DjMag
di Matteo De Vita.
È un sistema contorto, un sistema sbagliato, un sistema mercenario, forse anche peggiore della politica, che si continua ad intensificare, specie con gli ultimi incrementi di nomi, sempre scelti da loro, entrati a far parte in queste due famose agenzie che stanno letteralmente mettendo in ginocchio una nazione e se non li fermiamo, i deejay del futuro, oggi ragazzini non c’è lo perdoneranno mai.
Mettendo sulla bilancia quelle che sono le considerazioni della massa nei miei confronti, trovo un buon 75% che concorda con me, ma non vi nascondo che proprio da qualche elemento vicino ad una manager di un grosso deejay Italiano, su cui ho anche scritto, ho ricevuto delle minacce, che non mi spaventano sia chiaro, ma che naturalmente ti fanno capire come questa battaglia va fatta con tutte le forze disponibili.
Molti mi prendono per pazzo, altri hanno scritto che sono un disperato, altri ancora pensano che io abbia delle situazioni personali con la gente su cui scrivo. Tranquillizzo tutti dicendovi che sono titolare di una lab, il lavoro singhiozza ma tutto sommato non mi lamento e sottolineo che non ho nessuna situazione personale con nessuno, ma voglio semplicemente descrivere le realtá di un sistema che questa gente, formata da manager di promozione, riviste del settore e promotori commerciali, si sono costruiti a loro piacimento, con il loro modus operandi,il loro mercato sulle spalle dei sacrifici di tanta gente a cui hanno chiesto anche la dignitá.
Oggi voglio parlarvi della nota rivista nazionale Djmag delineandovi come, i meccanismi di informazione siano completamente distorti dall’effettiva veritá, vendendo fumo negli occhi a loro piacimento a destra e a manca.
Innanzitutto una rivista che parla del nostro settore non dovrebbe pubblicizzare l’arte del deejay in modalitá totalmente distorta. A cosa mi riferisco? I motivi sono molteplici ma in questo articolo mi preoccuperò di descriverne tra quelli più recenti. Un esempio classico è quello della top 100 deejay. La classifica più vergognosa di tutto il globo, non per tutti i soggetti all’interno della classifica, ma per la struttura mediatica che la stessa scatena nei pensieri della gente o dei deejay emergenti, che ignari di come funziona il sistema, abboccano a tutte le balle che vende questo falso modo di emettere informazioni.
Entriamo nel dettaglio: sulla base di quali elementi dite che la top 100 è formata dai deejay più forti del mondo? Qualita tecnica? Mix? Unificazione dei suoni? Strumentazione utilizzata durante i set? Vorremmo capirlo cari editori di DjMag. Sapete perchè vi chiedio questo? Perchè a mio avviso la classifica è strutturata solo nelle modalitá che le agenzie di stampa nazionali ed internazionali vi comunicano. Alcuni hanno detto che la classifica è strutturata in base alla loro popolaritá e alle produzioni. Benissimo, allora non la spacciate per una classifica su chi è il deejay più forte, perchè dietro la consolle i parametri da seguire sono quelli legati alle tecnica, al mix, all’unificazione dei suoni, al set nella sua interezza, a quale strumentazione il deejay utilizza e non alla popolaritá o alle produzioni, dato che per quelli esistono classifiche settimanali.
La top 100 pubblicizzata da voi, sembra una classifica commerciale come quella pubblicizzata dalle riviste telefoniche che mettono in evidenza quale sia il telefonino più venduto. Ecco la veritá. Difatti la top 100 pubblicizzata dalla vostra redazione è formulata in base ai parametri commerciali su quale artista (perchè per la maggior parte non sono deejay) abbia avuto più consenso commerciale. Ora, nella prossima classifica che voi denominate Top 100, sarebbe leale scrivere testuali parole: ecco a voi la Top 100 della popolaritá dato che, spacciandola per Top 100 dei deejay piú forti del mondo, iniziate ad abbassare il tiro, perchè di forti tecnicamente nell’arte del deejaying in quella falsa classifica, su 100 ne esistono ben pochi e contati sulle dita di una mano.
L’altra critica è sotto il profilo giornalistico: mi spiegate chi di voi all’interno della redazione capisca nel dettaglio quali sono le caratteristiche che un buon deejay dovrebbe avere? Sapete che bisogna fare netta distinzione tra un deejay ed un producer? A mio avviso dovreste ingaggiare un giornalista che sappia ciò che scrive, non come in molti casi avviene sulla vostra rivista, che scriva ciò che gli viene detto, passato naturalmente dagli alti colli della redazione.
La mia domanda alla redazione, nel parlare nel dettaglio del nostro settore è la seguente: gentile redazione il DjMag, voi siete conosciuti come il magazine giornalistico che come tale distribuisce tutte le informazioni del nostro settore; allora come mai riguardo la diffusione di informazioni su alcuni contest, per effettuare un articolo, avete chiesto del denaro? Non siete i paladini dell’informazione del nostro settore? Il vostro compito non è quello di fare informazione specificatamente sul nostro settore? Cosa c’è di meglio del non pubblicizzare i differenti contest che in Italia si svolgono? O cosa c’è di meglio di non andare in giro alla ricerca di nuovi talenti?
Per farvi capire come nel dettaglio della vera arte del deejaying siete indietro anni luce, la barzelletta storica di questo 2013 è stata quella di vedere in diretta nazionale la disputa di un contest televisivo dove presenziava anche il direttore del djmag, permettendo ai deejay di nuova leva esibizioni con lettore e penna USB, facendo passare oramai il messaggio che il Giradischi sia ormai passato quando è l’elemento principale.
Innanzitutto preciso che in quella esibizione la penna USB era inserita in uno solo dei due lettori e che il secondo Cdj era vuoto e anche senza Cd. Ma poi dico ci volete prendere in giro? Pensate che noi deejay Italiani che guardiamo il programma siamo tutti dei deficenti? Quello visto in Televisione era un set preregistrato, almenochè chi si esibiva non ha dei poteri sovrannaturali talmente forti da caricare brani con la mente in un lettore vuoto. Altro punto su come non siete neanche bravi a mascherare un esibizione fasulla è che il canale del mixer aperto durante l’esibizione è stato sempre quello inerente al canale del lettore Cdj con penna USB inserita.
Conosco un dilettante famoso che va in giro per l’Europa con i set preregistrati e che prende anche 100 mila euro a serata: si chiama David Guetta quindi dico: Vergognatevi. Se con quelle esibizioni farsa nelle tv nazionali pensate di emettere sul mercato tanti nuovi David Guetta vi assicuro che siete conciati davvero malissimo. Naturalmente confermate sempre più le mie teorie sull’andamento di mercato, un mercato che fa gossip, un mercato valorizza nomi e non talenti, un mercato monitorato e valorizzato da voi nella modalitá più sbagliata possibile.
Ecco perchè a me piace scrivere le veritá, quelle che finora tutti, comprese le riviste del settore come DjMag non hanno avuto mai il coraggio di scrivere, dato che, se si scrivessero un pô di veritá, salterebbero molti equilibri economici che vi porterebbo anche a rischio chiusura. Ma non ci fermete, state solo tamponando il progresso, ma vi avverto, il vero boom sta per arrivare ed io, amante dell’arte del deejaying sono onorato di far parte di tutta quella categoria di appassionati veri, che non si venderanno mai alle modalitá mercenarie dell’attuale mercato.
Concludendo questa mia ulteriore testimonianza, cosa posso comunicare a tutti i deejay, che vedono nella rivista DjMag un punto di riferimento, ma che poi la stessa rivista, in nome del suo direttore, presenzia ad una trasmissione televisiva per far esibire deejay con set preregistrati e cosa più grave senza vedere il giradischi? Cosa dovrei dirgli?
Ragazzi un consiglio: io a casa ho un bel cestino e voi? A buon intenditor poche parole.
Come sempre alla fine dei miei scritti dico: fatevi delle domande e datevi delle risposte.
Saluti. Teo De Vita.
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Commenti su: "DJ Mag Italia. Rivista del nostro settore? ….ahahah" (4)

  1. Dicci i nomi delle agenzie, almeno abbiam tutto più chiaro… o no..??

  2. sono daccordo quasi su tutto quello che scrivi, a parte che il vero dj è solo quello che usa il giradischi, io ho usato il giradischi in passato, ma non disdegno 4 cdj2000.
    David Morales, Erick Morillo sono DJ con tutte le lettere maiuscole e usano CDJ. Tutto dipende dal COME si usa COSA.
    Inoltre per onore del vero va detto che una usb è più che sufficiente se è presente un D-Link.

  3. Il bruttissimo spettacolo in tv, preludio di quello che accadrà ad amici la prossima stagione, è stato veramente penoso da vedere.. Però io suppongo sia organizzato non per chi è “del mestiere” ma per gli adolescenti, potenziali fans e potenziali “clienti”, del tutto allo scuro per lo meno delle tecniche base (a cui in tv non è che siano tanto interessati).
    Concordo con Gigi, ad onor del vero, sebbene sia sicuro al 100% che quei specifici djset fossero preregistrati (ma non è uno scandalo, molti cantanti in tv cantano in playback, è anche una questione di tempi tecnici televisivi), con i cdj2000 e il d-link tramite lan, basta una sola chiavetta usb per avere i brani su tutti i lettori collegati.

  4. Non capisco sinceramente questo accanimento sui giradischi.
    Negli ultimi 2 anni di feste in europa li avrò visti 2 volte.
    Nessuno li usa più e , anche se son presenti, é meglio non usarli poiché di sicuro sono tarati malissimo.

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