devita

di Matteo De Vita.

Alla fine di questa inchiesta tutti mi direte: facile parlare vero? Anticipo immediatamente che per realizzare questo piano di investimenti c’è bisogno di chi non sia troppo frettoloso nel guardare l’orologio e che il miglior antidoto al dolore è il lavoro. Aprendomi a voi posso tranquillamente dire che di dolore ne ho tanto per il mio territorio, lascio a voi il giudizio di farvi comprendere quanto interesse ho per migliorare la mia terra.

La politica che tutti i cittadini conoscono è fatta di favoritismi, alleanze comode e “di comodo”, spartizione delle poltrone. E mentre i signori politici si rilassano nei palazzi per svolgere questo “fritto misto” di mansioni e spartizioni la casa continua a bruciare. In questi giorni, oltre ai tanti complimenti ricevuti dai miei compaesani per i vari interventi da me fatti e portati all’attenzione dell’amministrazione, ho ricevuto cenni di critica del tipo: “tu parli, parli anche di cose interessanti ma perchè non ci spieghi come risollevare le sorti di questa città? altrimenti le tue rimarranno chiacchiere morte”. Questa espressione fattami da un cittadino mi ha invogliato a scrivere e ad anticipare le manovre che vanno immediatamente fatte nella nostra città per migliorare l’inquadramento economico e produttivo e la qualità della vita. Premetto che chi non ha tempo per leggere, passi ad altro perchè mi divulgherò un po’.

Per capire quali sono gli interventi da intraprendere nella nostra città, dobbiamo innanzitutto capire e sezionare quali sono i reparti di produttività locale e in base alla giacenza aziendale presente, ottimizzare le manovre da intraprendere. Ho sempre detto che se vogliamo vedere una città che goda di ottima salute e che produca gettito fiscale che poi a ricaduta si ripercuota sul territorio, si devono creare delle manovre produttive strettamente necessarie. Tanto per iniziare una delle manovre che risolleverebbe il reparto macroeconomico del turismo è quella delle convenzioni nazionali ed internazionali con i vari enti religiosi che dirottano nei loro programmi le visite anche nella città di San Pio. Ma come fare? chi dovrebbe occuparsi di queste iniziative? La risposta è semplice, l’assessore al turismo. San Giovanni Rotondo è uno di quei comuni che ancora non riesce a capire che all’assessorato al turismo va dato solo ed esclusivamente quell’incarico e sulla base di quell’incarico partire immediatamente con un programma di valorizzazione turistica senza precedenti; i punti sono: convenzioni, incontri istituzionali, incarichi ad agenzie con mandati comprensivi di provvigione, programmazione dell’anno religioso dedito maggiormente all’utenza della popolazione vicina e sulla base di questi punti effettuare la programmazione dei servizi lucrativi che dovranno operare, creando posti di lavoro e valorizzazione territoriale. Naturalmente l’aspetto totalmente fallimentare del nostro comune ed anche del Vaticano è la sottovalutazione del sistema massivo di comunicazione su cui non si sono mai prese iniziative. Il comune di San Giovanni ed il suo assessore al turismo, attuale e passati, pensano oramai che il nome Padre Pio faccia fatturato da solo ed il Vaticano crede che con la TV satellitare possa incrementare il turismo nei suoi centri religiosi. Bene, a tutti e due dico: avete completamente sbagliato approccio commerciale e difatti la vostra impreparazione al marketing ha continuato a diminuire il gettito. Le strategie comunicative si evolvono nel tempo e modellano le proprie leggi in base alla trasformazione ed alla nascita di nuovi mezzi e se pensate di continuare la vostra gestione comunicativa con l’attuale tipologia, i risultati saranno sempre peggiori. Certo è che la nostra “qualità clientela” decide di visitare San Pio principalmente perchè fedele ma vi siete mai domandati le possibilità di resa economica che possiamo intraprendere da questi visitatori? Credo di no. Per la stragrande maggioranza dei visitatori che arrivano nella nostra città sfiliamo in termini economici legati ai servizi offerti i pochi euro per il parcheggio e gli altri pochi euro per l’eventuale pranzo su cui, come vediamo, molti albergatori litigano ogni giorno sui prezzi che diventano sempre più bassi, non capendo che il prezzo più basso distrugge il mercato e produce poco gettito, sopratutto a livello locale. Capite che con questi numeri non si andrà da nessuna parte, difatti potete anche vedere la gestione fallimentare che anche l’asso albergatori ha eseguito dagli anni 2000 fino ad oggi. Di solito ai vertici di queste associazioni si dovrebbero individuare e colpire gli obbiettivi e le esigenze ma anche loro sono rimasti dormienti. Come facciamo quindi a risollevare le presenze turistiche? le manovre fondamentali da attuare immediatamente: RETE – CONVENZIONI – CAMPAGNA MARKETING MASSIVA – ANALISI PORTAFOGLIO FEDELI – REPORT AGEVOLATIVI – RAFFORZARE L’IMMAGINE DEL NOSTRO TERRITORIO EFFETTUANDO LA GIACENZA DEI POSTI UTILIZZABILI PER VISITE – MASSIMIZZARE L’UTILIZZO DEI BENI TERRITORIALI.

Ma scendiamo verso la città, dopo esserci fermati in zona cappuccini analizziamo l’assetto produttivo primario e secondario della città. San Giovanni è una città che esprime il suo “parere ricchezza” attraverso le piccole e medie imprese in largo numero, per secondo abbiamo naturalmente Casa Sollievo della Sofferenza, poi la fabbrica Sofim e Alenia presenti a foggia e ultimando chiudo con i dipendenti delle amministrazioni pubbliche. 

Partendo dalle prime, l’attuale espressione produttiva delle imprese della nostra città è ai minimi storici, difatti non parliamo più di fatturati che portino a nuovi investimenti ma di manovre lavorative che portino almeno il minimo indispensabile per sopravvivere. Faccio un esempio molto semplice e reale: le mie aziende tra il 2006 e il 2009 hanno fatturato in totale somme per 7 milioni di euro nel settore secondario dedito alla manutenzione delle autovetture. Facendo l’esempio di questo settore sapete di quanto è calato il fatturato? del 78%. Le entrate attuali servono per gestire l’apertura dell’azienda fronteggiando i costi fissi. Il settore edile è l’unico che tiene, ma in ambito di ristrutturazioni, dato che la vendita delle case o locali commerciali e più che ferma. Questi settori, tra primario e secondario hanno portato ad un attuale stato disoccupazionale di ben 8.700 persone compresi tra questi i possessori di partite i.v.a., in poche parole tutta la parte che con le aziende crea gettito e ricchezza più degli stipendiati. Basta fare un giro in città per rendersi conto dell’attuale condizione in cui si trova la città. Gli euro diminuiti come giro d’affari si aggirano attorno ai 32 milioni di euro in meno che non si sono ripercossi a giro nella città, per chi legge solo il numero senza preoccuparsi è meglio che inizi a farlo, il dato è catastrofico. Allora cosa fare? come migliorare la situazione? Innanzitutto ho invitato più volte i politici locali ad incontrare le imprese per capire quale sia l’attuale problematica individuando le moli debitorie delle stesse e come intervenire per il futuro. La seconda parte interessante è l’eseguire, attraverso delle campagne marketing che premino il cittadino, l’assunzione di giovani locali. La crisi economica nella città di San Giovanni Rotondo è aumentata a dismisura quando è arrivata anche l’invasione di emigrati Rumeni, Albanesi, Polacchi etc etc.. .. che con il loro modus operandi hanno ottenuto molte assunzioni perchè nella maggior parte dei casi tagliavano al 50% i compensi mensili del residente, seppur con gli stessi diritti civili contrattuali. Su questo non si sono mai presi provvedimenti seri o quantomeno non si è cercato di contrastare il fenomeno che attualmente ha ottenuto il 20% delle assunzioni in città, togliendo lavoro e ricchezza ai nascituri Sangiovannesi. Dopo l’invito ad assumere giovani locali, l’amministrazione non ha mai organizzato di sua iniziativa, attività a pagamento che potessero portare utili alle casse comunali e nello stesso tempo dare lavoro. Quando parlo di attività a pagamento intendo l’individuazione di un evento che l’amministrazione comunale decide di intraprendere ed attorno ad esso tenere in vita tutti i diversi servizi che, anche se fuori dall’evento, intrattengano gli ospitati. In Olanda ad esempio, in un piccolo comune di 2000 abitanti viene organizzato uno spettacolo chiamato “festival awakenings” che ogni anno pensate, in un tempo limitato di 3 settimane effettua fatturati come 280 milioni di euro in soli 21 giorni di operatività. Dove vanno questi soldi? Nelle casse comunali ovviamente. Volete l’esempio Italiano? Time Warp Festival. Ma parlare con gli amministratori comunali che hanno modalità di pensiero troppo “retrò” vi lascio immaginare quanto possa essere difficile, pur essendo a San Giovanni Rotondo, la città faro nel mondo. Mi vien da ridere perchè un faro che oramai è spento da 7 anni e al fianco del faro gli incompetenti che non hanno il coraggio di rischiare nell’intraprendere determinate attività, seppur con il minimo rischio. Il parco nazionale che abbiamo a disposizione potrebbe produrre fatturati interessanti se solo l’amministrazione decida di intraprendere percorsi di valorizzazione con esperti della natura, difatti siamo strapieni di agriturismi ma oltre al cibo le attività di intrattenimento sono paragonabili allo zero. Piste ciclabili con la creazione di clubs, motoclub crossing club, naturalmente con l’obbiettivo di raccogliere annualmente utenze esterne che portino fatturato anche a questi settori. Il problema è che nessun amministratore vuole rischiare anche una minima parte dell’utile di bilancio, dimostrando la totale incapacità anche in termini imprenditoriali. Uno degli altri settori che non dobbiamo sottovalutare ma promuovere è la produttività delle aziende che producono olio, vino, prodotti locali e valorizzazione degli stessi tramite le ferie nazionali ed internazionali difatti la partecipazione a fiere di ambiti produttivi promuoverebbe le nostre aziende con l’obbiettivo di ottenere una domanda più alta e assieme ad essa le assunzioni da effettuare. Naturalmente la produttività va espressa in termini di capacità amministrativa e in termini di fusione delle idee con le attuali aziende che perfezionerebbero il raggio d’azione che nel motto tecnico chiamiamo “holding idea” cioè una fusione di idee tra amministrazione e imprese locali per mettere in azione i seguenti punti fondamentali per la nostra città dediti al ripristino della produttività che sono:

– Costituzione di un numero verde, attivo 24 ore su 24, per la segnalazione di disservizi ed emergenze;

– “Front Line” tra dipendenti e cittadini con relazioni mensili sullo status operativo;

– Basta imboscati! La macchina amministrativa comunale subirà un’immediata e radicale riorganizzazione in nome dell’efficienza e del merito;

– Realizzazione della carta dei servizi del cittadino con tempi certi alle risposte e sanzioni per chi non le rispetta;

– Un sito del comune che diventi un social network; non solo spreco di denaro pubblico;

– Una pen drive “e-friend”  per ogni cittadino per richiedere da casa i certificati;

– Un sistema telematico che consenta di abolire la carta;

– In occasione delle gare con aste per la fornitura di servizi/materiali al Comune, ricorso a gare on-line, rapide ed al riparo da qualsiasi distorsione esterna, attraverso la metodologia già sperimentata in molti comuni dell’e-procurement;

– Attribuzione delle responsabilità. I dirigenti responsabili dell’assessorato alle Imprese saranno chiamati a rispondere per eventuali ritardi nella realizzazione di un progetto di sviluppo aziendale che preveda incremento occupazionale;

– Incontri settimanali del Sindaco con la popolazione nel chiostro comunale;

– San Giovanni Rotondo holding spa. Una super-holding multi – utility, per governare le società partecipate dal Comune, con l’obiettivo di ridurre i costi, ottimizzare le risorse, garantire un servizio migliore a un costo più basso per i cittadini;

– Rapporto di monitorizzazione dei finanziamenti europei tra staff e regione. Ad ogni legge interessante sull’incremento e lo sviluppo del territorio il comune ha l’obbligo di partecipare, anche se portati all’attenzione da un cittadino;

– Disporre immediatamente un regolamento specifico per il funzionamento dei rapporti tra amministrazione comunale e associazioni che sono una risorsa per il territorio nei diversi ambiti;

– Gli assistenti sociali devono ritornare sul territorio a progettare sulla famiglia e sulle persone. Rappresentano un anello di collegamento fondamentale per la lettura dei bisogni reali , del malessere o della qualità della vita di una città;

– Riapplicazione della legge che indica un assistente sociale in funzione degli abitanti; riattiverò la loro presenza dotandoli di reali strumenti di intervento economico, progetterò insieme a loro un sistema reale di aiuto ai più deboli privo di meccanismi clientelari o di assistenzialismo;

– Il famoso, “vecchio sussidio” verrà trasformato in ore di lavoro utile per la nostra città, i cittadini che avranno bisogno di aiuti economici svolgeranno all’interno di un progetto specifico attività di lavoro sociale, in questo modo chi ha bisogno potrà e si sentirà anche utile;

– La politica malata trasforma i diritti in favori; riattivando la rete dei servizi pubblici saremo insieme cittadini liberi, liberi dal bisogno di contattare quel politico o quell’altro, liberi di decidere;

– Attivare con progetti specifici e ricercando risorse nazionali ed europee incentivi a tutti quei privati che vorranno investire, dando vita alle loro attività in zone periferiche; non solo supermercati, avranno priorità cinema, biblioteche, pub, centri benessere, banche, attività di intrattenimento genriche;

– L’azzeramento dell’iter infinito per aprire un’attività in città. Basta, quindi, con un comune azzeccagarbugli. Attraverso una semplice segnalazione certificata di inizio attività (scia) si potrà dare vita immediatamente all’idea imprenditoriale. Sarà a carico del comune controllare in seguito che l’impresa rispetti tutte le norme vigenti e nel caso contrario punirla severamente;

– I Sangiovannesi sono stati costretti dalla brutta politica ad aspettare, a fare anticamera all’infinito. Non sarà più così perché la libertà di intraprendere è un diritto ed è una delle condizioni per creare sviluppo e occupazione;

– Il Comune si farà garante di un patto per l’impresa che coinvolga l’ordine dei consulenti del lavoro, l’ordine dei commercialisti e le associazioni;

– La consulenza e il tutoraggio forniti durante la fase di start up delle imprese costituiscono uno degli ambiti privilegiati di azione, soprattutto per quel che riguarda la mappatura dei servizi di sostegno all’imprenditoria, l’identificazione di “buone pratiche” nel campo dello sviluppo locale, la fornitura di servizi di pacchetti specialistici (analisi di marketing, studi di fattibilità economico-finanziaria, redazione di business plan);

– Per informare e monitorare su tutti gli interventi di manutenzione e nuova costruzione di San Giovanni, il sito del Comune aggiornerà quotidianamente i cittadini sullo stato di avanzamento lavori di ogni cantiere;

– Prezzi chiari, tempi certi. Chi sbaglia un’opera pubblica o ritarda nella sua consegna deve pagare;

– Un piano straordinario di manutenzione delle scuole comunali. Di concerto con gli uffici comunali di edilizia scolastica e con quelli della protezione civile, predisporre un piano straordinario di manutenzione e potenziamento delle scuole comunali;

– Approvare la green card San Giovanni Rotondo, un atto di indirizzo della giunta con gli interventi previsti: modifica del regolamento edilizio per agevolare il risparmio energetico e l’impiego di fonti rinnovabili per riscaldamento, raffreddamento, produzione acqua calda, illuminazione. sostituzione dei rubinetti continui negli uffici pubblici. Termo-valvole negli ambienti pubblici;

– Piano d’installazione dei pannelli fotovoltaici e pannelli solari termici negli impianti sportivi, nelle scuole e negli uffici pubblici. Monitoraggio telematico dei consumi, individuazione dell’energy manager. Veicoli elettrici: colonnine per la ricarica dei mezzi elettrici associate a pensiline fotovoltaiche;

– Rifiuti da problema, risorsa;

– Agevolazione ed accoglienza per imprenditori che investono oltre 300.000 nel territorio comunale;

– 60 Luoghi da riqualificare entro il 2018, un giardino ogni 600 metri;

– Introduzione della figura del Mobility Manager di area, la cui competenza è comunale, che dovrà adottare strategie di persuasione attraverso piani d’informazione e comunicazione volti a creare la coscienza del problema con l’obiettivo di modificare le abitudini quotidiane e offrendo più servizi ai cittadini;

– Un paio di persone esperte nella progettazione e nel finanziamento con fondi comunitari che sia in grado di reperire  come un cane segugio tutti i fondi che un Comune può utilizzare per qualunque cosa: da interventi infrastrutturali alle cose più impensate. Giardini, uffici, mobilità…

……devo continuare? Credo che per quest’altra inchiesta possa bastare. Adesso cari amministratori locali, cittadini, amici, simpatizzanti, capite quanto lavoro manageriale c’è da fare per la nostra città? Purtroppo negli anni si sono ripetute amministrazioni che per incapacità sopratutto manageriale non hanno realizzato alla perfezione neanche uno dei punti da me studiati e descritti. La politica nella gestione della cosa pubblica viene in secondo piano. Invece di preoccuparsi delle poltrone, preoccupiamoci di operatività produttiva, invece del continuo litigio politico, preoccupiamoci di migliorare lo status di ricchezza territoriale. La bravura nell’accaparrarsi poltrone, se la metteste in campo per creare produttività saremmo molto ma molto avanti.

Per realizzare solo un paio dei punti sopra elencati c’è bisogno della presenza di un Sindaco che non badi a orari, che abbia il coraggio di sacrificare molto tempo iniziale all’inquadramento del raggio d’azione con il team che porterà a suo fianco. Lasciatemi passare questa definizione: ma gli attributi per prendere determinate iniziative ci sono o mancano?

E’ aperto il dibattito su quest’ultima mia inchiesta!! A voi il giudizio!!

ECCO LA RISPOSTA ALLA DOMANDA DEL MIO CONCITTADINO CHE MI HA CHIESTO DI DARE RISPOSTE CONCRETE E REALIZZABILI.

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Commenti su: "Come risollevare San Giovanni Rotondo" (3)

  1. Associazione Natura ha detto:

    Salve Signor De Vita, siamo un nuova associazione per la salvaguardia della natura, c’è piaciuto molto il suo intervento su monte calvo, ci potrebbe mandare o postare sul suo profilo facebook che guardiamo ogni giorno altre foto sui nuovi alberi piantati in modo da fare un album e metterlo in rete.
    Buona giornata
    Lo staff nuova associazione natura.

    • Assolutamente si, stiamo ultimando l’album dell’associazione “nuovamente” dove ho la carica di Vice Presidente. Ma non ho nessun problema a farvi avere delle foto sugli interventi completi. Saremo onorati di ospitarvi presso la sede della nostra associazioni per consegnarvi quelle che più gradite. Grazie a voi.

  2. SAVERIO ha detto:

    Aspetto d’approccio con il potenziale economico ( turisti )
    Aumento del Corpo dei Vigili Urbani (portarlo almeno a 60 uomini )
    Aumento del parco mezzi Vigili Urbani
    Sistema di sicurezza sul territorio
    Cambio di indici di costruzione
    Mancanza d’applicazione delle ordinanze
    Ufficio d’ascolto del cittadino
    Uffici di circoscrizione
    Poi per quando riguarda la sistemazione dei parchi ( utile sarebbe invogliare gli sponsor), per i marciapiedi sarebbe meglio proporre la privatizzazione al condominio che se ne avvale in modo prioritario.
    Ovvio che se la pressione fiscale fosse pi bassa ed equa e le entrate economiche dall’esterno fossero maggiori, tanto ancora ci sarebbe da fare e affrontare con maggior serenità…
    A tutto questo, ci vuole esperienza e LUNGIMIRANZA , purtroppo questo manca all’amministrazione Pompilio

    SAVERIO SIORINI

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