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di Matteo De Vita

Un problema storico che rientra tra gli operati fallimentari di tutte le amministrazioni comunali che si sono susseguite negli anni, è sicuramente la problematica del Terminal Pozzo Cavo, tecnicamente conosciuto come Check Point. La struttura Pozzo Cavo è stata   realizzata per monitorare e dare ordine a tutto l’afflusso degli arrivi nella nostra città, e nello specifico ai Bus di tutte le varie categorie. Il check point, oltre ad essere una area attrezzata con tutti i servizi (sale mensa, bar, servizi igienici etc…) è definito anche dal Codice della Strada come Parcheggio per Area di Scambio, cioè una struttura adatta nello specifico a tutte le varie esigenze di base, cui il turismo ha bisogno in primo accesso alla città.

Naturalmente questa area pubblica è stata gestita negli anni da diverse aziende che negli anni, per vari motivi di gestione, hanno lasciato oppure sono poi fallite, riportando perdite e negatività di bilancio. Attualmente tutto il Terminal Pozzo cavo è gestito dalla Centra S.R.L. che, nonostante tutte le difficoltà, sembra sia l’unica che, paragonata alle aziende gestionali precedenti, tenga fede ai propri impegni imprenditoriali nei confronti di un sistema costruito da tutte le varie amministrazioni, su cui sotto il profilo imprenditoriale la CENTRA S.R.L. cerca di mantenere un giusto equilibrio tra lavoratori e istituzioni, seppur con tutti i gradi di responsabilità che la ditta appaltatrice del Terminal Pozzo Cavo si assume nei confronti della pubblica amministrazione.

In tutte le mete religiose che si rispettino, tra cui rientra sicuramente San Giovanni Rotondo, il Check Point è una area attrezzata su cui tutti i Bus in arrivo, sono soggetti al pagamento di una tassa, dedita a riempire le casse comunali, su cui poi il comune stesso effettua nuovi investimenti che aumentino i servizi da offrire all’utenza turistica in visita nella città di San Pio. A San Giovanni Rotondo però, per tutelare gli interessi politici di alcuni soggetti, nella maggior parte dei casi proprietari di strutture alberghiere, il Check Point invece di essere lo strumento principale d’ordine pubblico riguardo l’affluenza di Bus, è diventato oramai un vero e proprio incubo.

Tutto questo perchè nella città di San Giovanni Rotondo, dato che negli anni si è giocato un rapporto imprenditoriale a ribasso con tutte le varie agenzie o capigruppo, anche 100 € di eventuale Check Point rovinerebbero tutto un percorso di accordi tra albergatori e agenzie. L’esempio classico è legato al soggiorno di gruppi di una azienda venditrice di Pentole e Corredi che, per due volte la settimana è presente sul territorio Sangiovannese in un noto albergo della città. Sappiate che i fedeli di Padre Pio, portati a San Giovanni da questa agenzia, pagano circa 50 euro a persona, per 3 giorni, in pensione completa. Non entrando nel merito e nel dettaglio, ma a cosa portano tutte queste movimentazioni economiche secondo voi? Risposta: ad avere trattative con gli albergatori su cui anche il Centesimo di Euro fa la propria parte. Questi albergatori, oltre ad essere obbligati ad effettuare un prezzo conveniente a favore di queste agenzie venditrici di Pentole, sono poi anche costretti ad operare nella loro struttura aziendale, con il 90% del personale “in nero” ed una qualità del cibo che lascia a desiderare. Possiamo ben capire da tutte queste componenti, descritte in parte, che se a tutte le spese, su cui sono accese lenti di ingrandimento anche sul centesimo di euro, si dovesse aggiungere anche l’obbligatorietà al pagamento del Check Point, gli albergatori sentirebbero toccare le loro tasche, anche perchè sarebbero già consapevoli che i capigruppo ed i proprietari delle agenzie gli obbligherebbero ad effettuare trattative economiche con il Check Point compreso nel pacchetto, che sicuramente per un buon 80% verrà sobbarcato sulle spalle dell’albergatore.

Una vera e propria guerra dei poveri, che nulla ripercuote nell’economia locale, su cui tutte le amministrazioni, compresa l’attuale non hanno mai preso seri provvedimenti dediti a soddisfare un seria regolamentazione della zona ZTL ed inoltre, sempre per interessi della casta alberghiera, la stessa amministrazione non si è mai attivata per tutelare in modo serio il Terminal Pozzo Cavo e con lei le aziende gestionali presenti nella struttura, aventi nel loro organico circa 45 dipendenti, che giornalmente vedono violarsi i loro diritti, sia per la presenza di abusivi in ambito parcheggi, sia per la presenza di Parcheggi Fantasma, presenti un po’ su tutto il territorio, che in totale autonomia si sono rivestiti di tutte le autorizzazioni, effettuando molte azioni illecite, dal trasporto di 18/20 persone in furgoni con capienza 9 persone, al pagamento agli autisti di somme di denaro per parcheggiare il BUS all’interno delle loro strutture.

Nei giorni scorsi l’attuale amministrazione Pompilio ha dato un segnale di positività, difatti è stato riunito tutto il gruppo di tecnici da cui è venuto fuori un messaggio incoraggiante. Entro la metà di luglio 2013 il Check Point sarà operativo con delle regole base, con l’impegno di migliorarlo nel tempo. Il Sindaco Pompilio, oltre a questo iniziale gesto di positività, dovrebbe raggruppare il suo staff di tecnici ed immediatamente avviare, dopo aver acceso le lenti di ingrandimento sul codice della strada, un vero e proprio controllo serrato sul territorio dedito a fronteggiare tutte queste problematiche. Sicuramente dopo questo periodo, ne verrebbe fuori una restituzione nei confronti di tutti, del rispetto delle regole.

Quello che ho visto dall’interno in questo lungo periodo, su cui sto ancora indagando, è davvero allarmante: “volantinaggio abusivo” – “parcheggiatori abusivi” – “assalti degli operatori di volantinaggio che pregano i turisti a non sostare presso il parcheggio multipiano” – “furgoni da noleggio con capienza 9 posti che ne trasportano almeno il doppio” – “mafia dei capigruppo che hanno ramificato e sottomesso albergatori Sangiovannesi a loro piacimento” – “autorizzazioni di stalli Bus presso le strutture alberghiere su cui i tecnici hanno seriamente messo in discussione la sicurezza e le vie di fuga” – “parcheggi anche autorizzati che non rispettano le regole sugli stalli concessi” – “parcheggi che di domenica, giorno d’affluenza maggiore, ospitano Bus che non effettuano il regolare permesso presso il Check Point al terminal pozzo cavo seppur a costo zero” – “dipendenti che in modo abusivo operano su furgoni e navette senza regolare ingaggio dove la polizia municipale resta dormiente in ambito controlli” – “Bus che pretendono al terminal pozzo cavo un permesso RP (Parcheggio Ristorante) alle 5,30 del mattino e che ripartono indisturbati alle 11,00 senza aver pranzato presso la struttura dichiarata nel permesso” – “personale negli alberghi completamente in nero per offrire ai capigruppo prezzi molto piu’ competitivi” – “circolazione di grosse somme di denaro in nero pagate dagli organizzatori dei tour direttamente nelle mani degli albergatori per non fatturare gli operati, oppure tramite ricariche postpay” …….e molto altro ancora.

Imprenditorialmente parlando Sindaco Pompilio, la città di San Giovanni Rotondo per la “non regolamentazione del Check Point” sta perdendo grosse somme di denaro da circa 13 anni. In media abbiamo perso circa 9 Milioni di euro di incassi negli ultimi 13 anni. La casta degli albergatori dice che l’inserimento della tassa Check Point “rovinerebbe la filiera turistica”. Allora comunichi a questi signori che loro sono i primi ad aver rovinato il mercato del lavoro, difatti nel 95% degli alberghi di San Giovanni Rotondo c’è personale non ingaggiato extracomunitario (romeni,polacchi,albanesi,cechi) tenendo disoccupati i cittadini Sangiovannesi solo perchè possono sfruttare i prima citati anche per 14 ore al giorno. La filiera turistica carissimo Sindaco Pompilio è tutto quello che ci circonda: dalla tutela delle aziende di trasporto vincitrici di una regolare gara d’appalto, alle licenze dei minibus, agli albergatori, ai chioschi. Nel valutare le fattibilità imprenditoriali di questa manovra , non si schiavizzi alle dicerie dei consiglieri della sua attuale maggioranza che nulla capiscono di imprenditoria e che sono succubi delle influenze di alcuni albergatori. Il Check Point è un metodo efficace per mettere ordine a tutta una situazione di totale confusione. Sicuramente, dopo aver fatto questo passo, gli organi di controllo e lei come Sindaco dovrete intensificare l’attività di monitoraggio al rispetto delle regole.

La invito, come io ho fatto in questo mese, a vivere dall’interno le realtà per aprire la mente ed assaggiare di persona quello che i suoi consiglieri non direbbero mai, sia perchè ignoranti in materia (non tutti), sia perchè non sanno neanche cosa sia veramente regolare gli assets imprenditoriali per mettere ordine.

Detto questo, la tassa Check Point resta indispensabile e 40 euro per ogni Bus sono una somma troppo poco influente perchè toccherebbe in termini minimi tutte quelle organizzazioni che sfruttano molto il nostro territorio e nulla lasciano in termini economici. 

Ci rifletta su. Matteo De Vita.

LISTA CHECK POINT ALTRE CITTA’:

SAN FRANCESCO D’ASSISI                                       € 72 GIORNALIERI

LECCE                                                                                € 60 GIORNALIERI

SAN GIMIGNANO                                                         € 70 GIORNALIERI

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Commenti su: "Check Point. La storia infinita." (1)

  1. michele turano ha detto:

    quando si lascia a “mafiosi” in erba (operatori che portano gente nei vari hotel ristoranti e attività varie e al pellegrinaggio collegate) la possibilità di dettare leggere nelle aziende locali, si cede non solo parte del profitto ma anche e soprattutto la possibilità di crescere tutti insieme e sono loro stessi che stanno distruggendo il mercato del pellegrinaggio.

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