Dee Jay Vendesi.

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di Matteo De Vita

Nei miei due precedenti articoli ho generalizzato le problematiche legate al nostro settore. Voglio innanzitutto tranquillizzare tutti i lettori, chi vi scrive conosce il settore alla perfezione, dai campionati nazionali, allo studio presso l’European Star School, all’operatività stretta in discoteca. Leggendo un pò tutte le testimonianze che in questi giorni mi arrivano da tutta Italia devo dire che la situazione riguardo il nostro settore può definirsi catastrofica. Troppi sono quelli che effettuano delle trasformazioni radicali del tipo “la sera panettieri, la mattina deejay professionisti” oppure “la sera fighetti da locale, la mattina dopo deejay professionisti” e così via. Nulla contro nessuno ovviamente ma cosa sta succedendo al settore del DeeJay nello specifico? Analizziamolo insieme: innanzitutto c’è da precisare che se i “superconvinti” credono che il nostro lavoro è facile perchè aiutati dalla tecnologia e che oggi per svolgere il ruolo del DeeJay basta un PC ed una Consolle si sintonizzassero su canale 5 e guardino Uomini & Donne che è molto meglio.

Parliamoci chiaro, in Italia del nostro settore e delle tutele che andrebbero apportate ad esse non gli frega nulla a nessuno. E difatti gli accaduti li conosciamo bene: “dilettanti allo sbaraglio improvvisati” – “deejay che si vendono a pochi spiccioli per entrare nel giro” – “deejay che non sanno i rischi che corrono operando in modo illegale” – “deejay che aiutati dalla tecnologia e dal Sync li vediamo il giorno prima nella cameretta di casa ed il giorno dopo dietro le consolle di discoteche importanti solo perchè appartenenti a compagnie che fanno numero nelle prenotazioni di tavoli” – “deejay che hanno la faccia tosta di dire che gli sta bene prendere 20 euro per divertirsi con gli amici non capendo che quella manovra ammazza il mercato” – “ed infine il più imbecille di tutti rientra nella categoria del cosiddetto DJ/P.R. una figura contorta, una figura malata di denaro, una figura che non conosce neanche le tecniche base al mix, una figura che effettua prestazioni musicali gratuite (e forse anche altro) solo perchè il suo guadagno rientra in percentuale sui biglietti d’entrata o sulla prenotazione dei privee”. Come avete potuto leggere, chiamando ogni volta questi personaggi vergognosi, ho sempre citato la parola deejay ma è solo il termine che gira nel loro cervello, convinti che intraprendere questo lavoro sia talmente facile che basta solo il “computerino e una consolle da 70 euro per entrare nel panorama dei professionisti”, non capendo che del termine stretto Disc Jockey non hanno un bel nulla, a parte la loro convinzione mentale d’esserlo.

Tutti mi dicono testuali parole: “Matteo tu sei campione nazionale e per te sicuramente è più facile lavorare”. A questi rispondo che hanno sbagliato proprio la linea di pensiero: da quando nel 2005 c’è stata una grossa evoluzione del mercato tecnologico riguardo il “Beatmaster” o comunemente chiamato “Tasto Sync” su molte consolle, anche io, che sono ad un determinato livello e detentore di titoli nazionali che attestano le mie capacità, per colpa del binomio “BIMBIMINCHIA/SYNC” ho avuto restrizioni nelle prenotazioni del 70%, assaggiando un mercato che se ne frega altamente della qualità musicale durante i set (che è quella che ti consolida la clientela), ma a cui interessa solo l’incasso. E’ inutile nascondersi, la realtà è questa. Certo dopo aver conseguito un Diploma con Lode, dopo aver affrontato campionati nazionali, dopo le mie sfide a deejay nazionali di calibro, dopo vari testimonial per aziende produttrici come Vestas, il mio operato non emetterà mai una bolla con la SCRITTA “DEEJAY VENDESI come stanno facendo tutti i colleghi d’Italia dato che a differenza loro preferisco combattere per migliorare, combattere per dimostrare, combattere per credere nell’ideale che DeeJay si nasce dentro. E difatti puntualmente quando lancio le mie sfide a tutti questi “dilettanti allo sbaraglio” si tirano indietro come codardi scappando all’evidenza. E poi ancora mi dite: allora come possiamo cambiare le cose? Vedete amici, il problema è il nostro sicuramente che ci vendiamo a queste condizioni ma parte sopratutto dalla qualità dei locali Italiani, sempre più spenti, sempre meno professionali, locali che negli ultimi anni per l’incompetenza dei gestori che nella maggior parte dei casi delegano a gruppi di P.R. le stagioni, hanno perso in qualità musicale, serietà, ma sopratutto di efficenza. L’ultimo episodio negativo mi è capitato nel 2010 quando lanciai la sfida a Carl Cox all’aereoporto di Bari Palese per un confronto dietro ai vinili (perchè dovete sapere che molti big hanno solo il nome ma all’atto pratico e tecnicamente sono paragonabili allo zero e Carl Cox non sfidandomi per me è uno di questi) ed il proprietario di una grossa discoteca nel Salento mi disse: Matteo quest’anno ti lascio le stesse condizioni che avevi in Sardegna ma devi darci una mano sul posto come P.R. per i tavoli. Faccio immaginare a voi cosa gli risposi.

Vi siete mai chiesti come mai molte discoteche con nomi impressionanti solo a sentirli dire abbiano perso in credibilità? Vi siete mai chiesti come Dee Jay che in Italia avevano monopolizzato il mercato abbiano perso ogni credibilità regalando il mercato a DeeJay che, entrando in Italia da tutta Europa, si sono presi tutto facendo anche numeri impressionanti? Ecco a queste domande risponderò nei prossimi miei interventi; Seguitemi!!!

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