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di Matteo De Vita

L’esperienza di raccogliere testimonianze, di descrivere le realtà della nostra città, inglobando anche le problematiche legate al turismo vanno vissute dall’interno. Il percorso che sto intraprendendo in questo periodo è molto difficile e complesso, ma sono sicuro che con il supporto e le testimonianze dei Sangiovannesi che cercherò di portare alla conoscenza di tutti, inizieremo a risolvere i problemi dall’interno di questa macchina che non vuole decollare, sopratutto per incompetenza di tutte le amministrazioni, compresa l’attuale, che si sono susseguite negli anni nella nostra città.

Questa volta metto all’attenzione dei media la vera e propria “Mafia Capigruppo” che si è ramificata nella nostra città negli anni. Il capogruppo è l’organizzatore del giro turistico destinato alla visita della nostra città, è colui che prende accordi logistici, economici, sui pranzi e tanto altro che rechi dei servizi al suo gruppo, visitatore della nostra città. Negli anni però, ha iniziato ad intensificare le sue radici sul territorio e nello stesso tempo, tenendo ben funzionante la lente di ingrandimento riguardante i dati della crisi economica, questa figura ha messo letteralmente a tappeto con un “modus operandi da puro sangue mercenario” la maggior parte della classe alberghiera di San Giovanni Rotondo.

Innanzitutto questi “mercenari” hanno iniziato un vero e proprio reclutamento negli anni della classe alberghiera più debole, selezionando con accuratezza e con intelligenza, gli albergatori in grosse difficoltà economiche e con grandi doti da “manager” hanno iniziato a creare un vero e proprio mercato di totale illegalità. Le speranze degli albergatori in difficoltà nei confronti di questi personaggi sono palesi: cercare di ottenere il maggior numero di canalizzazioni di gruppi turistici presso la propria struttura. Gli stessi albergatori hanno però sottovalutato anche la “pericolosità morale” dei capigruppo che, ogni volta che giungono con il proprio gruppo a San Giovanni Rotondo, iniziano a fare il loro sondaggio settimanale su quale albergatore sia disposto ad abbassarsi di più i pantaloni.

La tecnica di questa “Mafia Autorizzata” è molto semplice: quando il gruppo parte dalla propria residenza verso la città di San Giovanni Rotondo inizia il tour di telefonate e questo avviene innanzitutto perchè gli stessi capigruppo sono consapevoli che la maggior parte delle strutture sono a disposizione, ma sopratutto chiamano sempre i ristoratori che sono in mano alle banche. Con toni manageriali tendenziali ad una vera e propria “minaccia commerciale” alla fine del tour delle telefonate portano il proprio gruppo a pranzare dal ristoratore che minimo gli abbia offerto il pranzo per Capogruppo ed Autista, oltre ad un bel cesto di doni che dev’essere anche ben assortito per riconfermare la visita ed entrare nelle “grazie” di questi personaggi che tutto hanno tranne che “buona fede”. 

Una testimonianza incredibile mi è accaduta in prima persona: “ascoltavo la conversazione in viva voce di un ristoratore tenuto sotto torchio da un capogruppo siciliano che, oltre ad imporgli il prezzo del pranzo, gli ha obbligato la consegna di un cesto di doni per l’autista, per il titolare dell’agenzia viaggi ed infine, dato che il ristorante è situato al di fuori della ZTL gli è stato imposto il pagamento del gettone di trasporto dalla struttura a piazza forgione, le famose 2 € per il trasporto Andata/Ritorno che addizionate ad un gruppo significa Gettone Minimo da 100,00 € calcolando 50 persone”

Il delirio di questa “Mafia Autorizzata” continua, ma la pericolosità più sleale e vergognosa la troviamo nei capigruppo che negli anni hanno consolidato i rapporti con alcuni ristoratori che pagano sia l’autista, sia il capogruppo per portare gente presso la propria struttura. Addirittura i capigruppo collusi con ristoratori e commercianti vietano al proprio gruppo di visitatori, di acquistare articoli religiosi in totale autonomia, schiavizzandoli ai prezzi e alle condizioni di mercato che hanno concordato i vari commercianti e ristoratori. Ho raccolto la testimonianza di una visitatrice di Palermo che ha pagato un “caciocavallo podolico da 4 kg” la somma di ben 135 €, la stessa signora faceva parte di un gruppo di Palermitani che per muoversi nei vari luoghi da visitare venivano dirottati con un “fischietto” dai soliti capigruppo, difatti questa gente tiene ben stretto il proprio “gregge di pecorelle” (ricordo che un gregge di pecorelle significa “soldi contanti” che girano) ignare di tutti gli accordi che vengono presi sottobanco con la gente del posto, costruendo, una vera e propria “Mafia Autorizzata”.

Su tutte queste manovre “L’asso Albergatori” Sangiovannese tace, nulla ne viene fuori, e quello che si riesce a captare è che i primi collusi del sistema siano proprio gli albergatori a cui sta bene anche l’attuale “asset” riguardante la ZTL ed anche la situazione riguardante l’amministrazione comunale di San Giovanni Rotondo, che nulla muove, tranne l’incapacità di prendere serie posizioni istituzionali per risolvere questi problemi che, mischiandosi tra Capigruppo Mercenari, Assoalbergatori e Abusivi hanno letteralmente rovinato gli Assets Turistici della nostra città.

Verrebbe da chiedersi: chi ha voluto che si permettesse tutto questo? Una cosa è certa, questa storia deve finire.

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