Archivio per settembre, 2013

Matteo De Vita intervistato dai “Figli di Iene”

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di Attivisti in Azione

L’attivista di San Giovanni Rotondo, sempre attento alle movimentazioni dell’informazione dei media Italiani, dopo aver accertato che il programma televisivo “le iene” ha censurato il video mandato in onda riguardante l’accaduto al blogger Andrea Mavilla, chiama in causa in modo immediato Alessandro Carluccio, che da tempo si oppone alla metodologia di informazione del programma di Italia Uno.

Matteo, chiedendosi da subito la motivazione sulla sparizione del video contatta Alessandro, bersagliere sulla lotta alla disinformazione. Il “video sparito” ritrae Andrea Mavilla, vittima di una perquisizione in casa e di un “eventuale abuso” di potere da parte dei carabinieri. Tutto questo per aver ripreso con la sua telecamera una grande punto d’ordinanza parcheggiata sulle strisce pedonali in controsenso e in prossimità di un semaforo.

Il video mandato in onda dalle Iene è stato l’unico, della puntata del 24 settembre, a non essere riportato nel dialog di tutti i servizi su video.mediaset.it

La domanda che tutti si pongono è: dov’è finito il video riguardante i Carabinieri?

Attendiamo ansiosi.

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Christian Vlad. Difetto di fabbrica.

NEWS-2di Matteo De Vita.

Il vero Cancro e la vera casta nel settore del deejay in Italia è rappresentato dall’informazione costruita in modo completamente distorto dalla realtà. Difatti da una parte c’è la “verità” e dall’altra parte ci sono i “media” con l’informazione. Intanto voglio farvi capire che sono due cose “separate” perchè nel settore del deejay non c’è il giornalista buono o il giornalista cattivo, difatti da una parte “c’è chi dice la verità” e dall’atra “dei servi” al servizio appunto di quello che il mercato vuole far passare per buono come concetto completamente lontano anni luce dalla verità.

L’altra sera, uno dei sostenitori mi contatta, dicendomi che Christian Vlad, conduttore di un noto programma televisivo che intervista gente del settore, ha pubblicato il seguente post sulle sue pagine che cita testualmente: “chi nn sa fare insegna e chi nn sa fare neanche quello fa i blog! Anche le lasagne di mia nonna sono le più autentiche ma la barilla vende di più! A certa gente bisognerebbe procurare l indirizzò di un ufficio di collocamento a San Giovanni rotondo così magari padre Pio fa il Miracolo e gli trova un lavoro Così da smettere di dire e scrivere cazzate. “La libertà di parola e stampa é sacrosanta ma nn scrivere cazzate è una cortesia x chi legge”.

Innanzitutto la prima domanda che farei al sign. Vlad è la seguente: come mai questo accanimento nei confronti della mia persona quando proprio lei non è mai stato tirato in causa? sign. Vlad lei è un deejay? quelli che lei ospita nella sua trasmissione poco ricca di contenuti e molto ricca di falsi poeti chi sono? ci farebbe la cortesia di farne esibire uno in diretta nazionale in modo da vedere come protagonista principale il giradischi e come protagonista secondaria la bocca?

Le dico questo perchè ho analizzato molte interviste da lei effettuate e non ha neanche l’idea di quanti quintali di balle hanno dichiarato i suoi ospiti su cui lei, da ottimo dipendente di un sistema, chinava il capo facendo passare per buono tutto quello che dicevano facendo arrivare una informazione completamente distorta al pubblico che la guarda da casa. 

Lei nel suo post dice che chi non sa fare insegna, benissimo, conosce le doti di chi non sa fare (anche se ho ben capito che si rivolge al sottoscritto) dietro al giradischi prima di aprire bocca? In poche parole lei dice che quelli che non sanno fare aprono i blog; perfetto, allora come mai il 90% dei personaggi che lei ospita ancora non aprono un blog? E poi, tralasciando sua nonna e le lasagne perchè porto rispetto per gli anziani, lei dice che quelli come me sparano cazzate; le dico una cosa: potrebbe dirci quali sono le cazzate?

Parlo di cazzate quando voglio la democrazia dietro le consolle? sono cazzate gli attuali risultati di un mercato che valorizza i nomi e non i talenti? è giusto pagare per ottenere successo? è giusto vedere personaggi che non sanno neanche come sia fatto un vinile rubare il lavoro ai veri deejay che magari sono a casa perchè non hanno il calcio nel sedere delle conoscenze o meglio ancora non hanno denaro da dare ai manager d’agenzia?

Puntualizzando poi la sua citazione su Padre Pio in questo contesto delinea il suo livello umano nei confronti di un Santo che ha migliorato la vita di molte persone ed il destino di una città come San Giovanni Rotondo, quindi prima di citare il nome di San Pio si lavi la bocca.

Mettiamo carne a cuocere immediatamente: dato che lei è un perfetto “difetto di fabbrica” del nostro settore, messo lì a fare interviste che a mio avviso destano moltissima perplessità sul livello dei contenuti, e dato che lei è stato bravissimo a ricordare l’operato del blog http://www.matteodevita.com che a suo avviso spara cazzate le dico quanto segue: “iniziamo a far parlare meno la bocca e molto di più il giradischi” perchè da quanto ho visto finora siete solo bravi ad attaccare e parlare per far passare i vostri messaggi, mentre io come DeeJay & “blogger” in questo caso, conoscendo le mie qualità tecniche, ci ho messo in prima persona la faccia sfidando i diversi bluff che il mercato offre. Avete paura di un confronto ad armi pari? Coerenza sign. Vlad, coerenza. Se punta il dito contro di me lo faccia bene e da uomo con gli attributi, non in questa metodologia da signorinella, con tutto il tutto il rispetto per le signorinelle.

Se lei, carissimo Vlad, vuole mettersi in fila per essere “parcheggiato” anche dietro la consolle, prenda il biglietto e aspetti il suo turno. Questa è una rivoluzione democratica che non ferma più nessuno e voglio ribadirle il concetto se non lo ha capito: quello che noi gridiamo è A CASA I DEEJAY FAKE. Fare un programma sui problemi che per esempio le ha mensionato Alex Gaudino no? Ci pensi!

Lei nel nostro settore caro Vlad rappresenta il “tutto al contrario di tutto”.

Cari sostenitori, io sono sempre qua nel metterci la faccia con tutti. Fatevi una domanda: come mai nessuno di questi nomi da me citati non viene dietro la consolle, davanti ad un pubblico neutrale, facendoci vedere cosa sa eventualmente fare dietro al giradischi zittendo definitivamente il De Vita che parla? Come sempre, fatevi delle domande e datevi delle risposte ma a mio avviso i bluff hanno una paura fottuta nel presenziare ad una sfida ad armi pari, dato che, ad armi pari vince chi è il migliore.

Teo De Vita

Marco Trani. Ci lascia un vero deejay.

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di Matteo De Vita

Un nome che sicuramente viene immediatamente ricordato per i suoi operati negli anni addietro come uno dei migliori deejay della nostra nazione. Oggi, 21 settembre 2013 ci lascia il grande Marco Trani, un deejay vero, un deejay spettacolare, uno che di mix ed unificazione dei suoni rientra nelle Top Ten dei deejay più importanti della nostra nazione.

Basta immediatamente visionare i diversi video che la rete offre per capire di chi stiamo parlando. E’ inutile un vero deejay lo riconosci dopo pochi minuti, difatti la massima padronanza della consolle, l’assoluta tranquillità nel controllo del mix, il totale liberismo nel selezionare dischi e nello stesso tempo far divertire migliaia di persone identificano in Marco l’assoluta e totale passione donata per questo lavoro. 

Negli ultimi 30 anni Marco, partito prima dalle situazioni locali in Roma e poi proiettato al mercato nazionale è stato per molti un esempio da seguire: difatti cari lettori che ormai mi seguite da tempo con onore voglio testimoniarvi che MARCO TRANI è sempre stato un professionista, MARCO TRANI ha sempre aiutato con dei consigli sani i nuovi nastri nascenti, MARCO TRANI non si è mai venduto al sistema, MARCO TRANI non è mai stato un deejay testa di legno schiavo delle agenzie come succede oggi, MARCO TRANI ha sempre saputo distinguersi per i suoi approcci musicali e di mix dietro una consolle, MARCO TRANI è un vero deejay e lo rimarrà in eterno perchè ha sempre tenuto alto il valore del nostro lavoro non svendendolo mai a nessuno.

Molti oggi lo ricordano, parlando delle cause della sua morte, io voglio ricordarlo invece per la sua vita piena di amore, piena di musica, piena di rispetto per il nostro lavoro, piena di emozioni.

A questo giro cari amici, il dolore è forte ma è anche gioioso sapere che lassù, l’amministratore del mondo aveva bisogno di un un vero deejay dietro la consolle per le serate in paradiso. Ci lascia il deejay dei ricordi, delle belle serate in discoteca, del sano divertimento; ci lascia un vero pezzo di storia. 

Caro Marco non voglio dirti riposa in pace ma ti dico quello che un vero clubber grida sempre a gran voce ad un vero deejay: ULTIMO ULTIMO ULTIMO ULTIMO ULTIMO ULTIMO ULTIMO ULTIMO ULTIMO………

Ciao Marco

Allarme Krokodil in Italia. La droga che scarnifica.

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Fonte scienza panorama.

KROKODIL – Ecco arrivata in europa la nuova potentissima droga “Krokodil”. La krokodil è una potente droga ancora poco conosciuta in Europa. Nonostante sia venuta alla ribalta già dal 2010 in Russia, per fortuna per il momento non è ancora molto famosa. Si tratta di un miscuglio di sostanze chimiche, è tre volte più potente dell’eroina ed ha un costo di gran lunga inferiore a qualsiasi droga in circolazione. La sua diffusione si sta velocizzando giorno dopo giorno, soprattutto perché è facile da produrre e procura potenti effetti.E’ composta da: Codeina (sostanza che si trova nei più comuni analgesici). Benzina, olio, detersivo industriale e iodio. E’ una droga che ti mangia dose dopo dose, attacca le ossa e sulla pelle si formano grandi piaghe, ragione per cui molto spesso si è costretti a ricorrere all’amputazione degli arti. Ora c’è il rischio che questa pericolosissima droga si diffonda anche in Italia.

Il primo, grave, allarme nei confronti della droga killer è arrivato in Italia lo scorso agosto, quando anche Panorama.it si occupò di Krokodil. Ora se ne torna a parlare, ma a che punto sono i controlli sulla diffusione di questo stupefacente, in grado di sciogliere la pelle e le ossa, e si far squamare proprio come un coccodrillo? Secondo gli esperti del Dipartimento Politche Antidroghe italiano, il monitoraggio del territorio è costante e tutti gli operatori sanitari sono stati allertati in modo da segnalare immediatamente eventuali casi nei quali si fossero imbattutti.

In campo è sceso il Sistema Nazionale di Allerta, a sua volta chiamato in causa da una segnalazione dell’Osservatorio Europeo sulle droghe e le tossicodipendenze OEDT, per la sempre maggiore diffusione di questa droga in Russia, fin dai primi anni 2000, in particolare in Siberia, e di recente anche in Germania (dal 2011 diversi i casi segnalati in territorio tedesco ). Il problema è anche la difficoltà nello scoprire eventuali casi, se non quando è troppo tardi. L’ingrediente principale di questo mix letale è la codeina, in Italia considerata uno stupefacente da oltre vent’anni (DPR 309/90). Questo principio, però, è lo stesso contenuto nei principali farmaci per calmare la tosse, l’emicrania o nei medicinali contro il mal d’orecchie dei bambini, anche molto piccoli. Da qui la facilità nel reperirla, per poter confezionare la “miscela” letale di Krokodil, con un semplice fai-da-te. Alla codeina, infatti, vengono aggiunti semplice detersivo industriale, benzina, olio e iodio. Sostanze tutte facili da reperire, tanto che la droga viene definita “da strada” in Russia, dove è molto diffusa, ma anche in Ucraina e Bielorussia, dove il consumo è aumentato.
“Siamo di fronte ad un mix di sostanze molto pericoloso” secondo quanto dichiarato da Giovanni Serpelloni , capo del DPA, “che dopo essere stato “cucinato” a domicilio, viene iniettato per endovena dai tossicodipendenti, immeidatamente con gravi ed irreparabili danni ai tessuti”. Secondo il DPA in Italia non ci sono al momento casi, ma l’attenzione è massima e l’invito è chiarissimo: “Vogliamo ricordare ai consumatori di evitare qualsiasi assunzione di questa sostanza in caso ne venissero in contatto, e agli operatori di segnalare immediatamente eventuali casi riscontrati al Sistema di Allerta, attivando contemporaneamente cure antibiotiche in ambiente specialistico”.
Gli effetti di Krokodil, infatti sono devastanti fin dalle primissime assunzioni: dopo le prime due iniezioni in endovena si crea dipendenza. Al primo contatto con i tessuti interni, li danneggia in modo irreparabile, dissolvendo il tessuto ossseo, mentre la pelle si squarcia, con la formazione di grosse piaghe, a volte così spesse da rendenre necessaria l’amputazione degli arti. La speranza di vita di chi assume Krokodil in modo continuativo è bassissima: da 1 a 3 anni. Solo 1 tossicodipendente su 100 riesce a disintossicarsi. Solo in Russia si stima che 100.000 ragazzi muoiano ogni anno per colpa di Krokodil, su una popolazione 2,6-6 milioni di tissicodipendenti. Tutti sono giovanissimi: l’età media è inferiore ai 30 anni, ma ci sono anche 12enni che ne fanno uso.
La diffusione di Krokodil nell’ex Unione sovietica, d’altro canto, è facilitato dal fatto che viene considerato un’alternativa più economica alla eroina. Ma la desomorfina, nome scientifico del principio attivo derivato dalla codeina, è anche molto più potente della morfina: fino a 8-10 volte in più. Inventata nel 1932 negli Stati Uniti, venne subito subito impiegata come potente analgesico, come la morfina dalla quale appunto deriva.

 

Paola Iezzi. Ora ti senti rinascere?

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di Matteo De Vita.

Cantate tutti insieme a me: “Vamos a bailar, Esta vida nueva, Vamos a bailar Na i Na i Na – Vamos a bailar, Esta vida nueva, Vamos a bailar naaaaaaa a aaaaaa”.  La ricordate? certamente si. Ma dopo il progetto denominato Paola & Chiara che con questo tormentone ha portato a casa sicuramente una delle più importanti remunerazioni sul mercato nazionale, Paola, una delle due cosa ha festeggiato negli ultimi giorni? vi rispondo subito: “un anno di attività come deejay professionista”.

È ormai una realtà non più sostenibile, difatti per vie generali (ogni riferimento è puramente casuale) quando certi episodi mettono spengono il riflettore su determinati personaggi del gossip, della moda, cantanti, attrici, pornostar, gieffini e molto ancora sembra incredibile ma la “SCAPPATOIA” più semplice è quella di montare su un consolle. E già, perchè i grandi impresari che rappresentano questi signori il “giochetto” credono di averlo imparato alla perfezione: un loro artista è uscito dai giochi che contano? nessun problema, per marciare fino all’ultimo spicciolo basta mandarli dietro una consolle, un paio di applausi e foto, il cuoricino che tutti amano, un paio di cuffie belle grosse ed il gioco è fatto. Ad oggi solo il nostro operato storico contro i deejay fake sta portando un minimo risultato.

Ma analizziamo Paola Iezzi: l’altro giorno ero in una riunione e ad un tratto mi spunta fuori un link; lo apro e leggo che Paola Iezzi festeggia il suo primo anno da deejay. A primo impatto ho pensato che era uno scherzo ma verificando la fonte poi ho riscontrato l’esatto contrario. Immediatamente mi misi in contatto con un impresario di milano che mi ha addirittura confermato che al BAR BLANCO effettuerà un deejay set di ben 90 minuti. Quando ho sentito “si si Matteo 90 minuti di set” mi sono tranquillizzato: e già dato che Paola Iezzi non ha mai eseguito quello che davvero si può definire un deejay set di livello, anche perchè sappiamo che nello standard, un professionista effettua dalle 4 alle 6 ore di set.

Ma come al solito le domande vanno anche alla Paola Iezzi a cui chiedo: ha mai pensato anche lei di entrare nel campo della moda? lei sa cosa significa maneggiare il giradischi? come mai dopo il progetto Paola & Chiara, con pochissime conoscenze sull’arte del deejay ha deciso di intraprendere questo lavoro? è stata una sua idea? 

Gentile Paola Iezzi io capisco la sua passione per la musica, ma in questo frangente dichiarare che lei ha chiuso un anno di attività come deejay e ha anche il coraggio di festeggiarlo, non le sembra troppo azzardato? potremmo avere l’onore di ospitarla dietro al giradischi per capire queste nuovissime doti da deejay come sono venute fuori? non voglio entrare nel dettaglio ma dato che la rete e molti altri che combattono questa causa con il motto “bluff a casa e deejay dietro le consolle” la considerano una “non deejay” potrebbe toglierci immediatamente il dubbio? ma parliamoci chiaro: lei è una deejay?

Io credo che lei, essendo una professionista in ambito cantanti, non ha nessun problema a confronti democratici ed in questo caso dimostrativi.

Per il resto se non accetterà il nostro invito le conseguenze democratiche nei suoi confronti saranno in puro stile “old school”; cosa significa? cercheremo di mostrare a tutti che lei è semplicemente dimostrazione di un sistema che VALORIZZA NOMI E NON TALENTI.

In questa mia ulteriore testimonianza, l’obbiettivo principale è aver onorato tutto il mio operato che mette in evidenza appunto nomi che con la vera arte del deejaying sono completamente distanti, compreso naturalmente quello di Paola Iezzi.

A Paola Iezzi dedico un piccolo pezzo della sua stessa canzone: canti insieme a me Paola – “se qualche volta ho creduto che, fosse impossibile, ora mi sento rinascere, senza te dietro una consoleeeeeeeeeeeee” e via con il ritornello………….

Come sempre: Fatevi delle domande e datevi delle risposte.

Teo De Vita

LETTERA APERTA A SALVATORE ANGELUCCI

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di Gocce di Veleno (fonte – Technobar.com)

Il “Deejay”  Salvatore Angelucci (per le fans “sasi” o “asal” ) per chi non lo sapesse è un ex tronista di “uomini e donne” noto programa televisivo di Maria de Filippi.

Fin qui niente di male, ognuno è libero di fare quello che vuole compreso il “tronista”,  se qualcuno paga (pure bene) queste persone per rimanere sedute su una sedia a far finta di cercare l’amore in mezzo ad un “harem” di ragazze pronte a qualunque cosa (o quasi) per avere qualche minuto di “celebrità” evidentemente vuol dire che c’è un mercato e se c’è un mercato, la legge dell’economia mi suggerisce che c’è anche una buona domanda del prodotto.

Anche se la tentazione di sparare nel mucchio è tanta , in realtà con gente come Angelucci e sopratutto la De filippi (che a differenza del nostro tronista , da autrice del programma un  minimo di competenze professionali nel suo campo deve averle per forza) non posso prendermela più di tanto perchè per quanto il loro programma sia qualitivamente uno dei più osceni della storia della televisione italiana, loro non fanno altro che “vendere un prodotto”  e se poi ci sono tante , troppe persone che questo ”prodotto” lo “acquistano”  la colpa più che di Maria De filippi e di di Salvatore Angelucci è di chi dalla stanza dei bottoni sta continuando a lavorare  per alimentare questa degenerazione culturale che sta portando il nostro paese allo sfascio più totale.

Fatta questa premessa, il problema che ci riguarda più da vicino, è che se la De filippi per ora continua a limitarsi alla televisione, il nostro tronista al contrario, infatti ha deciso approfittare della propria notorietà per intraprendere la carriera di “deejay” saltando in un solo colpo (alla faccia di chi davanti ai giradischi ci lascia ogni giorno sangue, sudore e sopratutto tanta passione) la famosa “gavetta” che ti permette nel tempo di presentarti nelle consolle importanti con un minimo di professionalità e maturità artistica.

A questo punto , dando per scontato che il buon Angelucci qualitivamente parlando non è nemmeno lontanamente paragonabile a mostri sacri come David Morales e Frankie Knuckles che compaiono con lui (non so quanto contenti di questa cosa) nel rooster della Omniverse Production ed oggi addirittura protagonista in Cadenza vogliamo lanciare un appello allo stesso Angelucci con una breve lettera aperta:

Caro “Sasi”,

per favore, se ami la musica Elettronica fai un passo indietro e prova a diventare un buon deejay partendo dal basso come tutti gli altri.

Credimi … se ti fanno condividere le consolle con gente come Luciano non è perchè sei un mostro della consolle ma perchè grazie alla tua notorietà riesci ad attirare un buon numero di persone (paganti) alle quali magari della musica di Luciano non frega assolutamente nulla ma che,  sono disposte a pagare un biglietto per vedere il tronista di “uomini e donne”. 

Se a muoverti è una sana passione per la musica non credi che tutto ciò sia un pò umiliante? non ti piacerebbe essere apprezzato per le tue REALI capacità artistiche piuttosto che per i tuoi addominali scolpiti? 

Caro “Sasi” ripeto, se hai un pò di passione per questo mondo fai un passo indietro, se invece al contrario il tuo abbiettivo è solo quello di portarti a casa un pò di soldini e mantenere visibilità anche a discapito della qualità della serata a cui partecipi beh, sei liberissimo di continuare a farlo ma sappi che con questo comportamento stai facendo un grosso danno all’intero movimento e a tutti quei deejay molto più bravi di te che magari dopo anni e anni di esperienza , sudore, sangue e tanta tanta passione si vedono scavalcati da un “idolo delle ragazzine” qualunque. 

I gestori, che da professionisti guardano (legittimamente) all’incasso della serata finchè sarai famoso, continueranno a farti suonare magari ti diranno pure che sei bravo ma, credimi nonostante questo, per essere artisticamente degno di condividere la consolle con certi artisti devi fare ancora tanta, tanta …. tantissima strada.

Senza Rancore.

L’Eurospin delle Tracce.

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di Matteo De Vita

Oggi immettersi sul mercato musicale è diventato semplicissimo. Se per diventare deejay si affronta quantomeno un acquisto base per la somma di 2000 Euro, per diventare produttore ancora meno. Certo, voi immediatamente mi direste che affrontare la spesa che porti all’acquisto del materiale base per uno studio di registrazione, significa spenderne almeno il doppio. E invece no, oggi non conta più neanche quello: difatti ci ho lavorato per un pò di tempo ma dopo circa 20 giorni di duro lavoro abbiamo avuto le conferme che cerchiamo.

Fino a questo momento con il Blog, ottimo strumento di comunicazione, ho cercato di parlare delle problematiche del nostro settore ma specialmente ho parlato nei confronti dei “deejay bluff” per portare in evidenza l’operato dei manager d’agenzia che parcheggiano dietro le consolle molti elementi che “pagano mazzette” oppure “investono denaro sulla propria immagine effettuando le solite 4/5 manovre di marketing” trascurando in modo totale le capacità che effettivamente si possiedono nell’intraprendere una carriera musicale come quella del deejay. In maggior percentuale, l’attuale mercato non vende assolutamente dei deejay ma dei “bluff” che hanno fatto della tecnologia il loro parafulmine per eccellenza. Molti continuano a ribadire il concetto della selezione musicale e stop, per loro tutto il resto poco conta, io invece dico che sono i molti che appunto continuano a scappare dalle effettive qualità che ci vorrebbero per essere davvero dei deejay completi e di livello. 

Bene, dopo il “dilettantismo puro” in ambito consolle passiamo all’altrettanto “dilettantismo puro” in ambito produzioni di un brano che completa il quadro della situazione, confermando in modo costante una intensificata “falsità” esistente nel nostro settore.

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Esistono organizzazioni nazionali ed internazionali che effettuano la vendita di tracce complete, divise per generi, ed anche con un listino prezzi che classifica la qualità della traccia in vendita. Volendo fare un discorso molto semplificato, una organizzazione inglese per esempio ha un tariffario ben preciso: parte da 300 euro fino ad arrivare a tracce che costano anche 1.200 euro. Tutto si gioca in base a quanto si vuole spendere ed il prezzo lievita in base alla qualità della traccia. Non parlo di legalità o meno, ma la meritocrazia? le capacità di un produttore? suonare una traccia pubblicata a proprio nome ma comprata da una organizzazione o da uno studio non è da sfigati? 

Le mie indagini partono sempre dal basso, difatti questo nuovo metodo permette di acquistare quella falsa meritocrazia composta da tracce che non sono farina del proprio sacco, quindi false tracce. Queste organizzazioni, una di queste la “Producer Factory” ti assicura il massimo della qualità, ed anche un seguito, fatto di feedback e support di grandi artisti. Le frasi utilizzate per “spulciare denaro” sono sempre le stesse, e ci riescono a quanto pare: “noi siamo la strada per il tuo successo” – “solo con noi le tracce migliori” – “basta spendere denaro inutile: da oggi il tuo studio di registrazione siamo noi” etc etc... Nel caso in cui, nella gamma di prodotti in vendita, non si riesce a trovare la traccia che piace, c’è la possibilità di avere anche un tuo consulente personale a cui spiegare le modalità di suoni che si desiderano per la traccia personalizzata in modo che il consulente possa strutturarla in base alle esigenze richieste. Ma vi rendete conto? Molti di voi che sicuramente guardano questo articolo rimarranno poco sorpresi proprio perchè magari i primi ad essere clienti di queste compagnie, che oltre alla traccia, per dare la massima credibilità sullo stato delle capacità del producer, vendono anche il progetto creato con il sequencer di riferimento per rendere il tutto più professionale, in modo che in eventuale esigenza si possa far vedere ad eventuali label o promotori che la traccia corrisponde ad un progetto elaborato in prima persona e presente addirittura sul computer del producer che ha comprato la traccia. Ragazzi diciamocelo: le hanno studiate proprio tutte. 

Oggi la credibilità non si assembla mattone per mattone, con anni di lavoro e sudore dalla fronte. Oggi si compra tutto, anche la credibilità. Il mercato delle tracce in Italia per esempio, frutta a queste organizzazioni oltre 6 milioni di euro l’anno. Io non voglio parlare di legalità perchè il loro operato è legale a tutti gli effetti. La domanda ai molti “bluff”, clienti di queste organizzazioni nasce spontanea: ma con quale coraggio vi prendete il merito per cose che non avete mai fatto? con quale faccia suonate un brano che di vostro possiede solo il nome perchè lo avete comprato con il denaro? dopo aver suonato queste tracce comprate e tornate a casa, con quale faccia vi guardate allo specchio? 

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Questo vero e proprio EUROSPIN delle tracce è a disposizione di tutti, accantonando la meritocrazia, il talento e tutto il resto; un modo completamente perverso di macchiare e falsificare anche il mercato delle produzioni. La domanda che mi sono fatto però è la seguente: il vero talento che ha prodotto la traccia, venduta poi da queste organizzazioni perchè ha deciso di operare in questo modo? Diverse sono le risposte: la prima risposta sicuramente riguarda il denaro; la seconda risposta è anche la consapevolezza da parte di questi produttori, di sapere che oggi, guadagnare denaro vero dietro alla vendita delle tracce non è più possibile, allora per chi sa usare bene il computer e sequencer musicali conviene vendere le tracce e dietro ad esse, vendere la meritocrazia, il talento, e tutte le conseguenze che quella traccia possa o meno riportare come risultato.

In Italia ben il 90% dei nomi che si vendono come deejay/producer sul mercato, operano in questo modo, comprando le tracce. Io credo che, analizzando nel dettaglio soggetto per soggetto e verificandone le effettive capacità prima dietro al giradischi e poi dietro ad un computer, pochi davvero sarebbero quelli che dimostrerebbero talento in entrambe i settori. Troppa banalità amici, troppa, ed io credo anche che un vero talento dovrebbe essere isolato perchè se non lo è, c’è qualcosa che non va.

Dopo le produzioni, lo stesso discorso andrebbe fatto per le consolle: tecnicamente parlando io per esempio, a parte la scelta musicale, non vedo talenti in giro ma molti replay che si ripetono in giro per l’europa eseguendo dei set sempre monotoni e poco originali. Mi spiego meglio: sotto il profilo tecnico mi sapreste dire ad esempio le differenze nel set tra Cuartero & Ilario Alicante? Io non vedo differenze tecniche ma solo stili musicali differenti e se pensiamo che il deejay sia solo questo, cioè differenza musicale e non qualità tecnica e di unificazione dei suoni, allora siamo tutti in rotta di collisione.

Adesso domandiamoci tutti: qual’è il colmo per un deejay? io dico esibirsi con set preregistrati. E il colmo per un producer? io dico comprarsi le tracce;

E’ proprio vero allora che quelli che creano sono rari e quelli che non creano sono numerosi, quindi questi ultimi sono più forti.

Io non riuscirei a dormire sapendo di aver avuto un riconoscimento per qualcosa che non è farina del mio sacco e tutto ciò è triste,molto triste. Come smaschereremo questi Bluff quindi? Portando in evidenza, con tutto il nostro operato, le loro vere “non capacità”. Ecco perchè andremo dietro le consolle delle discoteche, effettueremo tutorial con produttori di livello, per mostrare a tutti il vero lato dei molti nomi che hanno comprato tutto con il denaro e non con il merito.

Come sempre, fatevi delle domande e datevi delle risposte.

Teo De Vita.

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