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di Matteo De Vita

Dopo un anno di politica assente, fatta di ribaltoni politici e di continui rinvii su quelle che dovrebbero essere le manovre dedite a risollevare la nostra città da una situazione patrimoniale ed economica disastrosa, i Politici Sangiovannesi non provano nessuna vergogna nell’utilizzare la classica frase magica: “c’è chi scrive Buon Natale di cuore, chi assimila concetti poetici d’alto bordo riconducendosi ad un Natale vissuto in questa realtà, chi addirittura utilizza mercenariamente il Natale per ricongiungere eventuali rotture politiche”.

Il Natale è utilizzato anche come strumento politico dedito a far dimenticare “le mancanze” che questa amministrazione continua a distribuire su tutto il territorio. E pensare che nel Sindaco Pompilio inizialmente si notava uno spirito di collaborazione costruttivo, che si è rilevato poi completamente fallimentare sul piano operativo.

Basti pensare (giusto per citare le esperienze personali) le richieste fatte dall’Associazione Nuovamente per la realizzazione del “Time Festival” su cui il comune nulla ha mosso: un festival che avrebbe portato posti di lavoro per 123 giovani Sangiovannesi disoccupati, oppure le richieste fatte per la “riqualificazione della Masseria Agropolis” su cui è stato presentato un progetto in linea di massima dedito alla riattivazione della struttura su cui il Sindaco Pompilio nulla ha fatto. 

Molto probabilmente il Sindaco Pompilio, che ha una visione dell’imprenditoria contorta, non riesce ad entrare in una visione politica e produttiva che porti alla nostra città nuovi posti di lavoro.

A questo punto voglio ricordare al Sindaco Pompilio che è troppo facile recitare copioni in consiglio comunale, è troppo facile dire che il nostro comune è tra i primi in Italia riguardo la trasparenza, è troppo facile asfaltare una strada, illuminare una rotonda, inaugurare una fontana. Se ancora non lo ha capito carissimo Sindaco Pompilio la nostra San Giovanni Rotondo sta morendo: chiudono in media 3 posizioni fiscali la settimana, gli artigiani hanno difficoltà con il pagamento delle tasse, la stragrande maggioranza dei settori non sono in difficoltà, sono falliti che è ben diverso.

A volte, scendere dai palazzi istituzionali e rendersi conto delle realtà che vive la nostra città, aumenterebbe l’esperienza di vita, le capacità politiche e si diventerebbe più comprensibili nei confronti di un popolo che, in tutto il vostro asset politico, vi manderà a casa uno per uno.

La buona politica è quella che dice buon natale quando i settori produttivi hanno pieno regime, la buona politica è quella che dice buon natale cedendo parte del proprio stipendio per aiutare le famiglie di San Giovanni in difficoltà, la buona politica è quella che dice buon natale con un programma natalizio dedito a distrarre la popolazione da tutti i problemi, la buona politica è quella che trasmette sicurezza al proprio asset aziendale, la buona politica è quella che è sempre in stretto contatto con la popolazione.

Ora, premettendo che nel pensiero sopra citato, l’attuale amministrazione non è impegnata neanche in uno dei punti delineati mi chiedo:

CON QUALE CORAGGIO GRIDATE A GRAN VOCE BUON NATALE AI SANGIOVANNESI?

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