bersanisanto

di Matteo De Vita.

Benché i colpi di scena, veri o apparenti, incalzino, vorrei ricapitolare che cosa (a mio parere) è successo.  Nonostante Bersani abbia vinto le primarie, ha continuato la sua campagna di attesa inutile e fallimentare sia per il partito che per l’Italia.La sua convinzione era quella che il successo fosse già nel sacco non rendendosi conto che lo “tsunami tour di Grillo” ha devastato ogni dubbio, portando nuovamente il PD ad indossare la casacca dei perdenti, nonostante abbiano vinto.

Dopo la delusione però, arriva il senso di responsabilità di Bersani che immediatamente ha aperto al m5s per la formazione di un governo, confermando effettivamente che Grillo lo ha messo al tappeto e subito dopo Berlusconi, che Bersani dava per perdente, anzi lo considerava come la mascherina fuori dai giochi.  Dieci giorni dopo le elezioni ribadiva: “nessun accordo con il PDL” mentre attorno a lui si moltiplicavano i dissensi che prendeva a palate, continuando tranquillamente a fumare il suo sigaro indisturbato, come se il clima di pressione politica lo fa ringiovanire dedicandosi più alle milioni di telecamere attorno a lui che al suo gruppo. L’obbiettivo di Bersani, nonostante tutte le pressioni che giravano attorno a se era quello di ottenere un “deciso mandato” di Napolitano per governare le camere, ma da quanto si è visto gli è andata male anche stavolta.  Berlusconi intanto lanciava da ottimo conoscitore della politica tante frecciatine, dimostrando l’apertura ad un governo di larghe intese. 

Dopo aver preso schiaffi in faccia da m5s e dal Pdl è incredibile con quale coraggio Bersani continuò la sua carriera da grande combattente sul campo, ma la carta da mettere in gioco era già pronta, rinviando la formazione e le eventuali decisioni all’arrivo del nuovo Presidente della Repubblica che comunque porterà alta la distinzione tra governo e Presidente della Repubblica, ma anche quì gli è andata male al povero Gigi.

Dopo tutti gli accaduti che oramai conosciamo alla perfezione mi viene semplicemente da pensare che Bersani se ne esce dopo 50 giorni dalle primarie come il re degli inciucisti smascherati e la sua resistenza cantoniana abbattuta nuovamente dalle sue incapacità. L’accordo con Grillo su Rodotà totalmente fallito; la presenza del candidato Prodi al Quirinale un’altra implosione negativa all’interno del partito e tanto altro ancora.

Le dimissioni lo hanno steso ulteriormente al tappeto e sapete perchè? L’inciucio party era diventato più grande di lui e la paura di gestirlo era palese.

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