piantina Capitanata

di De Vita Matteo

E’ passato solo un mese dal mio ultimo rapporto sull’economia di Capitanata, l‘Ocse ritocca di nuovo al ribasso le stime sul Pil della nostra provincia, passando da -1,5% a -1,8% per il 2013, e da +0,5% a +0,4% per il 2014. “La recessione in Capitanata continuerà per tutto il 2013, con gli effetti del consolidamento di bilancio e le condizioni restrittive del credito che pesano sull’attività economica”. Nel 2014 dovrebbe invece arrivare la ripresa, ma la crescita “resterà lenta, malgrado il rafforzamento delle esportazioni e il minore consolidamento”. Per uscire dalla crisi, la provincia di foggia deve “consolidare le riforme positive per la crescita”. In Italia la crescita economica resterà bassa nel 2014, nonostante il rafforzamento delle esportazioni e l’allentamento del consolidamento fiscale previsti. “Tuttavia un po’ di sollievo dovrebbe giungere dal saldo dei debiti arretrati della pubblica amministrazione”, anche se per poco, che ritiene però ancora “incerto” l’impatto complessivo di questa misura, in quanto “il governo stesso dovrà indebitarsi per reperire i fondi necessari”.

Disoccupazione – Il tasso di disoccupazione in Capitanata è destinato a salire all’27,9% nel 2013 per poi toccare il 31,5% nel 2014. Il dato preoccupa e molto anche perchè le tensione sociale è in continuo aumento e le istituzioni di ambito produttivo non comunicano le loro volontà di strategia.  

Rischi dal settore bancario – E’ dal settore bancario che giungono i principali rischi al ribasso per le prospettive economiche di Capitanata:”Nonostante la ripresa del prezzo di mercato del debito pubblico nel 2012, che ne ha rafforzato i bilanci, le banche sono indebolite dal crescente livello dei prestiti in sofferenza, e per molte aziende resta difficile e costoso ottenere credito”. Proprio l’aumento delle sofferenze e la stretta sul credito, “potrebbero prolungare ulteriormente la recessione”.

Partite I.v.a. dormienti – Sono aumentate in modo vertiginoso, nei 64 comuni della provincia di Foggia le aziende che sono aperte “solo sulla” carta ma che non creano gettito fiscale, questo sopratutto perchè si lavora abbassando i prezzi speculando sulle aziende da parte di chi ne richiede la prestazione, giocando a ribasso.

 

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