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di Matteo De Vita

A volte quando si esce con gli amici, ci si ritrova a parlare di passioni e di musica come compagne delle nostre giornate. Un esempio che si ripercuote da anni nelle mie conversazioni quando si fa accenno alle consolle di livello è Francesco Farfa. Tutti i deejay che hanno percorso una certa strada nella loro formazione portano tutti con se i vari esempi da seguire. É molto importante dire questo perchè fino a 15 anni fa il proprio idolo della consolle veniva idolatrato per la sua performance dietro la consolle ed il suo disegno musicale proposto in discoteca facendo riferimento alla sua bravura tecnica e d’approccio al giradischi; ai giorni d’oggi invece è ben diverso: si riconoscono gli idoli da seguire in base alle manovre di marketing effettuate dai soliti “manager di agenzia” che vendono fumo negli occhi distribuito in massa e ingannando gli ignari frequentatori delle discoteche che, ricordiamolo, comprano un prodotto falso deciso dal mercato, invece che un prodotto vero deciso dalle persone attraverso tutta una miriade di selezioni e di indagini di mercato.

Tenendo presente questo concetto, in quanti delle nuove generazioni conoscono un deejay (giovane anche) come Francesco Farfa? Provate a farvi questa domanda. Bhè per chi ne sa poco e meglio ancora per chi è schiavizzato alle informazioni che il mercato fa passare per buone vendendo balle, oggi voglio mettere in evidenza un deejay, Farfasound che ancora oggi è un prodotto del mercato, forse poco considerato perchè Francesco Farfa è un esempio di Lealtà & Dovere e tiene alta la dignità della nostra storia, quella del deejay, non vendendosi al sistema ipocrita che oramai è sopraggiunto negli ultimi anni.

Delinearvi le qualità tecniche di Francesco Farfa dietro la consolle sarebbe poco rilevante per molti; invece no, io parto proprio da quelle perchè un deejay di qualità lo si riconosce proprio dall’aspetto tecnico e musicale riproiettato dietro la consolle. E’ proprio quello che succede nel 1990 al nostro Farfasound che viene immediatamente collocato in una realtà importante per le sue qualità tecniche al mix e l’unificazione dei suoni. Basta vedere il materiale che si trova in rete per capire il livello di qualità musicale ma soprattutto la passione che viene fuori tra un disco e l’altro.

In molte occasioni, durante il mio percorso musicale e artistico, ai tempi dei campionati nazionali ho seguito Francesco e mi incuriosiva cercare di capire quale fosse il suo pregio migliore ma soprattutto con quale elemento riesce ad avere, durante i suoi set, ancora oggi, una marcia in più; l’unica risposta vera che mi son potuto dare è la seguente: “passione e coerenza”. Adesso voi potreste dirmi: “tutti i deejay svolgono il proprio set con passione”; La mia risposta è: assolutamente si; bisogna però saper distinguere i vari livelli di passione: oggi quello che io vedo in molti artisti “venduti per buoni” è una classificazione della parola passione; difatti definisco un buon 80% degli artisti presenti sul mercato nel nostro settore come appassionati in modo forzato riferendomi alle grandi spinte dall’alto che molti artisti hanno solo perchè raccomandati da un sistema; e naturalmente poi esistono gli appassionati veri come “Farfasound” su cui basta far riferimento al percorso artistico, fatto di gavetta e di ore e ore di giradischi per capire quale sia la vera qualità artistica e musicale che un deejay dovrebbe possedere. 

A questo proposito voglio ricordare che 20 anni fa, Francesco Farfa veniva messo in evidenza da riviste come DJ Mag oppure Update o ancora Muzik per le sue reali capacità e bravura e non perchè i suoi manager spingevano come avviene oggi prodotti di cui nulla sappiamo e che sono discutibili su ogni aspetto. Come mai oggi per guadagnare la prima pagina di una rivista importante conta il portafoglio e non la bravura?

É vero lo so, sto miscelando (giusto per restare in tema) dei concetti che rientrano in un arco temporale di 20 anni in cui sono cambiate un sacco di cose e di situazioni (in peggio). Quello che voglio farvi capire è l’assoluta falsità di questo settore che negli anni ha portato in quarantena i prodotti veri (cioè i deejay di livello) per posizionare sul mercato prodotti falsi che come burattini alle dipendenze del sistema si prestano in opere e situazioni mai viste.

Cosa centra tutto questo con Francesco Farfa? Ogni deejay di livello come Francesco Farfa che non si è venduto ad un sistema centra con questi discorsi. Innanzitutto va precisato per i molti che non hanno ancora assimilato le terminologie che per deejay si intende avere perfetta destrezza e capacità nella miscelazione di brani sui quali passaggi lo strumento fondamentale che ne fa da padrone è il giradischi. Tutti quelli che ancora oggi o perchè schiavi della tecnologia o perchè non sanno cosa sia un giradischi si vendono sul mercato come deejay professionisti non avendo neanche la conoscenza di un giradischi e di tutte le fasi da gavetta che bisogna vivere per poi definirsi deejay di livello, sono dei falsi ipocriti e millantatori da consolle.

L’attuale mercato ha completamente offuscato i concetti e le verità: in una intervista Francesco Farfa ha delineato un concetto che riguarda la sua storia nel delineare come la vera carriera di un deejay vada intrapresa passo per passo; disse testuali parole: ho iniziato in una piccola discoteca di pomeriggio, fino ad arrivare poi alla disco di paese più importante, poi a quella della provincia più importante e poi pian piano sono cresciuto e sono stato richiesto per realtà più importanti; ecco amici, questo è il perfetto esempio di gavetta artistica che ancora oggi un deejay dovrebbe seguire prima di giocare in serie A. Ora la domanda parte spontanea: come mai esistono dei personaggi che balzano dalla cameretta alle consolle più importanti d’europa? Lascio a voi le risposte. 

Concludendo questa mia nuova testimonianza che delinea un perfetto esempio da seguire come Francesco Farfa (maestro in consolle) voglio lasciarvi con un concetto presente nella sua biografia che condivido: Francesco Farfa immagina i set come esperienze ultraterrene, in cui prendere per mano l’ascoltatore e trascinarlo verso le scoperte più disparate, a volte celestiali, a volte brutalmente terrene. Come dovesse ogni volta superare un Acheronte, Farfa punta tutto sulla creazione di un ponte fra sè e il pubblico, influenzandolo, guidandolo, ma recependo anche le sue volontà, spingendosi un passo oltre, rischiando, mettendosi in discussione.

Uno stato quasi ipnotico che permette, all’audience come a lui, di sublimare insieme verso territori inesplorati.

Cari sostenitori, con questo cerco di farvi capire che il nostro settore, seppur con tutte le problematiche che cercheremo di risolvere, rimane la miglior passione di tutti i tempi. Un deejay quando non suona, viaggia sempre in compagnia della musica e si nutre di essa.

Come sempre, fatevi delle domande e datevi delle risposte.

 

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