2013-08-31 00.37.30

di Matteo De Vita

Con grande presunzione il peggio deve ancora arrivare per le banche italiane, per i suoi azionisti ed anche per la loro clientela. Abbiamo già descritto questa estate il periodo di limbo finanziario che caratterizzerà i prossimi mesi sino ad inizio 2015 quando dovrebbe essere definitivamente predisposto il bail-in (in sintesi basta aiuti da Stato ed Europa alle banche in difficoltà, queste ultime dovranno arrangiarsi, individuando le risorse per il risanamento tra azionisti, obbligazionisti e correntisti). Anche il 2014 si prospetta essere un anno molto caldo soprattutto per lebanche sistemiche: sono quelle che a breve saranno vigiliate e controllate solo dalla BCE. Si definiscono banche sistemiche quelle realtà bancarie che detengono attivi superiori a 30 miliardi di Euro: in Italia al momento sono tredici, si va da Unicredit a Carige. In molti mi scrivono per chiedermi se questa o quella banca è sicura oppure no: oggi il termine “sicuro” non ha più alcun significato, lo capiamo di riflesso proprio riflettendo sulle dinamiche che stanno caratterizzando due asset un tempo sicuri, l’immobile residenziale e i titoli di stato italiano. Per tentare di comprendere se una banca è “sicura” almeno sul piano della solidità patrimoniale possiamo fare embrionalmente affidamento proprio su un indicatore nato per misurarla.

Inutile dirvi che migliaia di attuali dipendenti dovrebbero essere gestiti come plusvalenza. Proprio su questo terreno comunque si svolgerà la selezione di mercato per gli operatori bancari, non si tratterà più solo di Core Tier 1 ma anche e soprattutto di strategia economica di crescita. Il futuro di ogni banca sarà sempre più online e sempre meno sportello, questo significa che oggi gli istituti che hanno scelto di crescere prediligendo la dimensione fisica attraverso aperture o acquisizioni di nuove filiali saranno presto perdenti come modello di business a fronte delle nuove tecnologie con cui si potrà fruire la quasi totalità dei servizi bancari tradizionali (tra due anni arriveranno i Google Glass che sconvolgeranno l’attuale assetto di mercato dei servizi bancari rendendo praticamente medioevali i servizi erogati allo sportello). Questo significa che le banche che avranno dedicato modesti investimenti per integrarsi con lo sviluppo delle nuove tecnologie mobili e digitali si troveranno presto in difficoltà sia sul piano della competitività che redditività dovendo gestire centinaia e centinaia di filiali fisiche che si trasformeranno per la maggior parte in generatrici di performance negative.

Naturalmente va precisato che le mie sono ipotesi che per molti restano surreali, ma per darvi un piccolo cenno di verità fate questa prova: se attualmente in banca avete affidamenti come scoperto di C/C oppure mutui a tasso variabile, consegnate la contabilità a scalare presso una società che analizza le incongruenze bancarie: noterete che nel 90% dei casi è presente Usura e Anatocismo.

E’ una morte lenta quella dell’attuale sistema bancario nazionale che, strozzato dalla politica, pende sul filo di una catastrofe finanziaria senza precedenti su cui neanche più l’europa potrà intervenire.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: