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di Matteo De Vita

Quando si parla di presupposto commerciale è completamente differente che dire se un prodotto immesso sul mercato abbia la sua validità o meno. La conferma delle mie teorie riguardo l’attuale mercato che vende semplicemente delle bugie riguardo il settore del deejaying che continua a valorizzare nomi e non talenti è proprio questa: su quale presupposto un deejay (ammesso che lo sia) viene reclutato da una agenzia di management che poi struttura per esso il così detto “booking” e lo immette sul mercato?

Secondo voi Steve Jobs prima di immettere un nuovo prodotto “apple” sul mercato ne testava le capacità e l’affidamento? L’esempio classico potrebbe essere quello di Marco Faraone sul quale avrei tante di quelle domande da non finire più, ma le due più dettagliate le rivolgo ai suoi promoter d’agenzia a cui chiedo: “gentili promoter, avete immesso Marco Faraone sul mercato perchè presumete sia un prodotto valido o perchè lo ritenete direttamente valido?”. 

Sulla base di questa domanda, e sulla base del fatto che quasi sicuramente mi rispondereste che Faraone è un prodotto valido, giusto per non far sembrare che tirate l’acqua al vostro mulino, mi sapreste dire con quali elementi giudicate se un deejay è valido o meno? poi nel caso di Marco Faraone, parliamo di un deejay o di un producer? Sicuramente mi rispondereste che lui lo è entrambe vero? 

Ma Marco Faraone dimostra immediatamente la sua fedeltà e coerenza da perfetto soldato degli alti colli quando, pubblicando il mio articolo che parla di Ralf, incita i suoi con una premessa, sostenendo che quelli che parlano, in questo caso il sottoscritto, sono sempre quelli che si trovano in panchina, con l’obbiettivo di incitare i suoi ad attaccarmi, ma sfortunatamente per lui gli è andata molto male. La mia replica è semplice: come mai pubblica lei un articolo che non le riguarda, difendendo un suo collega? Per dare la sua opinione? O perchè le conoscenze con il deejay Ralf le hanno portato del lavoro, e quindi bisogna difendere nel bene e nel male un collega del giro?

Riguardo la panchina, sorge immediatamente spontanea la mia replica: Sign. Marco Faraone, chi la sta facendo giocare titolare a lei? Lei, se un pò l’ambiente lo conosce, dovrebbe sapere che esistono deejay che vogliono far parlare il giradischi ed il set e non qualche agente di promozione che lei conosce bene, tramite i suoi sostenitori d’alto bordo. Ma poi io credo che il discorso sia molto semplice: sarebbe disposto ad esibirsi con un “mister neutrale” che sulla base delle qualità tecniche e del  set deciderà chi deve giocare titolare e chi andare in panchina? Sarebbe fantastico!! Quello che posso dirle in questo momento, in risposta alle sue dichiarazioni da dilettante, è che il mister che attualmente la sta facendo giocare titolare ha dovuto fare delle scelte obbligate, forzate dagli alti colli. E poi l’esempio che prende lei è proprio quello della panchina, crede che non conosciamo lo sport Italiano, pieno di collusioni e di scommesse? Magari si potesse scommettere sulle qualità tecniche e del set dei deejay: partendo da lei e a seguire molti dietro di lei, andrebbero tutti a casa perchè quando si scommette del denaro è come per i cavalli, si scommette sempre sullo stallone vincente.

Voglio specificare che la mia educazione nei suoi confronti caro Marco Faraone sarà sempre esemplare. Il mio invito nuovamente ed anche quello di molti deejay a cui prendo delle testimonianze è che lei si renda disponibile ad un confronto pubblico, dietro al giradischi, senza nessuna teconologia che la aiuti al mix, dove non parlerà la bocca ma solo il talento, ammesso che c’è ne sia da parte sua, cosa che dubito fortemente.

In questi giorni è bellissimo poi avere le conferme delle sue grandissime doti da “operatore di Call Center”, chiamando a destra e a manca tutti i suoi sostenitori che hanno rispettato gli appuntamenti di sputtanamento nei miei confronti sui social e su altre piattaforme, cercando di mettere in cattiva luce il mio operato e le verità che da anni il sistema vorrebbe che venissero fuori. Ma è il gioco, ed io democraticamente lo accetto con un accenno nei suoi confronti: lei e la sua cerchia di sostenitori non fermerete mai il mio operato sulle verità del nostro settore e a breve ne vedrà di cose interessanti.

I sostenitori che danno retta a tutto il mio operato, “sono tutti quei talenti che non hanno avuto una opportunità di mercato e che sono pronti a metterla al tappeto sul ring delle capacità”.

Molti ammettono che il mio modus operandi è molto provocatorio ma d’altronde sono anche io ad ammetterlo, ma è proprio questo mio modo di fare che sta scatenando le criticità di tutti, dato che con il vostro sistema la diplomazia di alto bordo e l’educazione standard serve a ben poco, anzi amplifica le vostre volontà nel tamponare questa situazione. Certo è che sono una persona molto pacifica e le stringerò comunque la mano se dovessi incontrarla, come avviene in tutte le discussioni democratiche.

Sicuramente con questa modalità di comportamento da parte vostra, confermate le mie teorie: per essere immessi sul mercato che conta o ci sono le giuste santificazioni dall’alto o non se ne fa nulla. Bhè caro Marco Faraone io a questo gioco non ci sto. Ed è anche vero che in molti clubs si ballano dei brani davvero pessimi sia sotto il profilo produttivo che sotto il profilo musicale solo perchè suonati da un nome che il mercato ha valorizzato come il suo per esempio.

I suoi sostenitori scrivono che lei è intoccabile: per me lei sotto il profilo produttivo possiede la sua credenziale ma dietro la consolle è solo polvere mediatica che il mercato continua a vendere attraverso il sistema del management di promozione e sono pronto a dimostrarlo in prima persona. 

Lei è un buon Producer Sign. Faraone e sicuramente ha classe sa dove? dietro ad un computer con il foglio di Ableton aperto ma non dietro una consolle dove si deve dimostrare il vero talento non solo il brano immesso sul mercato come “Break Dose” che è una traccia fantastica. Dietro la consolle contano altri elementi, di molteplici complessità, che mostrano nel dettaglio la completezza e la preparazione tecnica dell’artista.

Nel descrivere tutte queste testimonianze inerenti a questi “Big” (di solo nome come il suo) l’obbiettivo è dimostrare a molti come questi stessi nomi, quando arriva il momento di dimostrare nel dettaglio l’arte del deejaying, si danno alla fuga. Ma scusate io mi chiedo: siete dei deejay? il mercato e le agenzie vi vendono come deejay? perchè avete difficoltà ad effettuare un contest pubblico? Siete di troppo alto livello? Benissimo, possiamo solo imparare da voi allora, anzi, rilascereste delle testimonianze ai molti che vogliono risposte sulla vostra effettiva preparazione.  Ma come al solito, quando vi si fanno richieste specifiche, specie nell’arte del deejaying, via via, tutti che scappano.

Carissimo Marco Faraone mi spiega quale agenzia la sta facendo giocare titolare? Quali sono state le strade da lei utilizzate, premettendo che lei è molto sostenuto da Ralf e Luca Agnelli? Lo sa che il gossip Italiano è talmente imbecille da portare sul mercato nomi, che hanno semplici conoscenze con alti colli e quindi chi se ne frega del talento o non talento, ma lo si emette sul mercato solo per le semplici conoscenze? A buon intenditore poche parole……

Lei come è arrivato sul mercato? sono tantissimi gli addetti ai lavori che vorrebbero saperlo. Il gioco difatti è sempre lo stesso, costruire un nome cosa significa? affiancarle le prime collaborazioni; prime presenze nei club; foto con qualche Big magari dietro la consolle che riempie ancora più le immaginazioni della gente; primi book fotografici; e tanto altro ancora. Ma le manovre mediatiche sono ben diverse dalla preparazione che effettivamente dimostra se un artista vale o meno dietro l’altare, questo lei lo sa?

Molti deejay del settore validissimi si pongono delle domande: qual’è il passaggio di “meritocrazia” che fa passare un deejay dalle situazioni “Gavetta” alle consolle di locali importanti? La conferma negli anni riscontrata è stata sempre la stessa: raccomandazioni, spinte da parte di qualche manager che neanche conosce le qualità tecniche e artistiche di chi propone ma lo deve fare per cause di forza maggiore e tanto altro ancora, il tutto con comportamenti da puri sangue mercenario.  

Questo mio articolo su Marco Faraone vuole delineare, per vie generali, la situazione dell’attuale mercato che gioca sull’ignoranza della gente; mi preoccuperò di approfondire il lato artistico di Marco Faraone con delle testimonianze in esclusiva prossimamente. Questo primo è stato realizzato in risposta al suo post dove cerca in ogni modo di reclutare nuovi sostenitori per far semplicemente passare il suo messaggio. Se questo è il livello di un “Big” credetemi, siamo messi davvero malissimo.

Concludendo voglio dire: “Marco Faraone intoccabile?” Totò diceva: ma mi faccia il piacere.

Teo De Vita

 

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Commenti su: "Marco Faraone. L’intoccabile." (4)

  1. Gianmarco Pavi ha detto:

    faraone e agnelli fanno i dj grazie a ralf, è un dato di fatto.

  2. Claudio ha detto:

    Sei ridicolo Faraone.

  3. marco87 ha detto:

    Marco Faraone sei lo storpiamento di Agnelli, che a sua volta è uno storpiamento di Ralf

  4. tutti i nodi verranno al pettine le produzioni spaziali e soprattutto i dj set spaziali sono tutta un ‘altra cosa

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