Mario-Draghi-EuroZone

di Matteo De Vita.

La Banca Centrale Europea guidata dall’Italiano Mario Draghi taglia il costo del denaro dallo 0,75% allo 0,5% raggiungendo il nuovo minimo storico. Ecco adesso tutti i non addetti ai lavori penseranno che il presidente della BCE ha fatto il suo dovere. Assolutamente no, è un altro favore fatto alle grandi banche del gruppo dell’Eurozona.

Molti istituti bancari in questo preciso momento storico sono a rischio. Il rapporto tra capitale sociale e bilanci su molti istituti è totalmente inadeguato, troppo denaro è fuori ed il rischio fallimento per molti istituti è vicino. Questo ulteriore taglio del costo del denaro è una ulteriore manovra speculativa fatta dai grossi poteri per marginare ulteriormente sulla crisi economica: da una parte abbiamo le banche che acquisteranno denaro (che non presteranno mai) per depositarlo o giocarlo in borsa per fruttare quei 4/5 punti percentuale in modo da coprire i loro costi di gestione tra stipendi e affitti delle sedi su tutto il territorio europeo, dall’altra abbiamo le grosse società finanziarie che dovranno speculare sui prodotti della finanza diffusa come ad esempio il “credito al consumo”, acquistando denaro allo 0,5% per poi rivendere al 5,50% e man mano a salire in base al prodotto finanziario venduto. Il presidente ha dichiarato che è una ulteriore manovra per rilanciare i mercati. Questa è una dichiarazione assolutamente vergognosa e totalmente falsa del presidente Draghi.

La domanda al presidente sorge spontanea: come pensa di risollevare o meglio di ottenere un risveglio dei mercati e delle vendite legate alle produttività se la pressione fiscale non ha subito nessuna variazione e si mantiene al 78%? Caro presidente, il denaro potrebbe venderlo anche allo 0,1% ma se il piccolo o medio imprenditore, non possessore di capitali e viene tassato sempre con lo standard di percentuale, la crescita sarà sempre più lontana e questa ulteriore manovra, come prima accennavo, accontenta solo ed esclusivamente i grossi capitali, che attualmente in Italia non esistono o sono talmente pochi che non potranno mai risollevare le sorti del paese nella distribuzione della ricchezza.

Draghi dichiara ancora che il 2013 è un anno dove si imboccherà una graduale ripresa ma non spiega il rapporto che c’è tra la ripresa che lui interpreta ed i posti di lavoro polverizzati negli ultimi 5 anni. Solo alla fine delle sue dichiarazioni dice che si dovrebbe mettere mano ai rapporti fiscali tra lo stato ed i cittadini, ma anche in questa dichiarazione non ho sentito il nome Italia. E dopo tutti i guai che ha portato Mario Monti al nostro paese il Governatore Draghi dichiara che è sconsigliabile aumentare ulteriormente le tasse nei confronti degli stati dell’Eurozona. Il governatore chiude le sue dichiarazioni mensionando l’apertura di una commissione per rilanciare il credito alle famiglie e alle imprese, cosa che non avverrà mai state tranquilli.

 

 

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