Rescued refugees from Libya

 

di Matteo De Vita

 

Appena eliminato il reato di clandestinità Lampedusa è stato immediatamente classificato nuovamente come meta da raggiungere da parte dei trafficanti di clandestini che oramai hanno raggiunto un fatturato record che oltrepassa i 2 miliardi di euro. E cosa fanno? Quello che si raccoglie a livello di testimonianze è disastroso: prendono vecchi ammassi di legno, gli infilano un motore fuoribordo e caricano semplici esseri umani alla volta dell’America democratica cioè Lampedusa. É diventato nuovamente un giro spaventoso fatto di spese sanitarie, navi, servizi che attingono dalla cosa pubblica a danno per la maggiore dei cittadini italiani che oltre ad un debito pubblico di 2.100 Miliardi devono finanziare anche tutto questo scempio.
Alfano da grande gladiatore dichiara che Lampedusa dovrebbe diventare il portone d’Europa. Vi siete chiesti mai il perchè? vi rispondo subito: clandestini oggi significa denaro liquido che dai trafficanti passa per i mediatori che a loro volta girano anche alla politica.
In allegato trovate da fonti attendibili le descrizioni dei drammi, che non sono altro che denaro contante che arriva in Italia.
(Fonte il messaggero)
Tra tutti gli sbarchi di Lampedusa si scopre adesso che ci sono anche gli scafisti. Gli investigatori stanno indagando, infatti, su tre persone – due tunisini e un algerino che conosce l’italiano – unici magherebini presenti sull’imbarcazione piena di soli siriani. A indurre gli investigatori a ritenere che sul legno di 12 metri ci fossero persone esperte, alla guida è proprio la destinazione di arrivo dell’imbarcazione: il molo Favaloro dove sono ormeggiate le motovedette della guardia costiera e della finanza. I migranti hanno atteso l’arrivo delle Fiamme gialle rimanendo in banchina. Gli investigatori sospettano che dietro gli sbarchi possano esserci dei basisti, a Lampedusa, che danno informazioni all’organizzazione che gestisce il racket degli esseri umani. Circostanza che potrebbe essere confermata da un intercettazione agli atti dell’indagine sul naufragio del 3 ottobre, tra alcuni tunisini e alcuni libici. Nella telefonata gli interlocutori si scambiano informazioni su partenze e arrivi dei pescherecci.
Un barcone con 150 migranti – Nella mattinata di oggi, lunedì, un motopesca con a bordo oltre 150 migranti di diversa etnia è approdato al porto di Lampedusa. L’imbarcazione non era stata avvistata in precedenza ed ha raggiunto senza problemi il molo della maggiore delle Pelagie. Tra gli extracomunitari ci sono anche donne e bambini, tutti in buone condizioni di salute. I migranti, assistiti al loro arrivo da forze dell’ordine e volontari, sono stati trasferiti al centro d’accoglienza di Contrada Imbriacola già stipato con un migliaio di ospiti.
Il nuovo tragico bilancio: 365 vittime nei naufragi – Intanto si cerca di tracciare il bilancio dei naufragi del 3 ottobre e dell’11 ottobre. Un altro corpo è stato recuperato dai sommozzatori nella acque antistanti l’isola dei Conigli a Lampedusa dove il 3 ottobre scorso è naufragato un barcone con oltre 500 persone. Con l’ultimo recupero il bilancio ufficiale e provvisorio sale a 365 vittime. Continua inoltre la ricerca dei superstiti dell’altro barcone naufragato a largo delle coste maltesi, dove ci sarebbero stati almeno 188 morti. Secondo i racconti di alcuni sopravvissuti a bordo ci sarebbero state almeno 400 persone tra cui molte donne e bimbi. I superstiti sono 212. I cadaveri recuperati, 38. Mancherebbero all’appello, quindi, circa 150 persone. Se la cifra fosse reale nei due naufragi del 3 ottobre a Lampedusa e dell’11 ottobre a Malata sarebbero morte oltre 552 persone.
L’esodo delle bare – Intanto, anche oggi proseguiranno le operazioni di trasferimento delle bare con le spoglie delle vittime del naufragio dello scorso 3 ottobre. Ieri hanno lasciato l’isola, alla volta di Porto Empedocle, le prime 150 casse imbarcate sulla nave “Cassiopea”. Stamani la nave “Libra” ne caricherà altre salpando alla volta del porto agrigentino.
(fonte sky tg24)
E’ ininterrotto il flusso migratorio verso le coste siciliane. Altri 595 immigrati sono stati soccorsi nel Canale di Sicilia in tre diverse operazioni coordinate dalla Guardia costiera. Il gruppo più numeroso, di 398 persone, è stato condotto a Lampedusa. Nella stessa isola sono approdai altri 111 che erano su un gommone, mentre 86 sono stati condotti a Porto Empedocle (Agrigento). Sommando a questi i 181 sbarcati la scorsa notte nel porto di Siracusa, sono in totale 776 i profughi giunti in Sicilia nelle ultime 12 ore.
Al centro d’accoglienza di contrada Imbriacola, a Lampedusa, si trovano al momento 1.250 persone, a fronte di una capienza massima prevista per 350.

I soccorsi – Il gommone con i 111 a bordo è stato segnalato da uno straniero con una telefonata alla centrale operativa della Guardia costiera, cui ha fornito il numero del telefono satellitare di uno dei passeggeri. Questo ha permesso di localizzare il natante, verso il quale è stato dirottato il mercantile italiano “Valpadana” per fornire la prima assistenza, in attesa dell’arrivo di due motovedette salpate da Lampedusa, dove sono rientrate dopo aver imbarcato i profughi, tutti in discrete condizioni di salute.
Un grosso peschereccio che trasportava 398 persone è stato individuato a 78 miglia da Lampedusa dopo che uno dei passeggeri aveva chiesto aiuto con un satellitare, e raggiunto da un’altra motovedetta della Guardia costiera e da un pattugliatore della Guardia di finanza, che lo hanno scortato nel porto dell’isola.
La terza imbarcazione su cui viaggiavano 86 profughi è stato segnalato da una telefonata alla Guardia Costiera di Palermo e soccorso dalla nave “Vega” della Marina militare, che ha preso a bordo gli 86 migranti e si è diretta a Porto Empedocle.

Altre due imbarcazioni da soccorrere – Nella mattinata di mercoledì 25 settembre la Capitaneria di porto di Palermo ha ricevuto la richiesta di soccorso da un telefono satellitare di un profugo su gommone alla deriva. Sul punto è stato dirottato il mercantile “Patria”, che ha preso a bordo i migranti per poi navigare verso Trapani. Ma prima che arrivasse, è stato segnalato un altro natante di immigrati in difficoltà e lo stesso “Patria” ha virato per raggiungerlo.

 

 

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