Archivio per giugno, 2013

Check Point. La storia infinita.

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di Matteo De Vita

Un problema storico che rientra tra gli operati fallimentari di tutte le amministrazioni comunali che si sono susseguite negli anni, è sicuramente la problematica del Terminal Pozzo Cavo, tecnicamente conosciuto come Check Point. La struttura Pozzo Cavo è stata   realizzata per monitorare e dare ordine a tutto l’afflusso degli arrivi nella nostra città, e nello specifico ai Bus di tutte le varie categorie. Il check point, oltre ad essere una area attrezzata con tutti i servizi (sale mensa, bar, servizi igienici etc…) è definito anche dal Codice della Strada come Parcheggio per Area di Scambio, cioè una struttura adatta nello specifico a tutte le varie esigenze di base, cui il turismo ha bisogno in primo accesso alla città.

Naturalmente questa area pubblica è stata gestita negli anni da diverse aziende che negli anni, per vari motivi di gestione, hanno lasciato oppure sono poi fallite, riportando perdite e negatività di bilancio. Attualmente tutto il Terminal Pozzo cavo è gestito dalla Centra S.R.L. che, nonostante tutte le difficoltà, sembra sia l’unica che, paragonata alle aziende gestionali precedenti, tenga fede ai propri impegni imprenditoriali nei confronti di un sistema costruito da tutte le varie amministrazioni, su cui sotto il profilo imprenditoriale la CENTRA S.R.L. cerca di mantenere un giusto equilibrio tra lavoratori e istituzioni, seppur con tutti i gradi di responsabilità che la ditta appaltatrice del Terminal Pozzo Cavo si assume nei confronti della pubblica amministrazione.

In tutte le mete religiose che si rispettino, tra cui rientra sicuramente San Giovanni Rotondo, il Check Point è una area attrezzata su cui tutti i Bus in arrivo, sono soggetti al pagamento di una tassa, dedita a riempire le casse comunali, su cui poi il comune stesso effettua nuovi investimenti che aumentino i servizi da offrire all’utenza turistica in visita nella città di San Pio. A San Giovanni Rotondo però, per tutelare gli interessi politici di alcuni soggetti, nella maggior parte dei casi proprietari di strutture alberghiere, il Check Point invece di essere lo strumento principale d’ordine pubblico riguardo l’affluenza di Bus, è diventato oramai un vero e proprio incubo.

Tutto questo perchè nella città di San Giovanni Rotondo, dato che negli anni si è giocato un rapporto imprenditoriale a ribasso con tutte le varie agenzie o capigruppo, anche 100 € di eventuale Check Point rovinerebbero tutto un percorso di accordi tra albergatori e agenzie. L’esempio classico è legato al soggiorno di gruppi di una azienda venditrice di Pentole e Corredi che, per due volte la settimana è presente sul territorio Sangiovannese in un noto albergo della città. Sappiate che i fedeli di Padre Pio, portati a San Giovanni da questa agenzia, pagano circa 50 euro a persona, per 3 giorni, in pensione completa. Non entrando nel merito e nel dettaglio, ma a cosa portano tutte queste movimentazioni economiche secondo voi? Risposta: ad avere trattative con gli albergatori su cui anche il Centesimo di Euro fa la propria parte. Questi albergatori, oltre ad essere obbligati ad effettuare un prezzo conveniente a favore di queste agenzie venditrici di Pentole, sono poi anche costretti ad operare nella loro struttura aziendale, con il 90% del personale “in nero” ed una qualità del cibo che lascia a desiderare. Possiamo ben capire da tutte queste componenti, descritte in parte, che se a tutte le spese, su cui sono accese lenti di ingrandimento anche sul centesimo di euro, si dovesse aggiungere anche l’obbligatorietà al pagamento del Check Point, gli albergatori sentirebbero toccare le loro tasche, anche perchè sarebbero già consapevoli che i capigruppo ed i proprietari delle agenzie gli obbligherebbero ad effettuare trattative economiche con il Check Point compreso nel pacchetto, che sicuramente per un buon 80% verrà sobbarcato sulle spalle dell’albergatore.

Una vera e propria guerra dei poveri, che nulla ripercuote nell’economia locale, su cui tutte le amministrazioni, compresa l’attuale non hanno mai preso seri provvedimenti dediti a soddisfare un seria regolamentazione della zona ZTL ed inoltre, sempre per interessi della casta alberghiera, la stessa amministrazione non si è mai attivata per tutelare in modo serio il Terminal Pozzo Cavo e con lei le aziende gestionali presenti nella struttura, aventi nel loro organico circa 45 dipendenti, che giornalmente vedono violarsi i loro diritti, sia per la presenza di abusivi in ambito parcheggi, sia per la presenza di Parcheggi Fantasma, presenti un po’ su tutto il territorio, che in totale autonomia si sono rivestiti di tutte le autorizzazioni, effettuando molte azioni illecite, dal trasporto di 18/20 persone in furgoni con capienza 9 persone, al pagamento agli autisti di somme di denaro per parcheggiare il BUS all’interno delle loro strutture.

Nei giorni scorsi l’attuale amministrazione Pompilio ha dato un segnale di positività, difatti è stato riunito tutto il gruppo di tecnici da cui è venuto fuori un messaggio incoraggiante. Entro la metà di luglio 2013 il Check Point sarà operativo con delle regole base, con l’impegno di migliorarlo nel tempo. Il Sindaco Pompilio, oltre a questo iniziale gesto di positività, dovrebbe raggruppare il suo staff di tecnici ed immediatamente avviare, dopo aver acceso le lenti di ingrandimento sul codice della strada, un vero e proprio controllo serrato sul territorio dedito a fronteggiare tutte queste problematiche. Sicuramente dopo questo periodo, ne verrebbe fuori una restituzione nei confronti di tutti, del rispetto delle regole.

Quello che ho visto dall’interno in questo lungo periodo, su cui sto ancora indagando, è davvero allarmante: “volantinaggio abusivo” – “parcheggiatori abusivi” – “assalti degli operatori di volantinaggio che pregano i turisti a non sostare presso il parcheggio multipiano” – “furgoni da noleggio con capienza 9 posti che ne trasportano almeno il doppio” – “mafia dei capigruppo che hanno ramificato e sottomesso albergatori Sangiovannesi a loro piacimento” – “autorizzazioni di stalli Bus presso le strutture alberghiere su cui i tecnici hanno seriamente messo in discussione la sicurezza e le vie di fuga” – “parcheggi anche autorizzati che non rispettano le regole sugli stalli concessi” – “parcheggi che di domenica, giorno d’affluenza maggiore, ospitano Bus che non effettuano il regolare permesso presso il Check Point al terminal pozzo cavo seppur a costo zero” – “dipendenti che in modo abusivo operano su furgoni e navette senza regolare ingaggio dove la polizia municipale resta dormiente in ambito controlli” – “Bus che pretendono al terminal pozzo cavo un permesso RP (Parcheggio Ristorante) alle 5,30 del mattino e che ripartono indisturbati alle 11,00 senza aver pranzato presso la struttura dichiarata nel permesso” – “personale negli alberghi completamente in nero per offrire ai capigruppo prezzi molto piu’ competitivi” – “circolazione di grosse somme di denaro in nero pagate dagli organizzatori dei tour direttamente nelle mani degli albergatori per non fatturare gli operati, oppure tramite ricariche postpay” …….e molto altro ancora.

Imprenditorialmente parlando Sindaco Pompilio, la città di San Giovanni Rotondo per la “non regolamentazione del Check Point” sta perdendo grosse somme di denaro da circa 13 anni. In media abbiamo perso circa 9 Milioni di euro di incassi negli ultimi 13 anni. La casta degli albergatori dice che l’inserimento della tassa Check Point “rovinerebbe la filiera turistica”. Allora comunichi a questi signori che loro sono i primi ad aver rovinato il mercato del lavoro, difatti nel 95% degli alberghi di San Giovanni Rotondo c’è personale non ingaggiato extracomunitario (romeni,polacchi,albanesi,cechi) tenendo disoccupati i cittadini Sangiovannesi solo perchè possono sfruttare i prima citati anche per 14 ore al giorno. La filiera turistica carissimo Sindaco Pompilio è tutto quello che ci circonda: dalla tutela delle aziende di trasporto vincitrici di una regolare gara d’appalto, alle licenze dei minibus, agli albergatori, ai chioschi. Nel valutare le fattibilità imprenditoriali di questa manovra , non si schiavizzi alle dicerie dei consiglieri della sua attuale maggioranza che nulla capiscono di imprenditoria e che sono succubi delle influenze di alcuni albergatori. Il Check Point è un metodo efficace per mettere ordine a tutta una situazione di totale confusione. Sicuramente, dopo aver fatto questo passo, gli organi di controllo e lei come Sindaco dovrete intensificare l’attività di monitoraggio al rispetto delle regole.

La invito, come io ho fatto in questo mese, a vivere dall’interno le realtà per aprire la mente ed assaggiare di persona quello che i suoi consiglieri non direbbero mai, sia perchè ignoranti in materia (non tutti), sia perchè non sanno neanche cosa sia veramente regolare gli assets imprenditoriali per mettere ordine.

Detto questo, la tassa Check Point resta indispensabile e 40 euro per ogni Bus sono una somma troppo poco influente perchè toccherebbe in termini minimi tutte quelle organizzazioni che sfruttano molto il nostro territorio e nulla lasciano in termini economici. 

Ci rifletta su. Matteo De Vita.

LISTA CHECK POINT ALTRE CITTA’:

SAN FRANCESCO D’ASSISI                                       € 72 GIORNALIERI

LECCE                                                                                € 60 GIORNALIERI

SAN GIMIGNANO                                                         € 70 GIORNALIERI

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MATTEO DE VITA. LETTERA AI FRATI CAPPUCCINI.

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Egregi Signori,
gli accaduti degli ultimi 40 giorni riguardo la vostra volontá iniziale di trasferire il cuore di Padre Pio in modo definitivo nella cittá di Pietrelcina è stata cosa molto grave. Molti sono i cittadini Sangiovannesi che si chiedono quale sia davvero il vostro operato nell’amministrare le ereditá del nostro Padre Pio. Le dichiarazioni fatte poi da Antonio Belpiede hanno gettato benzina sul fuoco dichiarando che voi Frati Cappuccini non dite al popolo Sangiovannese come lottizzare il nostro territorio, quindi si doveva lasciare decidere voi Frati, in totale autonomia, sull’eventuale spostamento del Cuore di Padre Pio. Voglio precisare che le dichiarazioni fatte da Belpiede sono alquanto preoccupanti e letteralmente vergognose. Una offesa fatta nei confronti del popolo, della storia della cittá, di un testamento rilasciato dal nostro Padre Pio con una tranquillità molto preoccupante, specie se rilasciata poi ai telegiornali nazionali. Certo è che le vostre ritirate decisioni sullo spostamento del cuore di Padre Pio hanno letteralmente creato un terremoto e sulla base di questo abbiamo immediatamente riunito molti cittadini contrari a questa macabra operazione di trasloco, dedita a soddisfare le vostre esigenze di marketing, contro le volontá del nostro Padre Pio; abbiamo raccolto oltre 6300 firme che depositeremo comunque alla segreteria di Papa Francesco. Quello che personalmente mi ha spinto ad effettuare questa raccolta firme è l’impegno che tutti noi Sangiovannesi e fedeli in generale, abbiamo nei confronti del nostro Padre Pio, riferendomi al testamento e volendo fare una precisazione alle parole scritte da Padre Pio richiedendo che i suoi resti siano custoditi “in un tranquillo cantuccio di terra Sangiovannese”. Sappiate che tutte le volontá del nostro Padre Pio sono state in parte spazzate via dal vostro operato che guarda a mio avviso molto di più il fatturato invece che la povertá che dovrebbe essere nel vostro standard giornaliero. Quello che vedo dall’esterno è sempre più preoccupante: auto costose, stipendi molto ingenti, lussuositá e un giro di denaro spaventoso. Basti vedere i percorsi obbligati che avete creato all’interno del nuovo santuario con degli store che vendono articoli religiosi che sono più accoglienti e arredati di un “ferrari store”. Nel mio articolo Padre Pio questioni di marketing ho ben delineato che le vostre movimentazioni economiche sono molto preoccupanti, le offerte durante le Sante messe poi con i vostri operatori di chiesa che passano ai lati delle panche con il sacchetto collegato a tubi da due metri sono segno di altá infedeltá a quei valori che Padre Pio voleva. Questa mia lettera, spedita anche a Papa Francesco spero serva a farvi riflettere seppur in minima parte, invitandovi a coinvolgere sempre e nel dettaglio tutto il Popolo Sangiovannese, ereditiero di tutte le imprese straordinarie che il nostro Padre Pio ha lasciato alla cittá e ai fedeli partendo da Casa Sollievo Della Sofferenza a tutto il resto, un popolo che mai più lo ha abbandonato e che dal Cavalier Morcaldi alla gente dei giorni nostri è disposto a dare la vita per proteggere un uomo che vive ancora oggi nel cuore di tutti noi: Padre Pio.
Papa Francesco nel mese di giugno dell’anno corrente ha chiesto, specie ai giovani, di andare contro corrente e di combattere per un cambiamento.
Sappiate concludendo che sono pronto a percorrere altri 1000 chilometri per girare nella raccolta firme tendando di contrastare anche le vostre future decisioni, quindi vi invito in futuro ad effettuare decisioni ragionate fatte con visioni che tendono alla povertá e non ai milioni di euro da voi incassati su cui vagano molte perplessitá nelle modalitá del reinvestimento.
Come giovane Sangiovannese voglio ribadire il concetto del popolo che resti ben chiaro alle vostre menti distratte dal denaro: Padre Pio non si tocca.
Saluti. Matteo De Vita.

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DE VITA MATTEO – NUOVO COMIZIO DI PIAZZA SABATO 29 GIUGNO P.ZZA DEI MARTIRI

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di Matteo De Vita

Torna l’appuntamento dei comizi di piazza con l’obbiettivo di portare a conoscenza della nostra città i vari problemi che la Politica non ha mai risolto negli anni, dando conferma che il Silenzio della Casta continua indisturbato a comprare tutto nella nostra città, compresa la vita delle persone. Per questo sabato 29 Giugno alle ore 20:00 ho deciso di riunire nuovamente i cittadini che non conoscono nel dettaglio tutte le movimentazioni fatte negli anni da una politica che ha lasciato nelle mani dei cittadini una situazione totalmente disastrosa.

Il Comizio di Sabato 29 Giugno affronterà i seguenti punti:

– DISOCCUPAZIONE;

– DETERMINE DIRIGENZIALI (Le vostre tasse si trasformano in soldi contanti per i Mammasantissima);

– RAMIFICAZIONI DEL PD SANGIOVANNESE;

–  CASTA ALBERGATORI;

– SITUAZIONE POZZO CAVO;

– ABUSIVI E ASSALTI ALLE DILIGENZE;

Dopo 4 mesi di lavoro intenso non mi aspettavo una bella fetta di solidarietà da parte del popolo Sangiovannese, segno che il percorso che ho deciso di intraprendere va per il verso giusto. Molte cose nella nostra città vanno totalmente cambiate. Certo è che le ramificazioni che negli anni hanno costruito alcuni partiti tra amministrazione e fusione nelle banche, casa sollievo e molto altro sono difficili da smontare proprio perchè a molti elementi della nostra città, che non sanno cosa significa arrivare a fine mese, gli piace il denaro facile, quello che si ottiene andando oltre l’apertura di un grosso albergo o di una grossa azienda, ma che si ottiene mettendo le mani nelle tasche dei Sangiovannesi attraverso le determine dirigenziali.

VI APETTO NUMEROSI. 

MATTEO DE VITA

Padre Pio. La raccolta firme continua.

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di Francesco Palladino

Prosegue incessante la raccolta firme da parte dei comitati cittadini spontanei in modo incessante. L’iniziativa parte per le dichiarazioni fatte da Padre Colacelli che ha annunciato già da qualche tempo l’intenzione dei “Frati Cappuccini” di spostare il Cuore di Padre Pio in modo perenne presso la città di Pietrelcina. 

Immediato l’impegno dell’attivista Matteo De Vita che immediatamente si è attivato con tutti i cittadini Sangiovannesi per la creazione del modulo che vediamo girare in questi giorni in diversi punti di raccolta e in diverse città della nostra provincia. L’obbiettivo è quello di raccogliere il maggior numero di firme possibili per farle certificare e consegnarle a Papa Francesco con la speranza che ascolti l’urlo del popolo e delle migliaia di fedeli che non vogliono assolutamente che il Cuore di Padre Pio venga spostato in modo perenne. Sabato 15 Gennaio i cittadini si sono recati anche in piazza dei martiri a San Giovanni Rotondo per iniziare a contrastare l’iniziativa dei “Frati Cappuccini”. Solo nella prima serata in piazza si sono prese oltre 800 firme, segno che la massa di popolazione ha lanciato un netto segnale per contrastare le decisioni a quanto pare siano già state prese da tempo.

Il consigliere comunale Mimmo Longo, presente durante la raccolta firme, è intervenuto come semplice cittadino per ribadire l’importanza di aprire un eventuale rapporto di dialogo con i Frati Cappuccini. Così anche il consigliere Salvatore Gaggiano che ha addirittura aiutato gli attivisti al banchetto nella raccolta firme.

L’attivista Matteo De Vita il più ironico nelle dichiarazioni: “questa macabra operazione di trasloco del nostro Padre Pio è una ulteriore dimostrazione che i Frati Cappuccini hanno come consulenti degli esperti in strategie di marketing. Difatti lo si vede con i percorsi obbligati all’interno della chiesa nuova che portano agli store per l’acquisto di gadget del nostro Padre Pio e questa manovra vergognosa di spostamento ha per obbiettivo la movimentazione economica di molti milioni di euro. Sappiamo perfettamente molte cose sul loro modus operandi, difatti dopo Droga, Petrolio, Paura, il quarto fatturato più importante del mondo è il silenzio, quello che i Frati Cappuccini hanno comprato negli anni. Sono molto deluso di molti miei concittadini che, lavorando nella macchina convento, non hanno risposto alle mie domande quando chiedevo da che parte stessero e difatti il loro silenzio è una risposta molto chiara. Noi non ci fermeremo e se davvero porteranno il cuore di Padre Pio a Pietrelcina, contro le sue volontà, questi signori se ne assumeranno le dovute responsabilità. Non ci resta che giocarci la carta Papa Francesco, uomo di straordinario senso della chiesa”.

TIME FESTIVAL 2013. Sangiovannesi e imprese amano la loro terra? Dimostriamolo.

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di Cascavilla Francesco.

Quando sentiamo parlare le imprese del nostro territorio, specie quelle che operano per gli appalti pubblici attingendo denaro dai cittadini, dicono di aver preso sempre parte alle iniziative di solidarietà o di aver sponsorizzato eventi per lo sviluppo della propria terra.

É quello che verificheremo nelle prossime settimane, quando partirà il reclutamento dei partner e degli sponsor le cui somme aiuteranno molti Sangiovannesi a lavorare dietro al prodotto del Time Festival. Va accennato che il Time Festival è uno spettacolo realizzato interamente con gli investimenti degli sponsor e degli imprenditori della nightlife, non attinge denaro dalla cosa pubblica ma solo dalla solidarietà dei cittadini e per il 2013 arriva come primo evento nella città di San Giovanni Rotondo.

Ci sarà anche una azione di solidarietà da parte degli organizzatori di questo festival. Un assegno con obbiettivo 30.000,00  sarà devoluto in beneficenza alle famiglie di San Giovanni Rotondo che ne hanno bisogno, precisando che non verrà consegnato il denaro ai servizi sociali del comune, ma sarà acquistato direttamente l’occorrente come beni di prima necessità oppure oggetti direttamente insieme alle famiglie bisognose. Da 1,00 € in su verificheremo il grado di generosità del popolo Sangiovannese e dei paesi limitrofi. 

In questi giorni alcuni attivisti ed associazioni iscritte all’albo comunale richiederanno la lista di tutte le aziende, specie quelle che hanno lavorato con la macchina comunale attingendo denaro dai cittadini. Sarà richiesto un contributo che aiuterà la realizzazione di questo grande evento che porterà lavoro a molti dei nostri concittadini. Sarete tenuti in continuo aggiornamento su quali aziende e privati si faranno avanti, banche comprese, questo per rendervi atto di quale grado d’amore hanno per la propria terra le imprese, le banche e le associazioni.

Tutte le raccolte saranno rese pubbliche nella bacheca del chiostro comunale della Città di San Giovanni Rotondo con inoltre l’effettuazione di comizi pubblici per rendere atto di tutto l’operato in modo pulito e trasparente.

CITTADINI, ADESSO TOCCA A VOI !!

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Susanna G. Jumpin’ Up. E’ già in classifica.

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di Albertino Sanniti

Lo ha dichiarato oggi a tutti i suoi fan….“Con la canzone giusta si puo’ fare qualsiasi cosa!”. Susanna G in arte SUSHY entra subito in vista delle Lab Nazionali ed Internazionali con il suo nuovo singolo “Jumpin’ Up” targato Bang Rec, etichetta discografica collegabile al noto DJ Ross di radio M2o. 

Le attenzioni si registrano dall’immediato assalto al video di Youtube che in sole 8 ore ha superato le 1000 visite. Un brano dance che sicuramente rientrerà nei tormentoni di questa estate 2013. Un misto tra Dance e Pop per un cocktail di pura adrenalina che calza perfettamente nei canoni della Bang Rec. Susanna avrà una stagione piena di interventi nei clubs nazionali ed internazionali, accendendo addirittura gli interessi della Time Electronika Label risalente a Matteo De Vita, conosciuto per le sue movimentazioni e collaborazioni con i producer del Time Warp.

Matteo De Vita: Vengo a conoscenza di questa artista solo agli inizi di Giugno dalla Bertoli Film che ha girato le riprese per la realizzazione del video Jumpin’ Up, sicuramente per il Time Electronika Festival che inizierà a fine autunno accenderò i riflettori sulle collaborazioni con Bang Rec e nello specifico con il noto DJ Ross. Time Electronika come ben sapete tratta un prodotto musicale molto tendente all’apparato underground ma sono sicuro che con questi artisti possiamo collaborare, ne sono fiducioso. Ho finito le mie collaborazioni con i producer partecipanti al Time Warp dato che hanno deciso di investire parecchio nei mercati esteri come Olanda e Germania, io preferisco continuare il mio percorso nella mia Italia con un prodotto tutto nuovo”.

Il Manager Pugliese rimarca in modo negativo i suoi rapporti avuti con Luca Piccolo, Manager di Orbeat a cui ha chiesto vivamente di valorizzare il mercato italiano ed i suoi artisti, cosa che a detta del Manager Pugliese il General di Orbeat ha sottovalutato. De Vita vuole che il mercato Italiano ed i suoi artisti venga valutato in modo qualitativo e con il giusto rapporto tra artisti da valorizzare ed artisti “all star”. I suoi precedenti interventi come “Dee Jay una realtà fallita” hanno fatto discutere il mercato Italiano e fatto impazzire le varie agenzie. Vedremo il futuro cosa riserverà, sicuramente il Campione Nazionale Dee Jay vuole che questo mercato porti molta più visibilità agli artisti presenti in Italia.

AVVOCATO FRANCESCO TRAVERSI. Su Padre Pio è già tutto stabilito.

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di Francesco Traversi

Frate Colacelli, già cerimoniere, rivestito della veste di ministro della provincia monastica di Foggia, ha disposto per l’occasione della ricorrenza del giorno della consacrazione al sacerdozio di Padre Pio, avvenuta il giorno 10 agosto 1910, nella Cattedrale di Benevento che sia donata, in perpetuo, “la reliquia contenente il cuore di Padre Pio” al Convento “Sacra Famiglia” dei Frati Minori di Pietrelcina.

Frate Colacelli, con il suo seguito, il giorno 10 Agosto 2013, si recherà a Pietrelcina, paese natale di Padre Pio, e ivi donerà la reliquia attribuita al santo (già rifiutata dal Papa Benedetto XVI, nell’occasione della sua visita a San Giovanni Rotondo).

L’iniziativa di Frate Colacelli e del suo gruppo ha suscitato clamore nell’opinione pubblica. In particolare, il presidente dell’Associazione Difesa della Salute, l’Avv. Giuseppe Placentino, ha chiesto al sindaco di San Giovanni Rotondo di emettere ordinanza di carattere ordinatorio in materia di esumazione di cadaveri, al fine di impedire di asportare parte dei resti del corpo di Padre Pio a Pietrelcina.

Anche la comunità di Monte Sant’Angelo ha protestato vivamente. Altresì nel centro della Città di San Giovanni Rotondo vi è stata protesta (con manifesti) per l’iniziativa macabra dei frati. La libertà di Frate Colacelli e del suo gruppo non ha alcuna giustificazione giuridica e morale, in quanto non è nella disponibilità di alcuno il diritto di disporre di parti del corpo di un cadavere, seppur rivestito dall’aurolea di Santo.

Le leggi in vigore nello Stato Italiano, non consentono ad alcuno, tantomeno ai frati, di utilizzare i bisturi per sezionare alcun corpo, tantomeno quello attribuito a Padre Pio. Il corpo, a qualunque persona appartenga, non può essere sottoposto ad azioni macabre, in quanto costituirebbero un manifesto di vilipendio di cadavere. I frati, che hanno concorso alla riesumazione, hanno violato la volontà di Padre Pio di “riposare in un tranquillo cantuccio”.

I Frati e chiunque altro Religioso deve destinare il suo tempo ad amare ed essere caritatevole con i poveri, dare assistenza ai bisognosi e lasciare riposare in pace i defunti.

FRANCESCO TRAVERSI.

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