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di Matteo De Vita

Effettivamente in questo periodo particolarmente intenso, per gli eventi riguardanti la politica italiana, non possiamo non far capire ai cittadini cosa succede agli attivisti che parlano di realtà scomode come quelle riguardanti la caccia al voto online per eventuali primarie regionali sul portale del movimento 5 stelle.

Spieghiamo a chi non conosce la tecnicità di questo movimento di cosa sto parlando. Il movimento 5 stelle è un movimento di cittadini che non ha ne capi ne padroni, nessuna casta quindi, nessun condizionamento dall’interno, nessun elemento scomodo ma un vero e proprio movimento da proteggere proprio perchè, il suo compito principale è quello di mettere il cittadino ad un livello pari e uguale ad altri cittadini, di qualsiasi posizione economica, sociale, religiosa.

Il “non statuto” è talmente semplice da interpretare che invoglia sempre più nuovi simpatizzanti ad intraprendere un percorso in questo movimento con l’obbiettivo di cambiare la storia dell’Italia. Cosa dire: ci voleva, anzi dico di più, è stata una vera lezione di democrazia nei confronti dei partiti che negli ultimi 20 anni hanno spostato le loro attenzioni a tutt’altro tranne che al bene del paese. Quando parlo di attenzioni, mi riferisco alle imprese che negli anni sono diventate sempre meno competitive sui mercati internazionali, sia per il costo del lavoro, che per il costo dell’energia, ma maggiormente per la pressione fiscale. Per dare una definizione giusta e a pennello dichiaro che “non abbiamo mai avuto in Italia un ministro dell’economia che si preoccupasse della fattibilità competitiva delle imprese italiane piccole o grandi che siano (industrie o semplici società) che, lo ricordiamo, sono quelle che sorreggono la maggior parte del gettito e quindi che tengono in piedi il paese”. 

Bene, mostrando per vie generali cosa sia questo movimento seguendo il “non statuto”, quali sono le problematiche da risolvere all’interno? Quali sono le verità scomode?

Una delle preoccupazioni su cui Grillo non fa nessun cenno è quella delle primarie online. Cosa succede: una volta che un soggetto certifica la sua identità sul portale del movimento 5 stelle ha la possibilità di votare le varie iniziative che il movimento intraprende quando richiede il parere dei cittadini iscritti al portale. Ma Beppe Grillo si sta chiedendo cosa succede nei vari meetup sparsi sul territorio? Credo proprio di no. Faccio l’esempio della mia zona, la provincia di Foggia, dove un attivista di San Marco in Lamis solo perchè uno dei primi iscritti alla piattaforma meetup dal 2008, con la pretesa di essere uno dei primi attivisti, effettua uno tsunami tour di tutti i meetup del gargano cercando di arraffare voti online per le prossime elezioni regionali. Ora dico io, ma è possibile che su questi giochi Grillo non prenda provvedimenti? E possibile che attivisti totalmente incapaci debbano pretendere il voto online solamente girando i vari meetup della zona? Che poi quello che preoccupa di più è che gli attivisti alle prime armi, non conoscendo le fasi di certificazione o di eventuale candidatura abboccano come pesci all’amo alle parole che dichiarano questi personaggi che, oltre ad essere incompetenti, pilotano l’informazione a loro piacimento e dopo l’informazione, riescono a pilotare quindi le preferenze online. La mia dichiarazione riguardante la totale impreparazione in termini politici e gestionali dell’attivista di San Marco in Lamis non è buttata lì a caso, o meglio non voglio esprimere volontà negative nei suoi confronti. Semplicemente sono riuscito a constatare di persona che, nel caso dell’attivista in oggetto, si nota immediatamente la impreparazione per esempio sulla lingua italiana, non sapendo neanche posizionare gli accenti sulle “e”, e poi le varie interviste fatte identificano le qualità intellettuali e sociali dell’attivista in questione. Ora, che la definizione di ognuno vale uno vada seguita non c’è dubbio, ma se il movimento intraprende percorsi legati alla candidabilità di soggetti impreparati dalle basi, inizio a preoccuparmi, anche perchè nei palazzi governativi combatteremo nei confronti dei partiti almeno per altri 20 anni e a mio avviso, da una parte serve gente laureata, dall’altra serve anche gente che abbia ricoperto ruoli manageriali all’interno di aziende e che abbiano toccato con mano le varie fasi della crisi economica e non chi pretende di candidarsi solo perchè ha preso le firme sotto la pioggia come alcuni vantano in continuazione. Voglio ricordare a Beppe che solo chi ha vissuto la crisi economica dal basso può proporre in termini reali azioni anche legislative per tentare di risolvere il problema.

Altra preoccupazione su cui molti attivisti si sono fatti domande è la non candidabilità di chi, pur essendo incensurato, abbia un carico pendente, oppure di chi ha avuto in passato piccoli problemi con la giustizia di rilievo penale e che il movimento condanna per tutta la vita. Che messaggio diamo alla popolazione? Significa che una persona non può cambiare la propria vita e donarsi agli altri con una candidatura migliorandosi? Non scherziamo Beppe non scherziamo. Apprezziamo il tuo gesto fatto non candidandoti ma ti ricordo che sei il leader di questo movimento e hai più di 80 processi a carico e come vedi io pongo quesiti che mai nessun attivista ha avuto il coraggio di intraprendere.

Il tuo non monitoraggio sul movimento è conferma di mancanza di affidabilità. L’esempio classico lo vediamo proprio sulla mia persona: non sei stato in grado di accertare se io fossi un attivista o meno ma il tuo staff si è immediatamente preoccupato di attaccarmi scrivendo sul blog dichiarazioni vergognose nei confronti di un attivista che ha portato consensi, e che ancora oggi nonostante tutto, è orgoglioso e combatte per ottenere un cambiamento. Ma la cosa ancora più preoccupante, che nel mio caso ha scatenato il caso del falso grillino è proprio il ruolo che, durante i giorni di fuoco, ha avuto l’attivista di cui accennavo prima, che chiamando immediatamente un portavoce, che a sua volta ha preso per vero le dichiarazioni dell’attivista, ha immediatamente fatto girare la notizia non chiedendosi neanche il perchè scatenando il giudizio della rete che ha immediatamente abboccato alle idiozie inventate di sana pianta. Quindi la rete è affidabile? Oppure è un cesso pubblico?  Dov’è la libertà di espressione? dov’è la definizione di ognuno vale uno? il movimento è di 8 milioni di cittadini oppure è una dittatura fatta dalle balle che nel mio caso la rete ha sparato a raffica?

Caro Beppe resto sempre in attesa delle dovute risposte.

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