi;
– produrre pneumatici a basso costo, anche se di qualita’ inferiore, adattandosi a quello che vuole il mercato senza forzarlo, sperando nel vostro caso, di non perdere i posti di lavoro;
E’ doveroso essere solidali nei confronti dei 1000 operai, ma è altrettanto doveroso parlare delle verità scomode che nessuna televisione vi dirà mai.
bridgestone_emiliano
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: