Archivio per novembre, 2013

Matteo De Vita fonda la Broker’s Consulting.

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di Nadine Ferrero

Un’agenzia di Brokeraggio Multimodale dedita allo sviluppo del territorio e alla produttività d’impresa. E’ questo il nuovo prodotto lanciato da Matteo De Vita (Broker del Consorzio Romano Coneas da 2 anni) che principalmente si occuperà di far ottenere credito alle imprese tramite istituti bancari esteri, tutelarle dalla tassazione attuale che ha raggiunto la vetta media del 78%, coinvolgerle nei nuovi mercati con apertura di società veicolo con sede a Londra, Lugano, Dubai. Con il supporto di Broker’s Consulting sarà possibile acquistare società precostituite oppure costituirne di nuove secondo le tue esigenze, impiantare industrie e gestire e tutelare la tua proprietà intellettuale. La società fondata da De Vita darà supporto alle imprese in base al business che vorranno condurre.

Matteo De Vita: è stato per me di fondamentale importanza partire con questo nuovo progetto dedito allo sviluppo d’impresa con strumenti completamente nuovi da inserire nel mercato Italiano. L’impatto è stato molto gradevole, specie per molti imprenditori che hanno la necessità di tutelare il proprio patrimonio immobiliare nei confronti delle tassazioni massive come appunto quella Italiana. Le tipologie di prodotti variano a seconda delle esigenze della nostra clientela, per farla breve in base alla necessità strutturale e progettuale del cliente la mia attività è quella di costruirgli un collaterale che lo tuteli da eventuali ripercussioni fiscali, bancarie e societarie.

Società offshore, conti offshore, business offshore, Equity, Trading, Finanza Straordinaria, Leasing Strumentale.

Il servizio di Broker’s Consulting è anche quello della costituzione di società offshore. Con offshore si intende un termine generalmente utilizzato impropriamente per indicare imprese create in centri finanziari con un livello di imposte molto basso, che di solito si trovano su isole (come le Isole Cayman o le Bahamas o le Seychelles) ma non necessariamente. Spesso utilizzato come sinonimo di paradiso fiscale.

Queste società sono spesso usate per proteggere l’identità del proprietario o beneficiario di determinati beni, per vari motivi oppure per ridurre in qualche modo la pressione fiscale di altri paesi. In realtà, proprio perché non è illegale, tutte le multinazionali hanno società offshore costituite in paesi dal regime fiscale agevolato, per una più accettabile tassazione degli utili. Questo solitamente viene studiato dai manager delle compagnie attraverso lo strumento dell’ingegneria finanziaria. Esistono paesi indicati in black list dagli uffici tributari italiani, quindi chi apre società offshore in paesi inseriti in apposite black list, rimarranno comunque sottoposte a indeducibilità.

Matteo De Vita: le off-shore rappresentano il futuro imprenditoriale di molti imprenditori capitalizzati che non vogliono ricevere ripercussioni mediatiche. Molti con il termine off-shore pensano solo al paradiso fiscale cosa assolutamente errata. Identificate le off-shore come uno degli strumenti maggioritari di tutela che porteranno al portafoglio clienti di Broker’s soggetti con grandi capacità economiche da tutelare. Naturalmente le operazioni di consulenza saranno anche operazioni di operatività dato che personalmente mi occuperò anche di Internazionalizzazione. 

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Sciopero Generale 9 Dicembre. Il principio della rivoluzione.

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di Alessandra De Angelis

E’ stata lanciata su Facebook l’iniziativa di unmaxi sciopero generale per paralizzare l’Italia il prossimo 9 dicembre 2013. La proposta parte da diverse organizzazioni, tra le quali il Movimento Forconi, il Movimento autonomo autotrasportatori e il Co.Spa.
Obiettivo: bloccare tutti i valichi di frontiera, porti, aeroporti, pompe di benzina, raffinerie, panifici, rivendite di bombole, strade e autostrade; lasciare passare solo le ambulanze per non creare disagio negli ospedali. Una protesta contro la classe politica: si chiede a tutta l’Italia “che produce” di fermarsi a partire dal 9 dicembre e per almeno tre settimane. Ma sono invitati a scendere in piazza anche disoccupati, precari, studenti e tutti coloro che vogliono dire basta alla distruzione del Paese.
Nel manifesto si legge: “ci hanno accompagnati alla fame, hanno distrutto l’identità di un paese, hanno annientato il futuro di intere generazioni…”, poi la minaccia “ quando un governo non fa ciò che vuole il popolo va cacciato con mazze e pietre”.

Rivoluzione popolare 9 dicembre 2013: commenti e adesioni

Online molti commenti e anche parecchie perplessità: c’è chi è convinto che si tratterà dell’ennesima protesta morta sul nascere. In molti lamentano la mancanza di un’organizzazione capillare, con informazioni precise su luoghi e orari. Si lamenta anche la mancanza di un programma ben delineato: ok il blocco ma per quali fini? Cosa si vuole ottenere concretamente?

Ma sono tante anche le adesioni allo sciopero ad oltranza (ribattezzato anche “la marcia della dignità”): i gruppi più attivi si registrano inSardegna anche se ovviamente il blocco delle strade nell’isola deve tener conto della situazione di emergenza post alluvione posto che quella resta la priorità. Su Facebook è un vero tam tam ma si ribadisce nelle pagine e nei gruppi che dal 9 dicembre la partecipazione è nelle strade: non è ammessa indignazione virtuale.

AAA”Riccardo Amnesia”Milan – Un dilettante da 4 Soldi

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di Matteo De Vita

Dopo un periodo apparentemente tranquillo, rieccoci nuovamente alle solite. Inutile dirvi che, anche se non ci si sente da un mesetto circa, la nostra nazione continua la sua fase di “Sfornamento di Bluff Dee Jay” come nelle catene di produzione delle grandi industrie.

Oggi mi sposto però su quelli che vantano il proprio operato a gran voce ma che nella fattibilità contano quanto gli ASSI quando regna BASTONE. Parlo dei direttori artistici ovviamente: quelli che sfociano le loro potenzialità ma non conoscono il mondo della notte; quelli che hanno vestiari indossati per migliaia di euro e che pagano le rate per vestire in quel modo; quelli che fanno una foto con il “Bluff di turno” e credono di essere diventati i padroni delle movimentazioni artistiche in determinati luoghi.

Uno in particolare ha acceso la mia attenzione: mi ricordo che scrisse contro la mia persona uno stato su facebook che delineava il totale fallimento di questa battaglia, un certo Riccardo. Ebbene si, purtroppo quando i fallimenti dei direttori artistici toccano il fondo, tutto può servire per accendere le attenzioni su di loro, naturalmente attaccare anche Matteo De Vita che non chiede altro di tutelare il settore del deejay con degli equilibri a favore della produttività, cercando di non uccidere ulteriormente questo settore che ormai è prossimo al fallimento.

Ma tutti voi non vi siete fatti una domanda: ma perché siamo prossimi al fallimento? Le risposte sono tante e voglio schematizzarle in modo che possiate far girare questo urlo che viene dai deejay professionisti:

– siamo prossimi al fallimento perchè i deejay non sono tutelati dalla legge; – siamo prossimi al fallimento perchè siamo sottopagati; -siamo prossimi al fallimento perchè troppi dalla sera alla mattina si sentono deejay professionisti acquistando una consolle da 70 euro; – siamo prossimi al fallimento perchè i direttori artistici (razza infame) hanno ben accese le loro lenti di ingrandimento quando mettono sul tavolo le consolle di locali conosciuti sui cui fanno letteralmente “”scannare”” i deejay minacciandoli di portare gente, minacciandoli di fare tavoli, minacciandoli costantemente di portare vendite al locale altrimenti si viene esclusi; -siamo prossimi al fallimento perchè il p.r. è una categoria assolutamente inutile se viene riportata come figura dietro una consolle per esibirsi nei set; -siamo prossimi al fallimento perchè è matematicamente impossibile fare serate per 30€; -siamo prossimi al fallimento perchè la gente è anche stanca di vedere degli incapaci dietro le consolle;

Quello che mai però, macchierà la nostra dignità cari direttori artistici, è l’attesa del giorno in cui tutti i vostri bluff saranno smacchiati uno per uno, perchè questo operato aprirà il suo vortice di curiosità e comunicherà alla gente che tutti i bluff che offrite sul mercato non sono altro che il vero fallimento del nostro settore, per non parlare della totale non-credibilità che avete inoltrato su tutto l’attuale assets di discoteche Italiane.

Quando gli Italiani, tramite il nostro operato, diventeranno curiosi per voi è la fine.

Un saluto a tutti i colleghi che ogni giorno, pur di tutelare questo settore, non si vendono a questi dilettanti da quattro soldi che sfociano tanto le loro capacità artistiche, ma che sullo stato di fatto non sanno neanche cosa sia davvero un piano marketing per valorizzare i propri prodotti musicali o i propri deejay all’interno delle discoteche.

Come sempre: fatevi delle domande e datevi delle risposte.

 

Matteo De Vita. Ecco la situazione attuale banche.

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di Matteo De Vita

Con grande presunzione il peggio deve ancora arrivare per le banche italiane, per i suoi azionisti ed anche per la loro clientela. Abbiamo già descritto questa estate il periodo di limbo finanziario che caratterizzerà i prossimi mesi sino ad inizio 2015 quando dovrebbe essere definitivamente predisposto il bail-in (in sintesi basta aiuti da Stato ed Europa alle banche in difficoltà, queste ultime dovranno arrangiarsi, individuando le risorse per il risanamento tra azionisti, obbligazionisti e correntisti). Anche il 2014 si prospetta essere un anno molto caldo soprattutto per lebanche sistemiche: sono quelle che a breve saranno vigiliate e controllate solo dalla BCE. Si definiscono banche sistemiche quelle realtà bancarie che detengono attivi superiori a 30 miliardi di Euro: in Italia al momento sono tredici, si va da Unicredit a Carige. In molti mi scrivono per chiedermi se questa o quella banca è sicura oppure no: oggi il termine “sicuro” non ha più alcun significato, lo capiamo di riflesso proprio riflettendo sulle dinamiche che stanno caratterizzando due asset un tempo sicuri, l’immobile residenziale e i titoli di stato italiano. Per tentare di comprendere se una banca è “sicura” almeno sul piano della solidità patrimoniale possiamo fare embrionalmente affidamento proprio su un indicatore nato per misurarla.

Inutile dirvi che migliaia di attuali dipendenti dovrebbero essere gestiti come plusvalenza. Proprio su questo terreno comunque si svolgerà la selezione di mercato per gli operatori bancari, non si tratterà più solo di Core Tier 1 ma anche e soprattutto di strategia economica di crescita. Il futuro di ogni banca sarà sempre più online e sempre meno sportello, questo significa che oggi gli istituti che hanno scelto di crescere prediligendo la dimensione fisica attraverso aperture o acquisizioni di nuove filiali saranno presto perdenti come modello di business a fronte delle nuove tecnologie con cui si potrà fruire la quasi totalità dei servizi bancari tradizionali (tra due anni arriveranno i Google Glass che sconvolgeranno l’attuale assetto di mercato dei servizi bancari rendendo praticamente medioevali i servizi erogati allo sportello). Questo significa che le banche che avranno dedicato modesti investimenti per integrarsi con lo sviluppo delle nuove tecnologie mobili e digitali si troveranno presto in difficoltà sia sul piano della competitività che redditività dovendo gestire centinaia e centinaia di filiali fisiche che si trasformeranno per la maggior parte in generatrici di performance negative.

Naturalmente va precisato che le mie sono ipotesi che per molti restano surreali, ma per darvi un piccolo cenno di verità fate questa prova: se attualmente in banca avete affidamenti come scoperto di C/C oppure mutui a tasso variabile, consegnate la contabilità a scalare presso una società che analizza le incongruenze bancarie: noterete che nel 90% dei casi è presente Usura e Anatocismo.

E’ una morte lenta quella dell’attuale sistema bancario nazionale che, strozzato dalla politica, pende sul filo di una catastrofe finanziaria senza precedenti su cui neanche più l’europa potrà intervenire.

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