deejay

 

di Matteo De Vita

Dopo un periodo apparentemente tranquillo, rieccoci nuovamente alle solite. Inutile dirvi che, anche se non ci si sente da un mesetto circa, la nostra nazione continua la sua fase di “Sfornamento di Bluff Dee Jay” come nelle catene di produzione delle grandi industrie.

Oggi mi sposto però su quelli che vantano il proprio operato a gran voce ma che nella fattibilità contano quanto gli ASSI quando regna BASTONE. Parlo dei direttori artistici ovviamente: quelli che sfociano le loro potenzialità ma non conoscono il mondo della notte; quelli che hanno vestiari indossati per migliaia di euro e che pagano le rate per vestire in quel modo; quelli che fanno una foto con il “Bluff di turno” e credono di essere diventati i padroni delle movimentazioni artistiche in determinati luoghi.

Uno in particolare ha acceso la mia attenzione: mi ricordo che scrisse contro la mia persona uno stato su facebook che delineava il totale fallimento di questa battaglia, un certo Riccardo. Ebbene si, purtroppo quando i fallimenti dei direttori artistici toccano il fondo, tutto può servire per accendere le attenzioni su di loro, naturalmente attaccare anche Matteo De Vita che non chiede altro di tutelare il settore del deejay con degli equilibri a favore della produttività, cercando di non uccidere ulteriormente questo settore che ormai è prossimo al fallimento.

Ma tutti voi non vi siete fatti una domanda: ma perché siamo prossimi al fallimento? Le risposte sono tante e voglio schematizzarle in modo che possiate far girare questo urlo che viene dai deejay professionisti:

– siamo prossimi al fallimento perchè i deejay non sono tutelati dalla legge; – siamo prossimi al fallimento perchè siamo sottopagati; -siamo prossimi al fallimento perchè troppi dalla sera alla mattina si sentono deejay professionisti acquistando una consolle da 70 euro; – siamo prossimi al fallimento perchè i direttori artistici (razza infame) hanno ben accese le loro lenti di ingrandimento quando mettono sul tavolo le consolle di locali conosciuti sui cui fanno letteralmente “”scannare”” i deejay minacciandoli di portare gente, minacciandoli di fare tavoli, minacciandoli costantemente di portare vendite al locale altrimenti si viene esclusi; -siamo prossimi al fallimento perchè il p.r. è una categoria assolutamente inutile se viene riportata come figura dietro una consolle per esibirsi nei set; -siamo prossimi al fallimento perchè è matematicamente impossibile fare serate per 30€; -siamo prossimi al fallimento perchè la gente è anche stanca di vedere degli incapaci dietro le consolle;

Quello che mai però, macchierà la nostra dignità cari direttori artistici, è l’attesa del giorno in cui tutti i vostri bluff saranno smacchiati uno per uno, perchè questo operato aprirà il suo vortice di curiosità e comunicherà alla gente che tutti i bluff che offrite sul mercato non sono altro che il vero fallimento del nostro settore, per non parlare della totale non-credibilità che avete inoltrato su tutto l’attuale assets di discoteche Italiane.

Quando gli Italiani, tramite il nostro operato, diventeranno curiosi per voi è la fine.

Un saluto a tutti i colleghi che ogni giorno, pur di tutelare questo settore, non si vendono a questi dilettanti da quattro soldi che sfociano tanto le loro capacità artistiche, ma che sullo stato di fatto non sanno neanche cosa sia davvero un piano marketing per valorizzare i propri prodotti musicali o i propri deejay all’interno delle discoteche.

Come sempre: fatevi delle domande e datevi delle risposte.

 

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Commenti su: "AAA”Riccardo Amnesia”Milan – Un dilettante da 4 Soldi" (1)

  1. la colpa non è dei dj che si vendono a 30 euro. ma solo di chi li fa esibire..la morte dei locali è iniziata alla fine degli anni 90 perchè è arrivata la figura del Pr e direttore artistico ignorante in materia di musica e intento solo a crearsi profitti personali.
    Ovviamente una buona parte ha pure pensato di diventare dj per avere più importanza..e rovinare ulteriormente il mercato
    E se vogliamo dirla tutta la colpa principale è dei gestori dei locali..incapaci, ignoranti, succubi di una giacca di prada indossata da un ragazzino che si spaccia per portagente.
    E’ quello che si meritano..solo fallimenti e chiusure
    Per il resto io sono uno di quelli che ha smesso di esibirsi perchè il dj non può andare a 30 euro o a gratis.

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