Archivio per agosto, 2013

FESTA SI SANTA MARIA 2013. TIROMANCINO E’ PRONTO PER VOI.

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di Francesco Palladino

Sarà una festa Patronale all’insegna della novità quella di San Giovanni Rotondo del 2013. Musicalmente parlando poi il comitato feste composta da Ilario Bocci (storico deejay Sangiovannese) Carmine Mancini ed altri del Team hanno effettuato una manovra fuori da ogni schema musicale. 

Difatti è tutto confermato: il 10 Settembre presenzierà la piazza il cantante TIROMANCINO. C’è da dire che sono state eseguite diverse trattative prima di arrivare alla conclusione di questo accordo, ma alla fine ha pagato l’esperienza. 

Un punto fondamentale per la scelta dell’artista di quest’anno è stato il totale coinvolgimento da parte del COMITATO FESTE PATRONALI ED EVENTI nella veste di Ilario Bocci che in rete ha discusso da diverso tempo con i cittadini quali artisti, tra quelli disponibili ed in base al budget, erano tra i più graditi. All’inizio difatti si parlava di Paolo Belli, poi di Roy Paci, ed infine Simone Cristicchi. Invece no, i cittadini hanno scelto in grandissima percentuale il cantante TIROMANCINO anche perchè lo stesso intrattiene un pò tutte le fasce d’età.

Ma la scelta di questo cantante porterà anche l’affluenza nella nostra città di ospiti dalle vicine città come San Marco in Lamis, Manfredonia, Monte Sant’Angelo etc etc con i fans che sulla rete scalpitano e non vedono di ascoltare il loro idolo cantare uno dei suoi brani storici come quello intitolato “PER ME E’ IMPORTANTE”.

Un altro positivo risultato incassato dall’amministrazione Pompilio che, grazie all’esperienza del Comitato Feste assemblato per la Festa di Santa Maria 2013, punta ad uno svolgimento della manifestazione ai massimi livelli affidandosi ad uno staff che da anni svolge ruoli musicali.

Il concerto si svolgerà il 10 Settembre, dalle ore 22. Naturalmente i cittadini sono invitati a partecipare numerosi.

 

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Teo De Vita. Facciamo il punto.

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di Matteo De Vita

L’attività svolta dal Disc Jockey “SERVE” al fine di creare mix di suoni in maniera limpida è definita con il termine inglese DJing, attività che richiede conoscenze teorico-pratiche di carattere musicale e tecnico.

L’ingresso di questo articolo richiede di fare un passo indietro giusto per capire che la tecnologia è un ottima alleata per i deejay di oggi ma, come per tutti i lavori, si parte dalle basi e dalle origini. Con questo voglio dire che un deejay di livello, prima della tecnologia, dovrebbe imparare nel dettaglio le basi della miscelazione che, seppur con tutte le tecnologie a disposizione, puoi assimilarle solo attraverso l’uso del giradischi. 

Le problematiche del nostro settore sono talmente innumerevoli che, quando ho iniziato ad intraprendere questa battaglia nel 2008 non sapevo da dove iniziare. Le illegalità, le problematiche dei così detti deejay/p.r. (vero cancro del settore), le discoteche che pur di riempire la pista da ballo si sono vendute a personaggi che badano al fatturato e non alla musica, deejay che con una consolle da 70 euro si sentono veri professionisti non capendo che il 90% dei brani sui loro PC sono completamente illegali perchè scaricati illegalmente etc etc.

Quello che sono diventato mediaticamente per molti che appoggiano la mia causa è il simbolo di una piccola speranza di cambiamento che riporti quantomeno un piccolo equilibrio dietro le consolle della nostra nazione, cercando di tornare a mettere davanti a tutto la “bussola infallibile” cioè la musica. Il mio modo di fare, a tratti molto provocatorio è semplicemente una modalità studiata nel dettaglio per far si che anche le istituzioni, ascoltino il nostro urlo dato che ogni giorno ci ritroviamo sempre più degli improvvisati dietro le consolle delle nostre discoteche, venduti come deejay professionisti, quando della parola deejay non ne conoscono neanche il significato e l’illegalità spadroneggia.

Quando si decide di intraprendere una guerra non puoi che prevedere quali armi possa utilizzare il nemico e partendo dal presupposto che a molta gente, specie ai deejay bluff famosi, quello che scrivo non è di gradimento eccovi un pò quello che hanno sferrato come attacchi nei miei confronti:

DJ Mag si è ben preoccupata di pubblicare sul suo profilo facebook l’articolo su Carl Cox per mettermi in cattiva luce, mentre degli altri articoli anche importanti come “deejay una realtà fallita” o come “deejay in Italia? non decide il talento” non si è visto nulla;

Marco Faraone ha dichiarato che un deejay come me parla perchè è in panchina, non comunicando a tutti come lui giochi titolare. Ha anche pubblicato un video dove parla di “zero sync” mentendo spudoratamente;

Deborah De Luca entra nella mia vita privata, prende una mia foto e la pubblica nella bacheca di un noto impresario che gestisce l’Amnesia di Milano per farmi perdere di credibilità. Sempre la De Luca pubblica post su di me inventandosi delle balle enormi in riferimento all’eventuale mio interesse per inserirla in un mio progetto musicale, dichiarando addirittura che avrebbe delle mail che lo provano;

Il 9 Agosto hanno attaccato la rete del mio ufficio con una Kernel Intrusion per tamponare il mio operato;

Per zittire i molti che hanno pensato che il mio operato lo sto eseguendo per la visibilità ho rifiutato due serate ad Ibiza nell’ultima settimana di settembre;

Diversi impresari e manager hanno contattato diverse radio per assicurarsi che nessuna di queste mi contatti;

Sono stati creati in un mese circa 21 “profili fake” per darmi contro ad ogni cosa che scrivo, dato che a questa gente conviene pagare qualche esperto della rete e rimanere attenta all’impero economico che hanno costruito sulle balle vendute alla gente;

Sono nati dei personaggi improvvisati pagati per darmi contro che hanno iniziato a fare video di cui lascio a voi i commenti;

Soundwall, blog del settore, ha pubblicato un articolo che in modalità diplomatica cerca di buttare giù il mio operato;

Sulla base di tutto questo, ricordate cosa vi avevo detto fin dall’inizio quando vi ho delineato tutte le loro mosse? credo di si.

Diversi personaggi del settore dicono che io, non avendo avuto l’opportunità, mi metta a sputtanare questa gente. Io invece la penso nell’esatto contrario: “sono loro che sputtanano me perchè ho toccato il tasto debole”. Ma volendo anche seguire quello che loro dichiarano, quando anche i supporter hanno domandato democraticamente ai big un confronto dietro al giradischi, tutti scappano. Allora io penso: ma come? ad alti livelli non sapreste dare anche lezioni ai vostri fan per dimostrare quanto valete dietro al giradischi? 

Cari amici, stanno continuando a macchiare quello che stiamo costruendo non capendo che questa “rivoluzione democratica” non la ferma più nessuno. Sto progettando una contro manovra di marketing nei loro confronti che sveglierà anche le menti dell’opinione pubblica, ho solo bisogno di tempo per assemblarla dato che il lavoro da fare, come ben sapete, è immenso. 

Voglio ricordare a quei pochi che sostengono la teoria sul discorso che io cerchi solo visibilità: Io ho intrapreso un percorso per cercare di cambiare la storia e, in questo caso va citato, combatterò perchè i miei titoli non restino nulli; combatterò per tutti noi, per cercare di ottenere per tutti, un filtro democratico che possa stabilire, tramite esibizioni in locali o contest, se ci sono capacità che possano aprirvi ad una carriera come deejay affermati.

Tutto questo mio operato voglio semplicemente che finisca dietro le consolle dei vari locali nazionali, dove la musica e le capacità parleranno e dove anche con il vostro supporto ed insieme a voi, smonteremo parecchi nomi che finora hanno venduto solo falsità alla massa, dimostrandosi per quelli che non sono.

Ho fatto anche un proposta ad una agenzia nazionale molto famosa. Organizzare un contest dove in palio si vincono delle date nei locali per dimostrare le capacità di ognuno di voi. Quando si ama troppo un lavoro, si combatte con tutte le forze per tutelarlo.

Come sempre, fatevi delle domande e datevi delle risposte.

Teo De Vita

Quando le “TETTE” suonano!!

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di Matteo De Vita.

Ebbene si, è una Italia strana quella che si vive nel reparto dell’intrattenimento e della nightlife. Vivere in una nazione dove il Gossip fattura più di ogni altro stato d’Europa la dice davvero lunga su come la nostra popolazione prenda per buono tutto quello che il mercato gli vende.

Il titolo di questo articolo non è stato scelto a caso; semplicemente vuole aprire le menti di tutti i frequentatori della “nightlife” che ogni fine settimana riempiono i locali Italiani, ma che non si domandano (non tutti) cosa comprano per le somme sborsate per entrare nei locali o nelle varie meravigliose discoteche della nostra nazione.

La riflessione su cosa l’Italiano compra quando decide di andare in discoteca andrebbe analizzata in due fasi: quella psicologica e quella fattibile. Mi spiego meglio: principalmente le discoteche, in tutti i cenni storici che conosciamo, sono state create per ascoltare della buona musica proposta dai deejay e per far divertire la gente tramite la bussola principale appunto che è la musica; allora come mai negli ultimi anni la maggior parte degli Italiani sono totalmente schiavi di tutto quello che il mercato vende? possibile che gli Italiani in massa siano così superficiali da spendere anche fino a 25 euro di entrata per vedere un paio di TETTE che suonano?

Se ci fate caso e analizziamo a mente fredda il tutto possiamo dire che questo mercato è stato parecchio bravo a mettere in secondo piano la musica ed in primo piano un paio di TETTE dietro la consolle. Non ho nulla contro il sesso femminile sia chiaro; Ma il concetto di discoteca allora? la musica? le novità musicali in anteprima? gli Italiani vanno in discoteca per ballare o per stimolare i loro pensieri erotici? Entrate in un ragionamento logico però: comprare un biglietto per andare in discoteca per mettere in secondo piano la musica ed in primo piano un paio di “TETTE”, per la maggior parte dei casi di silicone è come “possedere una Ferrari senza il motore”. Lodate pubblicamente un paio di “TETTE”, vere o finte che siano, che facciano finta di mixare in consolle, con tanto di recordbox e brani che non abbiano bisogno di mani che agiscano frenetiche sul pitch control, dimostrando la vera vergogna.

Io personalmente non voglio credere che gli Italiani siano così superficiali e a questi livelli. Non voglio credere che questi signori che fanno marketing agiscano già con la consapevolezza che al popolo Italiano non gli frega nulla di cosa gli venga venduto, purchè si raggiunga semplicemente l’obbiettivo di spulciarli quanto più denaro possibile. 

Il messaggio che con questa mia ulteriore testimonianza voglio comunicare a tutti i miei connazionali è quello di non farsi imballare dal Gossip che viene creato dietro una locandina, ma di essere curiosi, di dare giudizi sul servizio musicale che in discoteca viene venduto, di tenere alto il valore della musica che, se offerta da chi la consolle la sa gestire in modo professionale, vi trasmette brividi incredibili, altro che TETTE sventolate al vento per un paio di ore. 

Purtroppo quello che si vede esternamente non è molto incoraggiante ma io credo che con il nostro aiuto ed i nostri quesiti inizieremo a far tornare agli Italiani quella voglia straordinaria di andare in discoteca con il giusto grado di curiosità; una curiosità musicale, una curiosità sana e coerente che faccia ritornare la discoteca un luogo sano dove ci si diverte in modo sano. 

In questo articolo non ci sono ne domande ne risposte dettagliate, lascio a voi immaginare e capire quali saranno le azioni che insieme dobbiamo intraprendere per ottenere la restituzione delle consolle ai deejay e delle “TETTE” alle camere da letto.

Come sempre fatevi delle domande e datevi delle risposte.

Teo De Vita

Paco Osuna. Parla il giradischi.

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di Matteo De Vita

Quello che con le mie testimonianze otterremo con il tempo è la restituzione democratica delle consolle per chi le merita davvero. Il settore del deejay negli ultimi anni è stato letteralmente “sputtanato” da un sistema ignorante, viscido e mercenario, insomma un sistema dove l’ignoranza regna nel modo più assoluto. Intanto per questa guerra quello che posso dire ai tantissimi che seguono il mio operato, e che ringrazio, è che combatterò con tutto me stesso per cercare di ottenere quello che da anni attendiamo e cioè, le consolle ai veri deejay e a casa tutti i Bluff. 

Oggi vi parlo in modo molto marginale di un grandissimo deejay; un nome che da sicurezza, un guerriero della consolle, uno spagnolo con gli attributi che non parla mai, se non con il giradischi. La massima espressione di professionalità che fa da esempio a molti amanti dell’arte del deejay e quel tocco di classe che lo rendono unico.

Paco Osuna è uno di quei deejay a senso unico; cosa significa? piste da ballo sempre strapiene e massima professionalità dietro al giradischi. Con Paco potresti ballare l’impensabile: prima parte con sonorità techno, poi devia per il sound tech house e conclude in dirittura d’arrivo i set anche a 118 BPM facendoti percorrere, in una unica nottata, un bel vago giro su tutti i generi dell’apparato underground, in poche parole Paco Osuna è uno di quei deejay da pollice in su.

In Spagna, la sua nazione nativa è il numero uno, premiato più volte dalle organizzazioni di settore e dai giornali come uno di quei deejay che davvero ti sa mostrare che dietro la consolle tutte le componenti funzionano alla perfezione. Non solo pollice in su quindi, ma un elogio ad uno dei migliori deejay del mondo che stanno confermando, serata dopo serata, il loro vero valore.

Guardando i suoi video su DancetrippinTV oppure sbirciando sul materiale che si trova in rete si nota immediatamente come il vinile fa sempre da protagonista nei suoi set. Ottima dimestichezza sul mixer, specie quando gioca con i loop del traktor per chiamare cassa in un misto di effetti e di suoni; l’altra caratteristica che lo contraddistingue dalla massa è uno sguardo sempre attento alla consolle e al PC, per lui anche un errore minimo è segno di fallimento per la completezza e qualità del set.

Le sue origini sono tutte old school, dalla musica underground del 2000 fino ai giorni nostri a conferma che un deejay puro sangue, giusto per ribadire il concetto, utilizza la tecnologia con intelligenza e non come scappatoia. Per chi non conosce Paco Osuna consiglio innanzitutto di guardare uno dei suoi deejay set e per secondo farne tesoro dei suoi video perchè sia musicalmente, sia tecnicamente, sia umanamente Paco Osuna è un perfetto esempio da seguire.

Il suo palinsesto di partecipazioni è straordinario: dai piccoli festival in Spagna alle consolle di tutto il mondo. Ungheria, Italia, Germania, Spagna, Colombia, Belgio e molto altro ancora. L’elogio per un grande deejay come Paco arriva anche da molte associazioni di categoria Italiane di settore che negli anni continuano a supportarlo con i loro feedback.

La classe di questo deejay straordinario è visibile anche ad un occhio inesperto del nostro settore, e questo la dice molto credetemi.

Teo De Vita

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Pasquale Laricchia. Vietato l’ingresso ai non addetti ai lavori.

pasquale1di Matteo De Vita.

Per quelli che non ricordano chi è Pasquale Laricchia basta nominare le parole “Grande Fratello” che tutto viene più semplice. Pugliese, classe 72, appassionato molto di sport. Quello che immediatamente si nota dal titolo di questo articolo è chiaro, ma l’aspetto più interessante che ho notato in Pasquale Laricchia è la sua totale convinzione di essere diventato un deejay affermato sul panorama nazionale.

Innanzitutto andrebbe rispolverato un pò il suo operato, ma nella nazione del Gossip tutto è lecito, ma quello che davvero molti non riescono a spiegarsi è il fatto di vedere Pasquale Laricchia che dopo il Grande Fratello, dopo partecipazioni ai Talk Show Televisivi, dopo aver posato per diverse aziende di moda, abbia avuto il coraggio di posizionarsi dietro una consolle e farsi chiamare anche DeeJay / Producer quando sia della parola deejay che della parola producer ne conosce i termini solo da qualche mese.

Iniziamo a mettere carne a cuocere: Pasquale Laricchia lei è un deejay? sa cos’è un foglio di ableton? sarebbe in grado di farci vedere le sue doti dietro ad un computer mentre tira fuori uno dei suoi brani? come mai questa passione per il deejay a 40 anni? ultimamente è stato poco considerato dall’ambiente del gossip e ha cambiato rotta?

Ma per capire subito che il ruolo del deejay in Pasquale Laricchia è un optional che gli ha permesso anche di presenziare a diverse consolle Italiane, basta guardare il suo sito web, con una biografia in ambito deejay inesistente è chiaro, dove risaltano subito in evidenza le tre sezioni: quella del Fashion, quella del Testimonial, quella del Dee Jay; peccato che in quest’ultima sezione si vede semplicemente un palestrato con le cuffie attorno al collo e nulla più.

É davvero incredibile vedere come il mercato continua ad ammazzare il nostro settore. Un giro nella casa del grande fratello, subito dopo apice del successo in un arco temporale di 5 / 6 anni e come per moltissimi, appena il mondo del gossip vero li mette in quarantena qual’è il miglior un modo semplice per entrare nei giochi tanto per far parlare di se? Mettersi a fare il deejay ovviamente.

Che poi questi Vip in genere hanno anche la grandissima faccia da cavolo nel dire che tutto è nato per passione, che era da anni che coltivavano questo pensiero, che loro hanno sempre amato il mondo della notte e non vedevano l’ora di entrare a far parte del giro. A Pasquale Laricchia chiedo: anche lei ha utilizzato le stesse risposte durante le interviste?

Ve lo dico io come funziona in questo settore marcio: il sistema suddivide tutto in settori; esistono i settori elite che sono televisioni, radio, programmi televisivi etc etc; poi l’attuale sistema classifica anche i settori chiamiamoli così di seconda fascia che sono le radio locali, le discoteche, il mondo della notte nei suoi differenti generi. Quando un nome famoso, parlo in generale, non viene più letteralmente “considerato” dal sistema che conta dove va parcheggiato? nel settore di seconda fascia ovviamente. Se poi quel nome non sa fare nulla di nulla, a parte parlare bene il dialetto e distribuire cafonate in mezza nazione qual’è il modo più semplice per parcheggiarlo e dargli il mensile? Fargli fare il deejay ovviamente (ogni riferimento è puramente casuale). Queste mie dichiarazioni sono l’esatta ed attuale struttura del mercato Italiano nel mondo dell’intrattenimento. Un mercato falso ed ipocrita, un mercato che continua il suo percorso di totale distruzione di massa proponendo dietro le consolle un continuo susseguirsi di BLUFF di alto bordo. Ed io mi chiedo sempre e lo farò per tutta la vita: dov’è l’arte del deejay, dov’è la old school? perchè continuano ad ammazzare il nostro lavoro? perchè permettono ai bluff di presenziare dietro le consolle dei migliori locali del nostro paese? 

Pasquale Laricchia le do un consiglio spassionato: resti a Radiostudiopiù e continui a farci ridere con il suo dialetto pugliese perchè come comico radiofonico lei è perfetto e fa anche ridere molte casalinghe, l’ho constatato di persona. Oltre a questo le consiglio anche di spogliarsi immediatamente dalla figura del deejay in modo da far contente le casalinghe prima citate. Lei non è un deejay, lei non è un producer, lei non conosce le tecniche approfondite del mix, lei non sa cos’è l’elaborazione di un palinsesto nel deejay set, per non parlare poi delle conoscenze dei programmi sulla produzione musicale. Non metto in dubbio le sue volontà nell’intraprendere la passione per il nostro settore ma dalla passione alla consolle di molti locali che lei ha girato c’è ne vuole e molto.

Ma personalmente la colpa non la do neanche a lei: la colpa va data a tutti quei manager d’agenzia che non sanno neanche cosa sia il nostro settore e vendono prodotti di cui non conoscono neanche le capacità. In Italia regna sovrana l’ignoranza per il nostro settore, questi manager di agenzia sarebbero disposti a vendersi l’anima pur di fare denaro, non rendendosi conto che hanno letteralmente ammazzato la nightlife Italiana.

Sicuramente però, con la battaglia che abbiamo intrapreso molte teste, come per la politica, salteranno.

Concludendo questo nuovo mio scritto cosa dire: Pasquale Laricchia, il suo programma su radio studio più si chiama “J so fort”. Le voglio rispondere semplicemente con un aforisma che dice: “Il successo è una cosa piuttosto lurida; la sua falsa somiglianza col merito inganna gli uomini”. Venga dietro una consolle e faccia vedere quanto è forte, altrimenti lo ripeto, si spogli immediatamente dalla veste del deejay e abbia il coraggio di chiedere scusa. Catapultarsi in questo mondo significa saper dimostrare e lei, finora nel dettaglio, ci ha solo mostrato le sue ottime doti nel parlare il dialetto Barese, città che amo per carità, ma che non la dipingono come un deejay / producer puro sangue.

Appenda le cuffie al chiodo e continui a sollevare pesi in palestra, se lo farà avrà il mio elogio. La saluto.

Teo De Vita

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Chi sputtana la musica e la vera arte del deejay in tv?

l43-maria-filippi-130627123217_bigdi Matteo De Vita

Chissà perchè quando si deve entrare nel dettaglio di quella che è la vera arte del deejay composta da tecnica, unificazione dei suoni, formazione sul giradischi e qualità del deejay set tutti scappano, TV comprese. A conferma di tutte le mie teorie che in tutti i modi possibili cercano di farvi capire come l’attuale operatività, anche televisiva, sia completamente fasulla, basta vedere il provino del casting del programma “Amici” sulla rete nazionale.

E’ una lotta continua su chi gioca nel modo migliore sull’ignoranza delle persone quella che vediamo in televisione, dove addirittura vediamo preparare delle esibizioni che tutto sembrano, tranne che dei “contest” di livello. Ma poi come sempre le domande che vorrei rivolgere in questo ad uno dei giudici Gabry Ponte sono diverse: come mai creare un contest e del giradischi non se ne vede traccia? come mai inserire nelle regole del casting il limite massimo di 26 anni? i giudici del contest chi sono? hanno esperienze musicali per capire se un deejay è preparato tecnicamente o no?

A mio avviso le regolette ve le siete studiate a dovere per tenere fuori da questo nuovo gioco di marketing i talenti che contano davvero e state continuando con il vostro “modus operandi” ad ammazzare il nostro lavoro, compresa anche la musica ovviamente.

La problematica del vostro operato è alla fonte, non è di quei ragazzi che comunque credono in un sogno e partecipano ai vostri reclutamenti. Mi riferisco in particolar modo al giorno in cui avete deciso di incrementare nel programma la figura del deejay. Mi chiedo: chi ha deciso di assemblare le consolle senza il giradischi? con quali titoli riuscite a capire se un deejay è valido o meno? Come si fa ad avere per giudice un DeeJay come Gabry Ponte che al Battiti Live in Puglia si esibisce con set preregistrati? vogliamo sfornare dal programma di “Amici” tanti piccoli nuovi David Guetta?   

Il mio invito personale va a Maria De Filippi che stimo come donna straordinaria a cui chiedo che venga immediatamente revisionato tutto il regolamento sulle modalità di esibizione dei deejay, eliminando immediatamente l’uso della tecnologia e comunicando alla produzione che le consolle saranno strutturate con doppio giradischi, mixer, cuffie, nulla di più.

Da quello che noi esperti riusciamo a notare immediatamente è che le esibizioni dei deejay sono a tempo molto limitato quindi, più che per la qualità del set, i giudici dovranno pronunciarsi per le capacità tecniche di miscelazione giusto?

Benissimo, allora perchè non partire dalle basi? Il giradischi è lo strumento principale che tutti i deejay dovrebbero conoscere ed un programma televisivo che si espone in questo modo, se avesse dei veri esperti del settore in ambito deejay, avrebbe senza dubbio inserito come strumento principale il giradischi. Invece no. Allora cosa devo pensare? che il sign. Gabry Ponte non sia stato abbastanza attento alle regole fondamentali del nostro settore? ma come, un professionista come Gabry Ponte si perde nell’essenziale?

Non voglio divulgarmi in ulteriori discorsi che potrebbero ulteriormente macchiare il nostro lavoro ma a tutti i nastri nascenti di deejay che cercano un consiglio sano e coerente posso dire tranquillamente che, con l’attuale regolamento, il “contest” organizzato dal programma “amici” resta una offesa bella e buona per la vera arte del deejay. 

E una vergogna continua. Ma la rivoluzione è iniziata.

Teo De Vita

Italiani. Siete tutti deejay ma non lo sapete!!

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di Matteo De Vita.

Le testimonianze che sto raccogliendo da quando è partita questa mia avventura sono moltissime. I messaggi di supporto aumentano a dismisura e naturalmente, come vi dicevo nei miei precedenti scritti, in pochissimo tempo abbiamo ottenuto i primi risultati. Uno di questi sicuramente è quello di aver iniziato a svegliare le menti di tutti quelli che oramai sono schiavi dei “deejay bluff” che il mercato vende.

Per farvi capire quanto il mio operato stia diventando pericoloso per questa gente, un risultato che immediatamente abbiamo portato a casa dopo i miei articoli e dopo il mio primo “video messaggio” è stato quello di vedere “Luca Agnellone” che quantomeno cerca di raddrizzare tutti i disonori passati, utilizzando nelle ultimissime serate una consolle composta dal doppio giradischi in “Timecode” invece della solita e barbara normale operatività, che in lui è standard, composta da “doppio X1 – mixer a 4 canali – e tasto sync a manetta su tutti i canali”. Non è solo Agnellone quello che dopo i miei articoli immediatamente ha drizzato il tiro, anche Squillace dopo la mia critica su una sua foto dove teneva poggiato, durante il mix, il suo cellulare sul giradischi, ha corretto il tiro e come per magia ultimi set con giradischi ben funzionanti.

Il punto fondamentale che oggi voglio affrontare con voi è quello di far capire agli Italiani come in molti casi i loro soldi vengano buttati via semplicemente perchè il mercato vende dei “deejay sola” e tutti naturalmente ci cascano perchè principalmente ad un buon 60% delle persone che vanno a ballare in discoteca, interessa poco chi ci sia dietro la consolle, tanto le serate da disco vengono principalmente organizzate per divertirsi insieme agli amici. Fino a questo punto tutti mi direste che non c’è nulla di male vero? Perfetto!! Ma quando l’investimento sul biglietto inizia a diventare considerevole vi iniziate a chiedere chi ci sia dietro la consolle? O meglio ancora quando il promotore o il P.R. della serata invece delle solite 10 euro vi chiede 40 euro per ascoltare ad esempio “Loco Dice” sapete che a tutti gli effetti state acquistando un servizio che deve essere ben soddisfatto e che state concludendo un contratto? Fate un ragionamento semplice: se pago 10 euro avrò un servizio musicale per tale somma: ma se inizio a pagare 25 / 35 / 50 euro in base a cosa li tiro fuori? Il processo di intelligenza mi dice che pagare 50 Euro per ascoltare, giusto per citarne uno a caso Marco Faraone, significa che lo stesso deve farmi vedere preparazione tecnica e scelta musicale degna della somma che sto pagando giusto? Invece no, non è così. 

Difatti le conferme arrivano dai moltissimi che mi scrivono e mi dicono che ci sono in giro troppi nomi sopravvalutati, facenti parte sempre delle solite agenzie che naturalmente sono le responsabili di tutto questo totale fallimento del settore del deejay nel nostro paese. Allora il mio cervello collega sempre il tutto alla stesse domande: “molti nomi che conosciamo hanno pagato per entrare in queste agenzie?” – “perchè molti talenti restano soffocati pur avendo capacità ben superiori a molti che si conoscono sul mercato: perchè non hanno sborsato la mazzetta a questi manager?” – “come avviene il processo di reclutamento da parte di queste agenzie mercenarie? classificando chi mette più denaro sul tavolino?”. Le mie domande portano a darmi risposte a senso unico.

Ho fatto un piccolo sondaggio su 100 persone che mi hanno spedito mail e che in modo costante sono frequentatori  della “nightlife” e il dato conferma perfettamente le mie teorie: un buon 45% ha acquistato il biglietto perchè in zona è l’unico locale disponibile per quella serata, il 20% perchè la discoteca significa andare a caccia dell’anima gemella, il 30 % perchè Fan dello special guest, il 5% perchè aggregato agli amici.

Quindi ritornando a chi paga il biglietto ma resta deluso sui diversi nomi presenti attualmente sul mercato il detto cosa dice? quando il gatto non c’è, il topo balla. Negli anni e con le evoluzioni tecnologiche questi signori hanno ammazzato, volutamente, la vera arte del deejaying utilizzando la tecnologia come scappatoia ma sopratutto ritenendola l’elemento principale che compone il nostro lavoro. Tutte balle naturalmente; difatti a tutti i nastri nascenti di deejay, a parte gli sfortunati che stanno partecipando a canale 5 dalla Maria, il mio consiglio è che un vero deejay viene fuori da tanto lavoro fatto dietro al giradischi, composto di ore e ore di set, unificazione dei suoni, giri di basso a mano, chiamata di cassa, prove continue per aumentare le vostre qualità del deejay set.

La tecnologia va utilizzata con intelligenza e non come scappatoia.

Per assemblare un buon deejay set posso garantirvi che le variabili sono migliaia, difatti è un pò come lo sport, se non sei mentalmente concentrato dopo aver guardato la pista e dopo aver guardato la gente, anche come Big, si possono effettuare prestazioni molto deludenti. Con questo voglio rispondere alle diverse mail arrivate alla mia attenzione che in poca sostanza dicono che io sia fissato solo per la tecnica: assolutamente no, ma permettete che tutto debba partire dal basso e quindi dalla old school? Immaginate un deejay puro sangue che deve insegnare al proprio figlio gli approcci al nostro lavoro: secondo voi inizia dal traktor o inizia da un mixer e due giradischi? Fate voi……..

So perfettamente che il nostro lavoro è molto di più che fare solo tecnica, le variabili per tirare fuori un buon deejay set sono molteplici: qualità clientela, stato psicologico del deejay nella serata, situazione della location in cui si suona, scelta dei dischi, tipo di animazione, lighting, impianto audio, e molto altro ancora. Sicuramente i set dove viene fuori il 100% delle capacità sono quelli in cui tutto viene improvvisato e non preparato. 

Questi Big Fasulli stanno continuando a Ballare, come i topi in assenza del gatto, sull’ignoranza della gente, ed è questo che la massa deve iniziare a capire. Cari Italiani siate curiosi, fate domande, non comprate biglietti da 30 / 50 euro solo sulle semplici balle che vi vende il P.R. che ha solo interesse ad intascare la propria percentuale. Non fatevi trattare da imbecilli da questa gente; Sul pagamento di una somma considerevole per l’ascolto di un grande big date i vostri giudizi, domandate quante ore di set saranno effettuate dal Big di turno, perchè ci sono dilettanti che beccano 30.000 € per un paio di ore di Set; nei miei prossimi video cercherò di farvi capire come moltissimi Big vi prendono in giro con la tecnologia, macchiando immediatamente l’acquisto del vostro biglietto;

E difatti i veri deejay che non sono dei Bluff sanno perfettamente come sorprendere il proprio pubblico, ma in Italia sono contati sulle dita di una mano quelli che davvero onorano il nostro lavoro e sono pronti a smacchiare i molti Bluff esistenti sul mercato.

Con questa mia ulteriore testimonianza, TECNOLOGICAMENTE PARLANDO voglio dirvi che voi tutti siete dei deejay “ma non lo sapete”;

Come sempre, fatevi delle domande e datevi delle risposte.

Teo De Vita.

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