padrepiogrande

di Francesco Traversi

Frate Colacelli, già cerimoniere, rivestito della veste di ministro della provincia monastica di Foggia, ha disposto per l’occasione della ricorrenza del giorno della consacrazione al sacerdozio di Padre Pio, avvenuta il giorno 10 agosto 1910, nella Cattedrale di Benevento che sia donata, in perpetuo, “la reliquia contenente il cuore di Padre Pio” al Convento “Sacra Famiglia” dei Frati Minori di Pietrelcina.

Frate Colacelli, con il suo seguito, il giorno 10 Agosto 2013, si recherà a Pietrelcina, paese natale di Padre Pio, e ivi donerà la reliquia attribuita al santo (già rifiutata dal Papa Benedetto XVI, nell’occasione della sua visita a San Giovanni Rotondo).

L’iniziativa di Frate Colacelli e del suo gruppo ha suscitato clamore nell’opinione pubblica. In particolare, il presidente dell’Associazione Difesa della Salute, l’Avv. Giuseppe Placentino, ha chiesto al sindaco di San Giovanni Rotondo di emettere ordinanza di carattere ordinatorio in materia di esumazione di cadaveri, al fine di impedire di asportare parte dei resti del corpo di Padre Pio a Pietrelcina.

Anche la comunità di Monte Sant’Angelo ha protestato vivamente. Altresì nel centro della Città di San Giovanni Rotondo vi è stata protesta (con manifesti) per l’iniziativa macabra dei frati. La libertà di Frate Colacelli e del suo gruppo non ha alcuna giustificazione giuridica e morale, in quanto non è nella disponibilità di alcuno il diritto di disporre di parti del corpo di un cadavere, seppur rivestito dall’aurolea di Santo.

Le leggi in vigore nello Stato Italiano, non consentono ad alcuno, tantomeno ai frati, di utilizzare i bisturi per sezionare alcun corpo, tantomeno quello attribuito a Padre Pio. Il corpo, a qualunque persona appartenga, non può essere sottoposto ad azioni macabre, in quanto costituirebbero un manifesto di vilipendio di cadavere. I frati, che hanno concorso alla riesumazione, hanno violato la volontà di Padre Pio di “riposare in un tranquillo cantuccio”.

I Frati e chiunque altro Religioso deve destinare il suo tempo ad amare ed essere caritatevole con i poveri, dare assistenza ai bisognosi e lasciare riposare in pace i defunti.

FRANCESCO TRAVERSI.

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