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di Matteo De Vita

Quello che con le mie testimonianze otterremo con il tempo è la restituzione democratica delle consolle per chi le merita davvero. Il settore del deejay negli ultimi anni è stato letteralmente “sputtanato” da un sistema ignorante, viscido e mercenario, insomma un sistema dove l’ignoranza regna nel modo più assoluto. Intanto per questa guerra quello che posso dire ai tantissimi che seguono il mio operato, e che ringrazio, è che combatterò con tutto me stesso per cercare di ottenere quello che da anni attendiamo e cioè, le consolle ai veri deejay e a casa tutti i Bluff. 

Oggi vi parlo in modo molto marginale di un grandissimo deejay; un nome che da sicurezza, un guerriero della consolle, uno spagnolo con gli attributi che non parla mai, se non con il giradischi. La massima espressione di professionalità che fa da esempio a molti amanti dell’arte del deejay e quel tocco di classe che lo rendono unico.

Paco Osuna è uno di quei deejay a senso unico; cosa significa? piste da ballo sempre strapiene e massima professionalità dietro al giradischi. Con Paco potresti ballare l’impensabile: prima parte con sonorità techno, poi devia per il sound tech house e conclude in dirittura d’arrivo i set anche a 118 BPM facendoti percorrere, in una unica nottata, un bel vago giro su tutti i generi dell’apparato underground, in poche parole Paco Osuna è uno di quei deejay da pollice in su.

In Spagna, la sua nazione nativa è il numero uno, premiato più volte dalle organizzazioni di settore e dai giornali come uno di quei deejay che davvero ti sa mostrare che dietro la consolle tutte le componenti funzionano alla perfezione. Non solo pollice in su quindi, ma un elogio ad uno dei migliori deejay del mondo che stanno confermando, serata dopo serata, il loro vero valore.

Guardando i suoi video su DancetrippinTV oppure sbirciando sul materiale che si trova in rete si nota immediatamente come il vinile fa sempre da protagonista nei suoi set. Ottima dimestichezza sul mixer, specie quando gioca con i loop del traktor per chiamare cassa in un misto di effetti e di suoni; l’altra caratteristica che lo contraddistingue dalla massa è uno sguardo sempre attento alla consolle e al PC, per lui anche un errore minimo è segno di fallimento per la completezza e qualità del set.

Le sue origini sono tutte old school, dalla musica underground del 2000 fino ai giorni nostri a conferma che un deejay puro sangue, giusto per ribadire il concetto, utilizza la tecnologia con intelligenza e non come scappatoia. Per chi non conosce Paco Osuna consiglio innanzitutto di guardare uno dei suoi deejay set e per secondo farne tesoro dei suoi video perchè sia musicalmente, sia tecnicamente, sia umanamente Paco Osuna è un perfetto esempio da seguire.

Il suo palinsesto di partecipazioni è straordinario: dai piccoli festival in Spagna alle consolle di tutto il mondo. Ungheria, Italia, Germania, Spagna, Colombia, Belgio e molto altro ancora. L’elogio per un grande deejay come Paco arriva anche da molte associazioni di categoria Italiane di settore che negli anni continuano a supportarlo con i loro feedback.

La classe di questo deejay straordinario è visibile anche ad un occhio inesperto del nostro settore, e questo la dice molto credetemi.

Teo De Vita

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Commenti su: "Paco Osuna. Parla il giradischi." (2)

  1. salvatore ha detto:

    si certo.
    ma paco osuna
    come marco carola usano giradischi con i time code con traktor
    ed ha tempo manualmete non fanno proprio nulla e se prorio non mettono il sync c’e’ il progamma che ti dice perfettamente i BPM e quindi bisogna muovere i pich per arrivare alla stessa cifra della precedente traccia.
    Senti ti d’ho del tu perche’ siamo coetani
    io sono daccordissimo con le tue affermazioni
    ma mi trovo in netto disappunto quando osanni paco osuna e marco carola perche’ secondo me dovrebbero rientrare nel calderone di dj facilitati dalle tecnologie e non sono cultori o maestri del vinile come tu li hai descritti.
    Senti dato che mi sono permesso di scriverti e darti del tu
    io sono sfacciato e mi presento sono Salvatore
    attendo una tua replica tramite email
    un altra cosa tenevo a dirti io faccio il dj da piu’ di 20 a 13 anni i miei primi giradischi uno dello stereo di mio paed un altro regalatomi da un amico con un picth che aveva -5 +5
    questo per dirti che anche io ho iniziato con i dischi ma l’amore e la passione per il mixaggio mi ha portato a tutt oggi ad usare i controller
    da quelli di traktor a quelli di ableton
    e ti dico che non e’ per essere aggevolati nella messa a tempo
    ma secondo ,me e’ una questione di fantasia perche’ oggi chi ha un po di dimestichezza cioe’ tutti possono fare i dj pero’ la fantasia rimane per pochi quindi per essere differenti bisogna essere fantasiosi ed usando il traktor in sync con ableton puoi dar spazio a tutte le tue piu’ assurde fantasie musicali che hai in testa in tempi ridotti e margini di errore quasi dico quasi nulli
    dico quasi perche’ non sempre il tasto sync sincronizza a volte bisogna anche farlo a mano
    ti ripeto io sono daccordo ma io non ritornerei mai al giradichi perche’ mi sento stretto limitato a cambiare musica quando c’e’ il brek poche entrate nessun loop e creativita’ usata solo al 40% invece ora sento che quasiasi cosa mi passa per la testa ho i mezzi per poterla esprimere al 120%
    non dimentichiamoci che la musica e’ anche un linguaggio ed oggi al 2013 il linguaggio e’ in continuo aggiornamento ed anche tu dovresti fare un upgrade dal vinile al digitale
    in bocca a lupo per tutto
    ciao da salvatore

  2. parla il giradischi?
    guarda caso ho assistito a un suo dj set e i giradischi servivano solo per appoggiarci computer e cuffie.
    e qui stiamo solo parlando di aspetto tecnico.
    sul lato musicale,3 ore di set anonimo. 15 secondi di pausa e 15 secondi di cassa…a grandi linee come l’altro tuo idolo marco carola.
    complimenti per i tuoi gusti!

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