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di Matteo De Vita.

Descrivere nel dettaglio tutte le mie esperienze di vita significherebbe riempire un hard-disk molto capiente ma ho deciso di svelarmi a puntate, come con le puntate di “beautiful”. Nasco a San Giovanni Rotondo il giorno 8 Luglio del 1983 alle ore 17:50, peso kg 3.300. Ho frequentato l’asilo nido e le scuole elementari presso l’istituto Forgione di San Giovanni Rotondo. La cosa molto curiosa che non riuscirò mai a dimenticare è l’essermi innamorato della maestra al primo giorno di scuola, difatti, le portavo dei fiori e lettere d’amore ed ero solo un bambino di prima elementare. Ricordo che insieme a mia madre formulavamo, durante i compiti del pomeriggio, le famose lettere d’amore per la maestra, cosa che mi invogliava sempre di più a frequentare l’istituto scolastico tutti i giorni e la cosa interessante è che andando a rivedere il registro ero l’unico della classe ad avere il numero più alto di presenze durante tutto il palinsesto scolastico. Le maestre mi ricordano ancora oggi per il biondino con gli occhi verdi.

Sono cresciuto in un quartiere molto vivace, zona costa conosciuto meglio come “il quartiere del bacino”. Tutti i giorni, in presenza di qualsiasi evento atmosferico si giocava a pallone, senza fermarsi fino a sera quando le urla di mamma mi richiamavano alla base, il richiamo a cui obbedivo immediatamente, dato che le poche volte che non ho obbedito le prendevo di santa ragione. Mio padre faceva il “capo mastro” per una azienda edile dedita alla costruzione del poliambulatorio e aveva degli orari di lavoro molto stressanti, infatti ricordo che a volte ritornava anche alle 9 di sera dopo una lunga giornata di lavoro in cui si gettavano i solai e per chi conosce la struttura poliambulatorio si San Giovanni Rotondo, sa perfettamente a cosa mi riferisco in termini di grandezza della struttura. Al ritorno da scuola, tutti i giorni, mi fermavo da un anziano di nome Lazzaro che non mancava mai ad insegnarci qualche cenno di saggezza legata ai vecchi detti Sangiovannesi, uno di questi stampato a memoria nel cervello è: “pcurar magna rcotta, ianna quà ciamma fà na lotta, tu cu li pad, ie cu li man, pufft ntarr lu pucurar” vi giuro che non ho mai capito cosa significa nel dettaglio ma sono quelle cose che ti rimangono impresse e che te le porti dietro per tutto il cammino della vita.

All’età di 7 anni festeggio il mio compleanno in un modo molto originale, ricordo che con il gruppo di amici del quartiere andammo sulla “crocicchia” che si trova in cima alla montagna situata difronte casa mia. Eravamo una decina, tutti ad urlare di felicità non per l’età o per il compleanno, ma semplicemente perchè si collegava quel giorno ad un giorno come un altro per amplificare la nostra pazzia adolescente. Scesi dalla montagna poi, ricordo che i miei genitori mi fecero un regalo meraviglioso, la mia prima bici.

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