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di Matteo De Vita.

In questi giorni, specie dopo l’articolo scritto su Carl Cox, molte sono state le polemiche nei miei riguardi. Credo che essendo in uno stato democratico ognuno può esprimere il proprio parere in modo costruttivo, naturalmente il sottoscritto delinea e scrive tutte quelle verità che nessuno dell’ambiente mai vi direbbe, o perchè colluso nel sistema, oppure perchè bisogna difendere il proprio pezzo di torta.

Una verità che ha scatenato le opinioni di molti, specie negli ultimi mesi, riguarda le compagnie di “Promo”. Per compagnie di promo intendiamo tutte quelle agenzie che offrono un servizio di distribuzione musicale direttamente presso gli artisti, parlando del nostro settore, di tutti quei brani che una etichetta decide di valorizzare in un determinato modo. Questo mercato, per la grandissima crescita di deejay/producer (conosciuti e non) è un mercato con un fatturato in forte crescita, direi in modalità esponenziale.

Tutto bene allora mi direte, se non fosse che queste compagnie hanno costruito una vera e propria modalità estorsiva per ricevere denaro, sopratutto da quei piccoli produttori che pagano un servizio, purchè il loro “big producer” preferito suoni la loro traccia prodotta, che sia quest’ultima di livello o meno, l’importante è che venga suonata da un “big producer”, magari in qualche festival, in modo da potersi fare pubblicità in rete e prendere credenziale. Quando parlo di modalità estorsiva faccio riferimento perlopiù alla schiavizzazione psicologica che queste agenzie costruiscono, specie nell’invio delle loro mail dove promettono, in base a quanto paghi, risultati straordinari.  Allora ditemi tutti: queste agenzie valorizzano talenti o pensano solo al fatturato?

Le metodologie utilizzate da queste agenzie sono le seguenti: un addetto effettua una giacenza di mercato su quali siano i deejay/producer di livello a cui propongono una percentuale di denaro se suonerà le tracce della loro agenzia. Il Producer di livello, essendo oramai molto conosciuto, allettato da una offerta simile, accetta senza nessun problema, difatti ci sono agenzie molto conosciute che distribuiscono l’incasso per la promo di una sola traccia nell’esempio che segue:

Costo Promo Traccia € 200,00 – Divisione incassi: 50,00 € al deejay producer di livello, specie se la traccia viene spinta in modo assiduo per la promozione – 30,00 € Provvigione dell’addetto al servizio che segue i producer – 120,00 € di rimanenza restano nelle casse di queste agenzie.

Ora dico a tutti voi: lo capite il livello di questa gente? lo capite con quanta cattiveria hanno costruito i loro equilibri? è giusto secondo voi che si sia arrivati al punto che gli artisti, che dovrebbero essere pagati per le loro produzioni, siano costretti addirittura a pagare per far suonare i loro brani? vogliamo verificare i conti, anche privati, di grandi deejay che prendono migliaia di euro da queste agenzie solo perchè raddrizzano i loro fatturati?

A mio avviso il mercato, anche quello produttivo, va valorizzato in base al talento e non nelle modalità costruite da questi signori negli ultimi anni. Per chi di voi non segue nel dettaglio questo mercato è difficile capire, basta semplicemente farsi una domanda: come mai negli ultimi due anni sono nate circa 34 compagnie che effettuano distribuzione delle promo? vogliamo vedere chi c’è a capo di queste compagnie? 

Per coscienza morale e come titolare di una etichetta discografica, nonchè come “blogger” non posso fare nomi, ma quello che posso dirvi è che tutti i vostri sacrifici, parlo sopratutto a quelle famiglie che vengono spolpate da queste agenzie che lanciano un segno di speranza nei confronti di giovani producer, non serviranno mai a nulla perchè è un mercato talmente marcio, che viene costruito non per il talento e la passione, ma viene costruito perchè “sono l’amico di quello, che è il titolare dell’agenzia di promozione che fa lavorare quell’altro, che deve farmi entrare nel sistema perchè altrimenti si rompono equilibri commerciali”.

Ecco cos’è il nostro attuale mondo Underground. Adesso tutti voi, fatevi delle domande e datevi delle risposte. 

Vi saluto. Teo De Vita.

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Commenti su: "Le compagnie “Promo”. Associazioni a delinquere." (5)

  1. gianluca ha detto:

    COME SEMPRE TEO HA RAGIONE, C’É POCO DA AGGIUNGERE…

  2. agenzie al rogo . io lo chiamo love Snature… per la musica non sulla!

  3. DJ FRANKO ha detto:

    TI SEI SCORDATO CHE ANCHE LE RADIO CHIEDONO SOLDI PER FARE QUESTE COSE E NON SOLO I GROSSI NETWORK MA ANCHE PICCOLE E MEDIE RADIO LOCALI

  4. Utente ha detto:

    In uno stato democratico ti dico la mia opinione: “che ognuno possa” 😉
    per esperienza un amico è in conflitto con delle persone che nel modo da te descritto hanno fatto suonare una traccia a un festival e ne hanno guadagnato fama momentanea, tanto che hanno suonato ad un festival minore nei paesi nordici, per poi ripiombare nel nulla, ma comunque mantenendo la presunzione di “essere di successo”.
    Hai proprio ragione, che schifo.

  5. gianni parrini ha detto:

    complimenti teo per quello che scrivi…

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