L’Eurospin delle Tracce.

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di Matteo De Vita

Oggi immettersi sul mercato musicale è diventato semplicissimo. Se per diventare deejay si affronta quantomeno un acquisto base per la somma di 2000 Euro, per diventare produttore ancora meno. Certo, voi immediatamente mi direste che affrontare la spesa che porti all’acquisto del materiale base per uno studio di registrazione, significa spenderne almeno il doppio. E invece no, oggi non conta più neanche quello: difatti ci ho lavorato per un pò di tempo ma dopo circa 20 giorni di duro lavoro abbiamo avuto le conferme che cerchiamo.

Fino a questo momento con il Blog, ottimo strumento di comunicazione, ho cercato di parlare delle problematiche del nostro settore ma specialmente ho parlato nei confronti dei “deejay bluff” per portare in evidenza l’operato dei manager d’agenzia che parcheggiano dietro le consolle molti elementi che “pagano mazzette” oppure “investono denaro sulla propria immagine effettuando le solite 4/5 manovre di marketing” trascurando in modo totale le capacità che effettivamente si possiedono nell’intraprendere una carriera musicale come quella del deejay. In maggior percentuale, l’attuale mercato non vende assolutamente dei deejay ma dei “bluff” che hanno fatto della tecnologia il loro parafulmine per eccellenza. Molti continuano a ribadire il concetto della selezione musicale e stop, per loro tutto il resto poco conta, io invece dico che sono i molti che appunto continuano a scappare dalle effettive qualità che ci vorrebbero per essere davvero dei deejay completi e di livello. 

Bene, dopo il “dilettantismo puro” in ambito consolle passiamo all’altrettanto “dilettantismo puro” in ambito produzioni di un brano che completa il quadro della situazione, confermando in modo costante una intensificata “falsità” esistente nel nostro settore.

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Esistono organizzazioni nazionali ed internazionali che effettuano la vendita di tracce complete, divise per generi, ed anche con un listino prezzi che classifica la qualità della traccia in vendita. Volendo fare un discorso molto semplificato, una organizzazione inglese per esempio ha un tariffario ben preciso: parte da 300 euro fino ad arrivare a tracce che costano anche 1.200 euro. Tutto si gioca in base a quanto si vuole spendere ed il prezzo lievita in base alla qualità della traccia. Non parlo di legalità o meno, ma la meritocrazia? le capacità di un produttore? suonare una traccia pubblicata a proprio nome ma comprata da una organizzazione o da uno studio non è da sfigati? 

Le mie indagini partono sempre dal basso, difatti questo nuovo metodo permette di acquistare quella falsa meritocrazia composta da tracce che non sono farina del proprio sacco, quindi false tracce. Queste organizzazioni, una di queste la “Producer Factory” ti assicura il massimo della qualità, ed anche un seguito, fatto di feedback e support di grandi artisti. Le frasi utilizzate per “spulciare denaro” sono sempre le stesse, e ci riescono a quanto pare: “noi siamo la strada per il tuo successo” – “solo con noi le tracce migliori” – “basta spendere denaro inutile: da oggi il tuo studio di registrazione siamo noi” etc etc... Nel caso in cui, nella gamma di prodotti in vendita, non si riesce a trovare la traccia che piace, c’è la possibilità di avere anche un tuo consulente personale a cui spiegare le modalità di suoni che si desiderano per la traccia personalizzata in modo che il consulente possa strutturarla in base alle esigenze richieste. Ma vi rendete conto? Molti di voi che sicuramente guardano questo articolo rimarranno poco sorpresi proprio perchè magari i primi ad essere clienti di queste compagnie, che oltre alla traccia, per dare la massima credibilità sullo stato delle capacità del producer, vendono anche il progetto creato con il sequencer di riferimento per rendere il tutto più professionale, in modo che in eventuale esigenza si possa far vedere ad eventuali label o promotori che la traccia corrisponde ad un progetto elaborato in prima persona e presente addirittura sul computer del producer che ha comprato la traccia. Ragazzi diciamocelo: le hanno studiate proprio tutte. 

Oggi la credibilità non si assembla mattone per mattone, con anni di lavoro e sudore dalla fronte. Oggi si compra tutto, anche la credibilità. Il mercato delle tracce in Italia per esempio, frutta a queste organizzazioni oltre 6 milioni di euro l’anno. Io non voglio parlare di legalità perchè il loro operato è legale a tutti gli effetti. La domanda ai molti “bluff”, clienti di queste organizzazioni nasce spontanea: ma con quale coraggio vi prendete il merito per cose che non avete mai fatto? con quale faccia suonate un brano che di vostro possiede solo il nome perchè lo avete comprato con il denaro? dopo aver suonato queste tracce comprate e tornate a casa, con quale faccia vi guardate allo specchio? 

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Questo vero e proprio EUROSPIN delle tracce è a disposizione di tutti, accantonando la meritocrazia, il talento e tutto il resto; un modo completamente perverso di macchiare e falsificare anche il mercato delle produzioni. La domanda che mi sono fatto però è la seguente: il vero talento che ha prodotto la traccia, venduta poi da queste organizzazioni perchè ha deciso di operare in questo modo? Diverse sono le risposte: la prima risposta sicuramente riguarda il denaro; la seconda risposta è anche la consapevolezza da parte di questi produttori, di sapere che oggi, guadagnare denaro vero dietro alla vendita delle tracce non è più possibile, allora per chi sa usare bene il computer e sequencer musicali conviene vendere le tracce e dietro ad esse, vendere la meritocrazia, il talento, e tutte le conseguenze che quella traccia possa o meno riportare come risultato.

In Italia ben il 90% dei nomi che si vendono come deejay/producer sul mercato, operano in questo modo, comprando le tracce. Io credo che, analizzando nel dettaglio soggetto per soggetto e verificandone le effettive capacità prima dietro al giradischi e poi dietro ad un computer, pochi davvero sarebbero quelli che dimostrerebbero talento in entrambe i settori. Troppa banalità amici, troppa, ed io credo anche che un vero talento dovrebbe essere isolato perchè se non lo è, c’è qualcosa che non va.

Dopo le produzioni, lo stesso discorso andrebbe fatto per le consolle: tecnicamente parlando io per esempio, a parte la scelta musicale, non vedo talenti in giro ma molti replay che si ripetono in giro per l’europa eseguendo dei set sempre monotoni e poco originali. Mi spiego meglio: sotto il profilo tecnico mi sapreste dire ad esempio le differenze nel set tra Cuartero & Ilario Alicante? Io non vedo differenze tecniche ma solo stili musicali differenti e se pensiamo che il deejay sia solo questo, cioè differenza musicale e non qualità tecnica e di unificazione dei suoni, allora siamo tutti in rotta di collisione.

Adesso domandiamoci tutti: qual’è il colmo per un deejay? io dico esibirsi con set preregistrati. E il colmo per un producer? io dico comprarsi le tracce;

E’ proprio vero allora che quelli che creano sono rari e quelli che non creano sono numerosi, quindi questi ultimi sono più forti.

Io non riuscirei a dormire sapendo di aver avuto un riconoscimento per qualcosa che non è farina del mio sacco e tutto ciò è triste,molto triste. Come smaschereremo questi Bluff quindi? Portando in evidenza, con tutto il nostro operato, le loro vere “non capacità”. Ecco perchè andremo dietro le consolle delle discoteche, effettueremo tutorial con produttori di livello, per mostrare a tutti il vero lato dei molti nomi che hanno comprato tutto con il denaro e non con il merito.

Come sempre, fatevi delle domande e datevi delle risposte.

Teo De Vita.

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Commenti su: "L’Eurospin delle Tracce." (5)

  1. ciaociao94 ha detto:

    Perchè non parli anche di quelli che si comprano i pacchetti per avere “mi piace” sulle loro pagine artisti?

  2. DJ FRANKO ha detto:

  3. Roger Stiller ha detto:

    Io fossi in te…come ti ho gia detto mi concentrei sull’altro versante del problema..MOLTO PIU GRAVE..Ossia… è APPURATO che ci sono fenomeni del genere :
    Chi compra tracce
    Chi compra Fan
    Chi è “Diversamente Dj”
    Chi va a dei Cachet ridicoli
    Chi paga per suonare ( nuovo trend)

    e cosi via….

    Parliamo un pò delle Organizzazioni e Organizzatori/PR ( che ricordo in Italia COMANDANO più del propietario ) che abboccano a questi “immprenditori” ( scritto voluamente con 2 m) ( perchè uno che spende per poi avere è un imprenditore e non un artista )
    Sono loro il vero cancro.e stanno pilotando il Titanic contro l’iceberg….
    Ciao !
    Roger Stiller

  4. Elettra Dj ha detto:

    Esiste gente che in realtà non sa manco cose un sequencer e grazie hai soldi a scalato le vette , fantastico.

  5. mandragora ha detto:

    Le effettive capacità di un producer non si misurano “dietro ad un computer”. Produrre un brano esclusivamente col PC è squallido e umiliante quanto proporre un djset “techouse” in sync con Traktor. Andate a lavorare.

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