Grillo rispondi?

Chiusura campagna elettorale Movimento 5 stelle

di Matteo De Vita.

Siamo nel 2013. Fino a non molto tempo prima, Beppe Grillo nei suoi spettacoli ha sosteneva che «dietro internet non c’è nulla, ci sono i magazzini e i camion». Lo definiva «Infernet, occulto del moderno Medioevo». E accusava le multinazionali di voler costringerci ad andare più veloci. Fornendoci di tecnologie che in realtà ci facevano lavorare di più.

Addirittura attaccava i satelliti rei di spiarci e i gps, costosi e inutili.

Le cose però sono cambiate: Grillo ha conosciuto Gianroberto Casaleggio e ha cambiato idea.

Sapete benissimo tutti dei suoi attacchi a telecom che ha portato nei teatri dove con la “mappa del potere” ci insegnava le varie fusioni tra le società e i consigli di amministrazione. Metteva in pratica nuovi modi di comunicare e fare “politica diretta”, chiedendo l’assenso dei presenti nei teatri del tour per mandare una mail collettiva al Presidente della Repubblica Ciampi in merito alla missione Antica Babilonia in Irak, pur essendo consapevole che mai nessuno avrebbe risposto alle varie mail.

Alcuni rappresentanti di un’altra categoria, invece, decidono di affidarsi fin da subito anche a lui, per porre un problema che li preoccupa all’attenzione pubblica: si tratta di alcuni magistrati. Il comico riporta quanto gli avrebbe detto uno di essi sulle possibili conseguenze per i giudici con l’arrivo della riforma Castelli. E spiega quanto sia grave che si voglia limitare l’interpretazione della legge da parte dei magistrati. «Guai», dice il comico, perché «ci sono degli sbagli nelle leggi». Fermo restando che si tratta di una visione piuttosto parziale delle cose, visto che una discreta serie delle condanne di Strasburgo all’Italia arrivano proprio per l’interpretazione che alcuni magistrati hanno fatto della legge, l’esempio classico è proprio quello della condanna all’Italia sul pagamento dei 120 milioni di euro di qualche giorno fà, l’aspetto interessante è un altro. Il fatto è che, per farlo, stando alle parole del comico, questi magistrati hanno scelto un modo piuttosto inconsueto. Spiega Grillo, nella clip del suo spettacolo: «Scrivono sul mio blog, dei magistrati, sotto falso nome, perché vogliono far sapere le cose che stanno succedendo».

Ora, qualche domanda si pone: perché dei magistrati, persone che esercitano il potere giudiziario, si mettevano a scrivere le proprie ragioni non con nome e cognome, ma “sotto falso nome”, sul neonato blog di Beppe Grillo?

Chi erano questi magistrati?

E soprattutto, un ultimo quesito mi pare urgente, dopo che il comico è diventato anche il presidente di un movimento politico: fino a quando ci sono stati magistrati che hanno scritto “sotto falso nome” sul suo blog?

L’altra domanda fatta da molti attivisti è: come mai mandavi la mail a Ciampi e anche a Napolitano criticando il fatto che non rispondevano mai alle mail e adesso succede la stessa cosa con il movimento 5 stelle?

Altri attivisti ancora dicono: se la costituzione italiana tutela il cittadino confermando la presunta innocenza fino a sentenza di cassazione, come mai nel movimento non possono candidarsi persone capaci che hanno magari un semplice carico pendente?

Perchè in molte zone d’Italia troviamo degli attivisti che credono di fare della loro attività una dittatura, non prendendo mai iniziative personali e sopratutto tenendo fuori chi è più capace di loro?

Restiamo in attesa di risposte. Grazie!

Dal punto di vista puramente personale sono felice di essere un attivista, però non mi ritengo un attivista appartenente alla massa che segue alla lettera ciò che dici. Il popolo delle pecorelle durerà ancora per poco a mio avviso se non sarai a contatto con gli attivisti veri e capaci. Le tue parole in campagna elettorale non le scordo e che citavano testualmente: “NON DATE IL VOTO AL MOVIMENTO A DELEGA, RENDETEVI PARTE DEL CAMBIAMENTO”. 

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Commenti su: "Grillo rispondi?" (1)

  1. Flavio ha detto:

    “Rendetevi parte del cambiamento” dice tutto, non dobbiamo dimenticare che se siamo arrivati al 25% è anche perchè tanti elettori hanno dato fiducia a m5s anche senza conoscerne bene i programmi ma per protesta.

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