muratore

 

di De Vita Matteo.

Uno dei settori che ha tenuto alto il benessere nella nostra città, creando posti di lavoro, è sicuramente quello Edilizio. Ho deciso quindi di effettuare un’inchiesta nel mondo dell’edilizia, anche perchè per molti che mi conoscono, sanno perfettamente che mio papà De Vita Michele è nel campo edilizio da molti anni, quindi chi meglio di un costruttore, che vive le realtà dall’interno può darci dei dati alla mano su quale sia l’attuale assetto edilizio del Gargano.

I primi segni di allarme in ambito edilizio sono arrivati nel 2009 quando le banche iniziarono il loro percorso di distruzione di massa non erogando più mutui, innalzando i loro criteri per l’erogazione di mutui ipotecari, chiedendo sempre più garanzie agli affidati che in moltissimi casi non hanno potuto onorare le richieste delle banche. Un contesto di crisi quello edilizio che nel caso del Gargano ha immobilizzato il 43% dell’economia locale che a cascata ha colpito tutti gli altri settori. L’allarme ufficiale lo lancia la Cgil di foggia che dichiara che le prospettive per il 2013 e 2014 non sono meno drammatiche dell’attuale situazione microeconomica garganica in ambito edilizio.

Ma andiamo ai dettagli dell’accaduto. Sapete quanti posti ha polverizzato la provincia di foggia in ambito edilizio? Ben 28.000 negli ultimi due anni. Cosa dire, dato disastroso ed il peggio ancora non arriva perchè dovete pensare che i posti dell’edilizia vanno sommati anche ad altri circa 22.000 posti di lavoro che producono materiale da produzione e via a cascata fino a chi produce la minuteria sempre dedita all’edilizia. Per dare un numero provvisorio abbiamo polverizzato 53.000 posti di lavoro circa nel giro di 3 anni. I dati riguardano semplicemente i comuni della provincia di foggia e sono ben 64, non riusciamo a vedere la luce in fondo al tunnel quindi. Ma sono un manager e quindi un appassionato di numeri, studio marketing e sono in continuo e costante aggiornamento sui dati che fanno letteralmente piangere. Se calcoliamo uno stipendio medio da 1.200 euro mensili, rapportato ai soli operai che hanno perso il lavoro nel settore edilizio, abbiamo perso un gettito sul consumismo di 135 milioni di euro, rapportato a San Giovanni Rotondo il gettito perso è di 7 milioni. E’ naturale che dietro lo stipendio che non arriva da uno dei settori primari come quello edilizio, ci trasciniamo dietro tutti gli altri settori, abbigliamento, cibo, benessere, auto etc etc…..

La colpa naturalmente va anche data ad un processo industriale vecchio ed obsoleto, nel senso che pochi sono stati gli utili investiti dalle aziende garganiche in innovazione, ricerca e lavorazione di nuovi materiali da costruzione, calando quindi di molto la produzione con un crollo complessivo di fatturato del 23%. Per dirla in modo più semplice, molte aziende estere esportano in Italia molti nuovi tipi di materiali da costruzione che naturalmente hanno fatto diminuire la produzione alle aziende italiane che, per una mentalità troppo obsoleta, non hanno investito in ricerca, pagandone le conseguenze in termini di fatturato e delocalizzazione, se non chiusure definitive. Nella realtà garganica le imprese invece di ringiovanirsi si invecchiano e i dati parlano chiaro sui licenziamenti di giovani manovali che hanno perso il lavoro sul gargano in ambito edilizio.

Il dato ulteriormente riguarda proprio la ripercussione del denaro che, essendo sempre in quantità minore, hanno portato un ulteriore declassamento economico al settore in termini di preventivi sempre più bassi che non permettono di essere fedeli al fisco in modo totalitario e trasparente. Succede che le imprese hanno, per causa di forza maggiore, abbassato i prezzi delle opere da realizzare, inserendo nei preventivi o computi metrici il costo del materiale e del lavoro in senso stretto, non calcolando i contributi e le varie tasse da onorare. Facendo un calcolo sulle partite i.v.a. attive e la quantità di lavoro disponibile ne esce fuori un dato sconcertante: i cantieri aperti sono molto meno delle partite i.v.a. attive. Capite immediatamente quindi le problematiche che si ripercuotono sulle imprese che, per molti casi sono costrette a sottostare alle dicerie dei clienti nella contrattazione del prezzo per le opere o lavori da realizzare. Analizzando le partite i.v.a. attive ed il gettito i.n.p.s. – i.n.a.i.l. – i.v.a. i dati preoccupano ulteriormente perchè si può constatare come in questo settore il lavoro in nero sia aumentato del 300% in sul gargano, in poche parole sui cantieri lavorano in regola una persona su quattro. Chi ci ha portato a queste condizioni? Cosa succederà nei prossimi anni?

Nella seconda parte vi spiegherò meglio cosa succederà nell’economia garganica per i prossimi 3 anni, citando anche le imprese che si aggiudicano gli appalti pubblici nella città di San Giovanni Rotondo e quali sono i calcoli vengono fatti quando il settore edile opera per la pubblica amministrazione.


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