Archivio per ottobre, 2014

Piazza Affari in Netto calo. Vietate vendite di Azioni Mps.

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di Antonella Olivieri

Gli stress test sono andati meglio del previsto (alle banche europee mancano “solo” 10 miliardi per mettere in regola il patrimonio in caso di scenario avverso) ma l’economia reale continua ad andare male e a non dare segni di vitalità. Ce lo dice l’indice Ifo (che misura la fiducia delle imprese tedesche) pubblicato questa mattina. A ottobre è arretrato a 103,2 punti contro i 104,7 punti di settembre. Il calo è superiore all’attesa discesa a 104,3 punti. L’indice sulla situazione attuale scende da 110,5 a 108,4 punti e quello sulle aspettative arretra da 99,3 a 98,3 punti, contro gli attesi 98,9 punti.

La reazione delle Borse Dopo un’apertura in netto rialzo le Borse europee hanno azzerato i rialzi mentre Piazza Affari scivola in territorio negativo, su cui pesano anche i forti cali delle bocciate Banca Mps (da due settimane è il titolo che balla di più a Piazza Affari) e Carige che dovranno indicare entro 15 giorni un piano per trovare (nei prossimi 6-9 mesi) rispettivamente 2,1 miliardi e 884 milioni (gli ammanchi di capitale emersi dagli stress test). Ma girano in rosso anche i titoli promossi. Dopo un iniziale +7% azzera i guadagni Banco Popolare che in mattinata ha incassato un «buy» da parte degli analisti di Ubs.

La Consob vieta vendite allo scoperto su Mps Per arginare la speculazione ribassista la Consob ha deliberato il divieto di vendite allo scoperto di azioni Mps con effetto immediato per il resto della seduta di oggi e per l’intera seduta di domani. Lo comunica una nota della Commissione che ha assunto la decisione valutando la variazione del titolo nelle prime ore di negoziazione all’indomani dell’esito del test Bce e ha ritenuto che non si possano escludere «fenomeni speculativi ribassisti» sulle quotazioni di Monte dei Paschi di Siena. Al momento le azioni Mps sono in asta di volatilità’.L’ultimo prezzo segnato è 0,8245 euro per un calo del 17,55%.

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WIDIBA c’è

Widiba

Fonte MPS

Con Widiba nasce il modo di pensare con gli strumenti di oggi alla banca di sempre: dal 18 settembre la piattaforma sarà live per 15 giorni in via esclusiva e riservata per coloro che hanno contribuito a costruirla


Widiba, la nuova banca diretta del Gruppo Montepaschi di Siena, debutta sul mercato dopo 12 mesi esatti dalla scelta del nome. Widiba, un acronimo (WIse-DIalog-BAnking) ideato, prodotto e condiviso dal mercato, che esprime appieno il dna della nuova iniziativa.

Il progetto della nuova banca – Capitolo strategico del Piano Industriale del Gruppo MPS, Widiba trova la sua ispirazione nella volontà di massimizzare i valori già presenti della promozione finanziaria con l’eccellenza di una piattaforma moderna, sintesi delle migliori esperienze del mercato e, spesso, anticipatrice di nuove soluzioni.
“Nei prossimi dieci anni potremo assistere ad un remix delle quote di mercato e ad una nuova simmetria nel rapporto banca-cliente” – afferma Fabrizio Viola – Amministratore Delegato di BMPs e Presidente di Widiba. “Gli istituti finanziari devono essere sempre più reattivi e pronti a intercettare le esigenze e i nuovi comportamenti dei clienti, basati su format digitali e di consulenza finanziaria all’avanguardia per contenuti e modalità di erogazione. Ciò vale sia per i modelli di banca fisica territoriale che per quelli diretti”.
Per ridefinire gli standard del nuovo modello distributivo, in Widiba la proposta digitale sarà integrata ad una componente ad alto contenuto relazionale: una piattaforma funzionale, per la parte del mercato che sceglie una gestione autonoma, e strumentale, per coloro che cercano assistenza e consulenza finanziaria attraverso la rete dei promotori.

La co-costruzione di Widiba – Le caratteristiche della nuova Banca sono il frutto dell’impegno di tutta la comunità che ha lavorato coadiuvata dal team interno.
Widiba, infatti, esiste già da 11 mesi e 29 giorni come spazio condiviso da oltre 115 mila utenti e 700 Personal Advisor in rappresentanza di circa 100.000 clienti. Un lavoro che ha prodotto 3.500 proposte: nuovi prodotti e servizi, nuovi modi di confezionarli, viverli e soprattutto capirli.

“Siamo in un’epoca in cui il prodotto non riveste più un ruolo esclusivo e da protagonista ma si completa con il percorso dell’esperienza e del servizio, in particolare per noi, che siamo banca” – afferma Andrea Cardamone, CEO di Widiba. “L’obiettivo di Widiba è integrare questa tendenza anche nel settore finanziario per garantire che la gestione del denaro diventi sempre più un percorso guidato da processi, agevolati dalla tecnologia, e da professionalità e competenze della squadra dei consulenti finanziari”.

Banca Widiba – Una strategia, quindi, che è stata direttrice della progettazione e realizzazione.
Tra i molti aspetti distintivi:

  • la competenza e la preparazione di 700 promotori finanziari e 145 servizi operativi;
  • una piattaforma aperta e a garanzia di scelte di investimento personalizzato;
  • un sistema di responsive tecnologico, per la fruizione su tutti i dispositivi mobile e tablet, e “individuale” per le dinamiche di customizzazione progettate;
  • un linguaggio chiaro ed immediato in linea con i più recenti indirizzi dell’ABI;
  • italiano, francese, inglese, spagnolo, portoghese, rumeno, russo, arabo e cinese, per accogliere l’internazionalità del nostro Paese;
  • modalità di interazione e comunicazione coerenti con gli schemi del dialogo moderno

A supporto degli organismi amministrativi, presieduti da Fabrizio Viola e guidati operativamente da Andrea Cardamone, un Customer Team, organo consultivo previsto dallo statuto di Widiba. Composto da cinque membri, scelti all’interno della community e nominati online dagli stessi utenti, lavorerà insieme al CDA della Banca per continuare a restituire il valore concreto che nasce dalla partecipazione e dell’ascolto.

Widiba sarà live dal 18 settembre, in esclusiva per 15 giorni, per le 230.000 mani che hanno contribuito in questi mesi alla nascita della banca che non c’era, per essere poi disponibile a tutti coloro che saranno pronti a diventare clienti di un modello di banca volto all’eccellenza della tecnologia e degli uomini.

Pil, altra batosta: l’Fmi taglia le stime Promosso il Jobs Act: “Spirito giusto”

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Rivista al ribasso la crescita dell’Italia, superata da Spagna e Grecia. Frena l’eurozona, appello alla Bce: “Rischio recessione, acquisti Abs”

 

Il Fondo monetario internazionale rivede al ribasso le stime di crescita per l’Italia nel 2014 e nel 2015. Il Pil calerà quest’anno dello 0,2% (-0,5 punti percentuali rispetto a luglio) e tornerà positivo nel 2015 con +0,8% (-0,3 punti rispetto a quanto stimato). Il -0,2% del 2014 segue il -2,4% del 2012 e il -1,9% del 2013. Fanno meglio Spagna (+1,3% nel 2014 e +1,7% nel 2015) e Grecia (+0,6% nel 2014 e +2,9% nel 2015).

Debito in aumento – Se il Pil cala, il debito cresce. Quest’anno, secondo il Fondo monetario, toccherà il 136,7% del prodotto interno lordo, in aumento rispetto al 132,5% del 2,13. Nel 2015, però l’attesa inversione di rotta: debito al 136,4%, per scendere poi al 125,6% nel 2019.

Disoccupazione sopra la media Ue – Brutte notizie anche sul fronte lavoro. Il tasso di disoccupazione in Italia si attesterà quest’anno al 12,6%, per poi scendere al 12% nel 2015. Il dato è superiore alla media dell’area euro: 11,6% nel 2014 e 11,2% nel 2015. Spagna e Grecia fanno peggio: i loro tassi di disoccupazione resteranno sopra il 20% sia nel 2014 sia nel 2015.

“Bene il Jobs Act” – Se i dati non sembrano positivi, gli sforzi del governo sono invece accolti dall’Fmi con ottimismo. Promosso, in particolare, il Jobs Act: “Mi piace lo spirito della riforma del lavoro italiana: la dualità del mercato è un grande problema, crea due classi di cittadini e questo non è desiderabile”, afferma il capo economista del Fondo monetario, Olivier Blanchard, secondo cui “il contratto unico è la strada da seguire”.

Frena l’eurozona, rischio recessione – Non solo le stime del Pil italiano sono state riviste al ribasso. Secondo l’Fmi l’intera eurozona crescerà meno del previsto: +0,8% quest’anno (-0,3% punti percentuali rispetto alle previsioni di luglio) e un +1,3% nel 2015 (-0,2 punti). Per l’organizzazione, sono aumentati i rischi di recessione per Eurolandia e resta il rischio di deflazione oltre a quello di stagnazione.

Persino la Germania, motore del Vecchio continente, non sembra in gran forma: il pil tedesco crescerà nel 2014 dell’1,4% e nel 2015 dell’1,5%, rispettivamente 0,5 e 0,2 punti percentuali in meno rispetto alle ultime previsioni. L’economia francese, invece, si espanderà quest’anno dello 0,4% (-0,4 punti) e il prossimo dell’1,0% (-0,5 punti).

Appello a Bce: “Acquisti Abs” – “Se l’outlook dei prezzi non migliora, la Bce dovrebbe fare di più, incluso l’acquisto di titoli di Stato”. E’ quanto afferma il Fondo monetario prevedendo un’inflazione allo 0,5% quest’anno e allo 0,9% nel 2015. “Può fare la differenza il piano per l’acquisto di Abs da parte di Francoforte. In Europa c’è un problema di credito per le piccole e medie imprese. E un mercato buono e salutare degli Abs può aiutare, afferma Blanchard.

“Avanti con le riforme” – Appello finale ai singoli Stati dell’Ue: “Nell’area euro c’è bisogno di riforme strutturali per la crescita, soprattutto quelle mirate ad affrontare l’elevata disoccupazione. Per ridurre la disoccupazione giovanile sono necessarie misure specifiche per ogni paese”, avverte l’Fmi.

Promossi Regno Unito e Usa –
Gli unici sorrisi, seppur lievi, dispensati dal Fondo monetario sono per Regno Unito e Stati Uniti: “Usa e Gran Bretagna si stanno lasciando la crisi alle spalle e centrando una crescita discreta”, conclude Blanchard, sottolineando che il loro potenziale di crescita resta comunque inferiore agli inizi del 2000.

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